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CORTE DEI CONTI, IL PRESIDENTE GIAMPAOLINO: EFFETTI RECESSIVI DA PIÙ TASSE

05 febbraio 2013

(Public Policy) - Roma, 5 feb - Alla Corte dei Conti,
assente il presidente Napolitano per una indisposizione,
inaugurazione dell'anno giudiziario 2013. Il presidente
della suprema magistratura contabile Luigi Giampaolino
premette, nella relazione sull'attività della Corte nel
2012, che "l'anno che si è da poco concluso è stato
caratterizzato da interventi correttivi del disavanzo
pubblico di notevoli dimensioni (oltre 100 miliardi di
euro)" e avverte: "Il percorso di riequilibrio dei conti
pubblici si presenta però ancora lungo e non privo di
impegni gravosi".

"In un periodo di tempo breve e con l'urgenza di
corrispondere alle richieste dell'Europa - sottolinea - i
margini limitati di riqualificazione della spesa pubblica
hanno reso necessario un ricorso ad aumenti del prelievo
tributario, forzando una pressione fiscale già fuori linea
nel confronto europeo e favorendo le condizioni per
ulteriori effetti recessivi".

Tra le azioni che la suprema magistratura contabile ha
costantemente suggerito ci sono: la riduzione della
pressione fiscale che grava sulla "economia emersa", da
finanziare con i maggiori proventi ottenuti dalla lotta
all'evasione fiscale e dalla stessa "spending review" e una
più equa distribuzione del carico fiscale; l'effettiva
realizzazione di un programma mirato di dismissioni del
patrimonio immobiliare e mobiliare pubblico, al fine di
conseguire un consistente abbattimento dello stock di debito.
Giampaolino rivela: "L'urgenza del riequilibrio dei conti
pubblici secondo un percorso concordato in sede europea ha
posto in chiara evidenza le difficoltà di gestione del
bilancio pubblico in condizioni di duratura stagnazione del
prodotto interno lordo".

Poi denuncia il rischio di "una rincorsa incompiuta degli
obiettivi di finanza pubblica" in quanto la "asimmetria
temporale tra gli effetti restrittivi prodotti dalle
ripetute manovre di riduzione del disavanzo e l'impatto
positivo sulla crescita degli interventi di sostegno
dell'economia e delle riforme genera un equilibrio fragile".

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