Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Cosa farebbe (e cosa no) un Padoan europeo

ue 12 febbraio 2018

ROMA (Public Policy) - Dalla responsabilità nei confronti del Parlamento europeo alla vicepresidenza della Commissione europea, dalla vigilanze sulle norme economiche, finanziarie e di bilancio alla presidenza dell'Eurogruppo.

Sono, in sintesi, le funzioni che dovrebbero spettare, secondo quanto proposto dalla Commissione Ue, a un futuro ministro europeo dell'Economia e delle finanze, come delineato all'interno della comunicazione rivolta dall'Esecutivo europeo alle altre istituzioni e sulla quale, la scorsa settimana, è arrivato il parere di Montecitorio.

LE POSSIBILI COMPETENZE

Tra le possibili competenze da attribuire ad un ministro dell'economia europeo, la Commissione prevede che sia responsabile nei confronti delParlamento europeo e vicepresidente della Commissione. Ancora, poi, dovrebbe: presiedere l'Eurogruppo; sorvegliare l'operato del Fondo monetario europeo (ancora da istituire); perseguire l'interesse generale dell'economia dell'Ue/della zona euro; rafforzare il coordinamento delle politiche; vigilare sulle norme economiche, finanziarie e di bilanci; pronunciarsi sulla politica di bilancio; monitorare l'uso degli strumenti di bilanciodell'Ue/della zona euro.

Tra le competenze più significative, dunque, quelle per cui un ministro europeo dell'Economia e delle finanze potrebbe contribuire a rafforzare ulteriormente il coordinamento delle politiche economiche e garantire la coerenza fra i diversi settori, proseguendo il lavoro già svolto dalla Commissione insieme agli Stati membri. Tra gli altri compiti, quello di mantenere "uno stretto dialogo bilaterale e multilaterale con le autorità nazionali e il Parlamento europeo", promuovendo anche "il coordinamento e l'attuazione delle riforme negli Stati membri".

"Dato che le riforme strutturali possono avere ricadute positive - sostiene ancora l'esecutivo Ue nella comunicazione - il ministro fornirebbe inoltre un valore aggiunto esaminando il programma di riforme ottimale per l'Ue e l'intera zona euro".

COSA NE PENSA MONTECITORIO

Nel corso della settimana è arrivato il parere delle commissioni XVI e V di Montecitorio. Per i deputati, l'istituzione del ministro deve avvenire in concomitanza con l'attribuzione al medesimo "di un bilancio dell'area euro" per "ricondurre il rafforzamento dei controlli e delle regole che gli Stati membri sono tenuti a rispettare in una logica di sviluppo e di crescita dell'intera area euro".

Le commissioni parlamentari, poi, chiedono l'armonizzazione della proposta di istituzione del ministro con il vigente assetto contenuto nel Tue sull'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune e con le recenti proposte, avanzate nell'ambito del dibattito sul futuro dell'Ue, "di far coincidere la figura del presidente del Consiglio europeo con quella di presidente della Commissione europea". (Public Policy) IAC

© Riproduzione riservata