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Cosa ci sarà nel dm sui giochi: dalle slot ai casinò

giochi 08 settembre 2017

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - "L'obiettivo che lo Stato si propone, di intesa con gli enti locali, è regolare la distribuzione dell'offerta di gioco diffusa nel territorio, tenendo conto delle accresciute esigenze sociali. Nel passato si è accettato si diffondesse l’aumento del gioco legale, in particolare delle slot, moltiplicando l’offerta nel territorio, con l'obiettivo di porre giustamente argine alla diffusione incontrollata dell’offerta di gioco illegale".

"Tutto ciò ha, però, provocato una nuova emergenza sociale che ha indotto gli enti locali, in assenza di un quadro regolatorio nazionale aggiornato, a scelte, in generale restrittive. A fronte di questo quadro, la soluzione prospettata dal Governo e condivisa dalla Conferenza, è quella di ridurre l’offerta di gioco pubblico e, dunque, l'esposizione dello Stato, in un settore che se, da un lato, garantisce importanti entrate erariali pari a 10,5 miliardi nel 2016, di cui 5,8 miliardi dai soli apparecchi slot, dall'altro misura conseguenze sociali che non possono più essere trascurate".

Questo è quanto si legge nelle premesse del documento conclusivo sulla riforma del sistema gioco, uscito dalla Conferenza unificata, che ha sancito l'intesa raggiunta all'unanimità tra Governo ed enti locali questa mattina in Conferenza delle Regioni.

DM ENTRO 31 OTTOBRE: IN PIEDI LEGGI REGIONALI RESTRITTIVE 

Da qui al 31 ottobre i tecnici del ministero dell'Economia saranno a lavoro, con a capo il sottosegretario Pier Paolo Baretta, per scrivere il decreto ministeriale che recepirà l'intesa sancita oggi e di fatto scriverà una nuova omogenea legge nazionale sui giochi.

L'obiettivo principale è quello di dimezzare i punti gioco attualmente presenti sul territorio, nell'arco dei prossimi tre anni. Sulla distribuzione nazionale, ha detto Baretta uscendo dalla conferenza unificata, si discuterà poi con le Regioni nel corso di questi tre anni ma l'obiettivo è stabilito e le Regioni dovranno garantire che i punti gioco che rimarranno in vita (circa 55mila) siano liberi di operare e siano dislocati in maniera omogenea nelle singole città.

L'intesa ha inoltre previsto che, qualora le singole Regioni abbiano in questi anni varato delle leggi in materia di tutela della salute dei cittadini e di contrasto alla ludopatia che siano più restrittive rispetto alla legge nazionale che si sta scrivendo, le potranno continuare ad applicare. Allo stesso modo, le Regioni che vogliano emanare nuove leggi sul contrasto alla ludopatia, che siano più restrittive di quella nazionale, potranno farlo.

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@VioC

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