Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Cosa c'è nella pdl ex M5s per legalizzare la prostituzione

prostituzione 19 agosto 2015

ROMA (Public Policy) - Legalizzare e regolamentare la prostituzione. È l'obiettivo di una proposta di legge presentata poco prima della pausa estiva da alcuni deputati di Alternativa libera, il gruppo di 'fuoriusciti' del Movimento 5 stelle poi confluiti nel gruppo Misto a Montecitorio. Primo firmatario Tancredi Turco. Il testo, per ora solo depositato, dovrà quindi essere assegnato alle commissioni di competenza per iniziare l'esame.

Il progetto normativo definisce la prostituzione come "volontaria offerta a scopo di lucro di prestazioni sessuali che coinvolgono persone maggiorenni consenzienti". Si tratta di un testo di 10 articoli, che disciplinano la professione nei vari aspetti: fiscali e previdenziali, igienico-sanitari, privacy dei clienti, età di abilitazione all'esercizio, locazione e ambiti 'territoriali' pubblici e privati in cui svolgere l'attività. Sono definite anche norme relative alla sessualità assistita per i disabili, e si prevede l'istituzione di un Fondo per l'attività di prostituzione, finanziato dal gettito fiscale della stessa, per attività informative e l'assistenza a chi cessa di prostituirsi.

La pdl autorizza la prostituzione "in forma autonoma o associata" dopo aver compiuto 21 anni. Pone l'obbligo dell'uso del profilattico. Si prevede il divieto a chi e esercita e ai clienti di turbare la quiete, la sicurezza, l'ordine pubblico e il buon costume. Inoltre chi esercita l'attività di prostituzione è tenuto alla totale riservatezza dell'identità del cliente.

L'autorizzazione all'esercizio viene rilasciata dalla Camera di commercio, dopo un iter che prevede la presentazione di una "comunicazione" in cui si dichiara l'intenzione di prostituirsi, e il luogo dove si intende esercitare. Quest'ultima deve essere corredata da un "certificato di idoneità" e un certificato di sana e robusta costituzione rilasciati dall'Asl (quest'ultimo dopo aver superato i controlli diagnostici per le malattie sessualmente trasmissibili) e il pagamento di 3.000 euro, che dovrà essere versato "con cadenza semestrale". L'autorizzazione ha validità di sei mesi, al termine dei quali deve essere rinnovata, ripetendo tutta la procedura. Per chi esercita senza autorizzazione è prevista la reclusione da 10 a 40 giorni, e sanzioni da 3.000 a 15.000 euro. Per chi ha l'autorizzazione ma non è in grado di esibirla in caso di controllo, multe da 500 a 1.000 euro.

Per quanto riguarda i luoghi di esercizio, la pdl prescrive che "non è punibile il proprietario di un immobile che legittimamente lo concede in locazione, in uso, in abitazione, in usufrutto o in comodato a una persona che ivi eserciti la prostituzione volontariamente, in forma autonoma ovvero associata". Ma si prevedono, in caso di "sfruttamento della prostituzione", sanzioni amministrative per i locatori da 50mila a 100mila euro. La prostituzione è ammessa in dimora privata, "anche ospitando persone in numero non superiore a quattro". Gli ambienti devono essere personali, separati e di dimensioni "non inferiori a 12 mq". Nessun intermediario può trarre profitti dalle attività di chi esercita nella 'casa'. È possibile, prescrive la legge, la condivisione di spese vive per la conduzione dell'immobile.

E ancora: non è consentita la presenza di minori nelle dimore private dove si esercita la prostituzione. D'altronde vengono tutelate le forme di reciproca assistenza "senza fini di lucro" tra i soggetti che esercitano l'attività. Si prevede la possibilità, per gli enti locali, di individuare luoghi pubblici nei quali è consentito l'esercizio della prostituzione, concordando orari e modalità di utilizzo degli stessi. Tali luoghi devono distare almeno 500 metri da edifici scolastici, ospedalieri, di culto, caserme e stazioni dei mezzi pubblici di trasporto. Si prevede in queste aree la presenza di presidi sanitari delle Forze dell'ordine.

La proposta normativa istituisce anche "centri erotici", luoghi privati aperti al pubblico dove si esercita la prostituzione, gestiti in forma societaria o associativa da un gruppo di massimo 15 soggetti che dispongono dell'autorizzazione. Il progetto di legge vieta ogni forma di sfruttamento della prostituzione, prevedendo pene da 4 a 10 anni e 6 mesi e multe pecuniarie da euro 2.580 a euro 103.290.(Public Policy) LEP

© Riproduzione riservata