Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Cosa ha detto Renzi in aula al Senato

renzi 24 febbraio 2014

ROMA (Public Policy) - "Ci avviciniamo a voi in punta di piedi, per il rispetto che si deve a un Paese che trova in alcuni dei suoi luoghi non solo un simbolo ma un elemento di unità profonda". Esordisce così, in aula al Senato, il neopremier Matteo Renzi durante il suo discorso programmatico.

"Viviamo - dice l'ex sindaco di Firenze - un tempo di struggenti responsabilità e di fronte all'ampiezza della sfida dobbiamo trovare il gusto di fare sogni più grandi, accompagnati da una concretezza puntuale, precisa. Io non ho l'età, ad esempio, per sedere in aula al Senato: e fa pensare che oggi, davanti a voi, siamo non per inseguire un record anagrafico, ma a chiedervi la fiducia. Oggi è un gesto controcorrente, si fatica a dare fiducia nei rapporti quotidiani, è sempre più difficile e non va di moda, noi ci impegniamo a meritarla perchè pensiamo che l'Italia abbia l'urgenza di recuperare la fiducia per uscire dalla crisi"

SCUOLA
"Mi piacerebbe che chi ha la presunzione di avere la verità in tasca, avesse la possibilità di confrontarsi con gli insegnanti, con le famiglie, nella vita di tutti i giorni. L'idea che la casta è di qui e i cittadini di là, si è un po' rovesciata in questo Parlamento. Noi sappiamo perfettamente che c'è la richiesta di restituire valore sociale agli insegnanti, e per fare questo non servono riforme ma solo il rispetto che si deve a chi va quotidianamente nelle nostre classi".

Alle proteste dei senatori 5 stelle, l'ex sindaco di Firenze risponde, rivolgendosi ai suoi: "Ricordatevi che avete una funzione sociale nei confronti dei senatori del Movimento 5 stelle: vogliamogli bene anche se loro non ne vogliono a noi, non deve essere facile stare in un movimento dove ti dicono sempre quello che devi fare".

"Dalle scuole riparte il Paese - aggiunge poi Renzi - ma per farlo serve concretezza amministrativa: come si può pensare che i Comuni abbiano la competenza sull'edilizia scolastica e non possano spendere a causa del patto di stabilità interno? Domani scriverò una lettera ai miei colleghi sindaci". "Serve una tregua educativa con le famiglie e un intervento sull'edilizia scolastica: nelle prossime settimane vedrete cosa intendo nel concreto", dice ancora Renzi, che poi rivolge un pensiero al suo predecessore, Enrico Letta: "Non possiamo oscurare il lavoro fatto dal suo esecutivo".

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
"Sblocco totale dei debiti della Pa attraverso un diverso utilizzo della Cdp. Costituzione e sostegno di fondi di garanzia, anche attraverso uso rinnovato della Cdp e unica, reale, fondamentale questione sul tappeto, quello delle pmi che non riescono ad accedere credito. La terza questione è la riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale attraverso misure serie e reversibili che porteranno nel primo semestre 2014 a vedere risultati immediati e concreti".

"Nessun decreto crea attraverso le regole posti di lavoro, al massimo li fa allontanare. Noi partiremo entro marzo con la discussione sul piano per il lavoro, che modificando lo strumento universale a sostegno di chi perde il posto e intervenendo attraverso regole profondamente innovative, punta ad attrarre investimenti in Italia".

"Un Paese ricco li va a cercare gli investimenti - continua Renzi - C'è un Paese potenzialmente attrattivo come il nostro? Ma vi sembra possibile che mentre nel mondo le startup vivono, crescono e muoiono, noi siamo fermi ancora a tempi biblici per aprire un capannone? Vogliamo un Paese che non abbia paura ad affrontare in modo diverso il rapporto con la Pa, ci sono settori dello Stato che vivono le peripezie della politica con un sostanziale retropensiero: 'i governi passano, i dirigenti restano'. Io credo che sia civile un Paese che afferma la contestualità tra l'espressione popolare del governo del Paese e la struttura dirigente della macchina pubblica".

"Non può esistere - fatti salvi i diritti acquisiti - la possibilità che un dirigente a tempo indeterminato possa fare il bello e il cattivo tempo, senza avere responsabilità sul mancato raggiungimento degli obiettivi. È una sfida di buon senso che può essere vinta e affrontata nell'arco di 4 anni, ma solo se facciamo emergere in modo chiaro che ogni centesimo speso dalla Pa dev'essere visibile online da parte di tutti".

