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CREDITO, ABI: REDDITIVITÀ BANCARIA AI MINIMI STORICI

20 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 20 dic - L'austerity sta generando
pesanti ripercussioni sull'economia reale. Per l'Italia ciò
si traduce in una riduzione del Pil del 2,1% nel 2012 e una
ulteriore contrazione nel 2013 (-0,6%). Dalla seconda metà
del 2013 la crescita congiunturale dovrebbe però tornare in
positivo, con il 2014 che potrebbe chiudersi con un +0,8%.
Sono dati del Rapporto di previsione Afo (Abi financial
outlook) 2012-2014.

Per le banche, sottolinea l'Associazione bancaria italiana,
la redditività è inferiore al costo del capitale.
L'Afo-Abi prevede che nei prossimi anni proseguirà il
miglioramento della finanza pubblica, centrando l'obiettivo
di pareggio in termini strutturali. Il rapporto deficit/Pil
passerà dal -2,8% di quest'anno al -1,3% del 2014.

Il debito pubblico, al lordo dei sostegni all'Europa,
salirà al 126,2% del Pil nel 2012 e rimarrà su tale livello
anche l'anno successivo. Solo dal 2014 si assisterà a una
sua riduzione pari a circa 3 punti di Pil, condizionata
però, alla realizzazione di dismissioni per 1 punto di
prodotto in ciascun anno, come del resto previsto nel quadro
di finanza pubblica del Governo.

Un freno alla crescita dei prestiti sarà l'aumento del
rischio di credito: nel triennio di previsione, le
sofferenze dovrebbero crescere sempre più dei prestiti,
toccando a fine 2014 un rapporto sofferenze/impieghi pari al
7,3%. Per trovare un valore più alto, rimarcano le banche,
bisogna risalire al 1998.

RACCOLTA IN CRESCITA
Coerentemente al migliorato clima sul mercato finanziario,
decisamente più soddisfacente dovrebbe risultare la crescita
della raccolta: dopo il livello negativo del 2011, nel 2012
la raccolta dovrebbe aumentare del 2,9% e in seguito
crescere stabilmente su ritmi di incremento del 3%. Per tali
motivi, l'Afo-Abi disegna una importante riduzione dello
squilibrio tra raccolta e impieghi.

Si continua nella scia di peggioramento delle condizioni di
redditività del settore, il Rapporto dice che il return on
equity (l'indice di redditività del capitale) dell'attività
bancaria sarà nel 2014 di poco superiore al 2%. Tale
risultato è principalmente determinato dal contesto
economico, sotto forma di un elevato ammontare di
accantonamenti e rettifiche e di una scarsa dinamica dei
volumi intermediati.

Dovrebbe rimanere stazionario, invece, il margine di
interesse, interrompendo la caduta degli ultimi anni, ma
presentando ancora un valore inferiore per circa 4 miliardi
di euro rispetto al dato del 2007.

A fine 2014 gli altri ricavi contribuirebbero al conto
economico per quasi 6 miliardi in meno rispetto al 2007.

La salvaguardia delle condizioni di redditività delle
banche italiane passa, conclude il Rapporto, inevitabilmente
per una attenta e serrata politica di controllo e riduzione
dei costi, che dovrebbero contrarsi ad un ritmo medio annuo
dell'1,7-1,8% In questo caso, il cost income ratio (il
rapporto tra i costi operativi ed il margine di
intermediazione) scenderebbe al 61,2% nel 2014, livello
comunque superiore ai valori pre-crisi. (Public Policy)

SPE

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