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Cosa ne pensa il Governo del referendum in Veneto

veneto 03 marzo 2017

ROMA (Public Policy) - "L'iniziativa del Veneto per l'autonomia differenziata appare di tipo più politico che istituzionale, perché il Veneto si è mosso chiedendo l'autorizzazione a fare un referendum preventivo (sulla base di una legge regionale che hanno fatto e che è stata per tanta parte cassata dalla Corte costituzionale), lasciando in vita un unico quesito che è né più né meno il comma 3 dell'articolo 116, chiedendo che su questo, cioè qualcosa che per legge già si può fare, si pronunci il popolo veneto. È del tutto evidente che questa è un'operazione che ha un contenuto puramente politico".

Lo dichiara Gianclaudio Bressa, sottosegretario agli Affari regionali e alle autonomie, rispondendo a Gessica Rostellato (Pd) nel corso di un'audizione in commissione parlamentare per le Questioni regionali sulle forme di raccordo tra lo Stato e le autonomie territoriali e sull’attuazione degli Statuti speciali.

"Anche se si fa il referendum  - che peraltro costa la modesta cifra di 14 milioni, di cui 4 di spese vive e 10 di attività per farlo conoscere, lascio a voi le considerazioni - il vero problema è che il Veneto non ha presentato una proposta, o meglio, ha allegato uno schema di legge regionale, che però non è stata adottata da nessuno, in cui 'chiede tutto', ed è del tutto evidente che da un punto di vista legislativo ciò non è possibile". (Public Policy) MAS

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