FISCO
"Riuscire ad inviare a tutti dipendenti pubblici e pensionati, magari attraverso uno strumento digitale, la dichiarazione dei redditi precomplilata. È una proposta seria e puntale che può mostrare come cambia rapporto tra Pa e cittadini. Il fisco deve smettere di far paura e deve assumere un ruolo di consulenza tranne quando accade che uno commette reati. Quando accade questo, la repressione deve essere durissima", ha aggiunto Renzi.

Sul tema fiscale "sembra che chi è ricco e potente alla fine la sfanga sempre, mentre i cittadini vivono il fisco come un'angoscia".

GIUSTIZIA
Sul tema della giustizia, "abbiamo vissuto 20 anni di scontro ideologico. Ormai le posizioni sono calcificate e intangibili, nessuno riuscirà a convincere l'altro. A giugno sarà all'attenzione del Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Giustizia amministrativa: negli appalti pubblici lavorano più avvocati che muratori. Un provvedimento di un sindaco o del Parlamento è costantemente rimesso in discussione, una corsa a ostacoli impressionanti", ha sottolineato Renzi.

"Giustizia civile: viviamo un tempo in cui la lunghezza e difficoltà del processo civile" è motivo per cui "se ne vanno investimenti e possibilità di credere che il Paese sia recuperabile", ha aggiunto il presidente del Consiglio. "Giustizia penale: a fronte di una straordinaria qualità di uomini e donne che lavorano nella giustizia esiste una preoccupazione costante nell'opinione pubblica che la giustizia corra il rischia arrivi tardi e colpisca in modo diverso", ha detto ancora Renzi.

RIFORMA DEL SENATO
"Oggi - spiega Renzi - il procedimento legislativo è farraginoso, il numero dei parlamentari eccessivo rispetto al resto dell'Ue: per questo il prossimo passo per recuperare la fiducia dei cittadini è la possibilità di superare l'attuale conformazione del Senato mantenendo fermo il no a fiducia e alla legge di bilancio, e mantenendo l'incarico senatoriale attraverso un'assunzione di responsabilità dai territori impreziosita da ulteriori figure del mondo culturale, accademico e imprenditoriale".

RIFORMA DEL TITOLO V
"Dobbiamo - continua il premier - superare il titolo V per come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi, bisogna introdurre una clausola di intervento della legge statale anche in materie che siano esclusivamente assegnate alle Regioni, quando questo serve per questioni di unità giuridica ed economica del nostro ordinamento".

Basti vedere, continua Renzi, come "i ricorsi continui alla Consulta abbiano provocato un eccesso di tensioni tra Regioni e Stato, e se noi oggi diciamo che non possiamo tornare al centralismo burocratico statale abbiamo però il bisogno di far capire a donne e uomini che guidano le Regioni come sia cambiato il clima intorno a loro, sia per le vicende legate ai rimborsi elettorali ma anche per una sovrapposizione di competenze che ha reso ingovernabile il nostro sistema istituzionale".

"Dal mese di marzo, a Palazzo Madama - dice ancora Renzi - arriverà la riforma del Senato, mentre il titolo V partirà dalla Camera".

PROVINCE
"Alle opposizioni dico: noi abbiamo un tema aperto che è quello del superamento delle Province; il ddl Delrio può impedire che si voti il 25 maggio. C'è un'opposizione dura, c'è stata alla Camera, dove si è saldata una forma di ostruzionismo tra FI e 5 stelle. Noi vi invitiamo a riflettere su una possibile soluzione: chiudiamo il ddl Delrio ma nella discussione sul titolo V riapriamo la discussione su cosa devono essere le Province".

DIRITTI
"Immaginiamo di trovare punti di sintesi reali che permettano a una bambina di 12 anni che frequenta la quinta elementare, nata nella stessa città della propria compagna di banco, di avere la possibilità dopo un ciclo scolastico di essere considerata italiana". Sul tema dei diritti "lo sforzo è raggiungere sintesi possibili e non di affermare le proprie ragioni sugli altri", ha sottolineato Renzi, specificando che "ci deve essere uno sforzo di ascoltarsi". (Public Policy)

GAV-FRA

© Riproduzione riservata