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Il Crea chiede deroghe alla direttiva Ue sulla biodiversità

lotta biologica 20 ottobre 2016

ROMA (Public Policy) - "Il sistema Italia, il sistema agricolo, ambientale, forestale italiano deve poter ricorrere a quel metodo per cui, quando arriva una specie esotica dannosa, si possano andare a ricercare nei luoghi di origine di questa specie eventuali antagonisti naturali, testarli, non solo con prove di efficacia ma anche con analisi di rischio, perché quando li importiamo per fare un lavoro vogliamo che servano a quello, e che non facciano più danni di quelli che devono controllare".

Lo dichiara Pio Federico Roversi, rappresentante del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), nell'ambito della discussione congiunta di alcune risoluzioni sulle misure di contrasto alla diffusione di fitopatie, in commissione Agricoltura alla Camera.

"Questo lavoro - continua Roversi - è stato fatto ed approvato a livello internazionale sulla cimice dei pinoli, però è tutto bloccato, perché il problema è che l'Italia, nel recepimento della direttiva Ue Habitat, per la protezione degli ambienti naturali, laddove ha sottolineato l'importanza di non introdurre liberamente specie aliene, dovrebbe aggiungere una specifica che riguarda i percorsi in deroga per la lotta biologica, cioè fare in modo che, per le specie aliene per cui non riusciamo a trovare antagonisti naturali sul nostro territorio, si possa arrivare ad interventi di lotta biologica che però prevedano un percorso autorizzativo molto severo e attento". (Public Policy) MAS

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