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La Corte dei conti dice la sua sul bonus Irpef

fisco 04 giugno 2014

ROMA (Public Policy) - "Scelte selettive, rientranti nell'ambito proprio e naturale della funzione dell'Irpef, affidate a strumenti 'surrogati' come 'prelievi di solidarietà', 'bonus', 'tagli retributivi', sono all'origine di un sistematico svuotamento della base imponibile Irpef, finendo per intaccare la portata e l'efficacia redistributiva dell'imposta". È quanto emerge dal rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei conti presentato a Roma.

L'efficacia redistributiva é vanificata anche da "evasione, erosione, 'fughe dalla progressività'" e "politiche redistributive basate sulle detrazioni d'imposta (in larga parte, vanificate dal fenomeno dell'incapienza)", si legge ancora nel rapporto.

L'ECONOMIA SOMMERSA Nel 2013 l'economia sommersa italiana è arrivata a valere il 21,1% del Pil, uno dei dati più alti in Europa.  "Di oltre 50 miliardi è l'evasione stimata per il solo 2011 per Iva e Irap che, con 150 miliardi, spiegano un quinto delle entrate tributarie complessive della Pa, mentre per l'Irpef le stime più recenti indicano un tasso medio di evasione pari al 13,5% dei redditi, ma sono riferite al 2004".

LA TASSAZIONE "Un contenimento della spesa è la strada obbligata per ridurre il peso della tassazione sull'economia. Alla fine del del 2013, la pressione fiscale era pari al 43,8% del Pil, quasi tre punti oltre il livello del 2000 e quasi quattro rispetto al valore medio degli altri 26 Paesi Ue", si legge ancora nel rapporto. "La spinta verso una riduzione ed un riequilibrio della pressione tributaria, opportunamente avviata dal Governo, si deve confrontare con i vincoli della finanza pubblica e con l'idoneità degli strumenti a disposizione". (Public Policy)

FRA

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