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Cosa prevede la legge quadro sui diritti di cittadinanza dei sordi

lis sordi ciechi 20 novembre 2017

ROMA (Public Policy) - Dall'assicurazione della piena fruibilità di campagne di informazione politica e tribune elettorali a norme sulla formazione scolastica, universitaria e post-universitaria, passando anche da misure per la prevenzione e l'identificazione precoce di sordità e sordocecità.

Fino alla promozione 'diffusa' della Lis, la Lingua italiana dei segni (anche nella versione tattile), in ogni ambito pubblico, inclusi i rapporti con la Pubblica amministrazione. Sono alcuni dei punti principali della legge quadro sui diritti di cittadinanza delle persone sorde, con disabilità uditiva in genere e sordocieche che è attualmente all'esame della commissione Affari sociali alla Camera, dopo aver avuto l'ok dal Senato dopo l'estate.

È scaduto venerdì scorso (alle 12) il termine per la presentazione degli emendamenti in commissione sulla pdl, su cui, però, durante la discussione generale, avvenuta nel corso della settimana alla 12a di Montecitorio, è stato registrato un fronte ampio di dissenso.

M5s, Lega e Mdp si sono dichiarati contrari al provvedimento, preannunciando la presentazione di proposte emendative nel corso dell'esame del provvedimento in assemblea (la pdl è iscritta a partire da lunedì 27 novembre, se conclusa dalla 12a commissione). Anche alcuni deputati di maggioranza di Pd e Ap, però, hanno reso note molte criticità, sopratutto in merito alla mancanza di risorse finanziarie.

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IAC

 

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