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CRISI, ISTAT: PIL A -1,4%, SPESA DELLE FAMIGLIE A -1,6%, INVESTIMENTI A -3,5%

debiti pa 06 maggio 2013

(Public Policy) - Roma, 6 mag - Quest'anno si prevede una
riduzione del Prodotto interno lordo (Pil) dell'1,4% in
termini reali, mentre per il 2014 il recupero dell'attività
economica, trainato prevalentemente dalla domanda interna,
determinerebbe una moderata crescita dello 0,7%. Sono le
previsioni Istat pubblicate nel report "Le prospettive per
l'economia italiana nel 2013-2014".

La domanda estera netta, precisa l'Istituto nazionale di
statistica, è la principale fonte di sostegno alla crescita
economica nelle previsioni per il 2013 (+1,1 punti
percentuali).

Il contributo della domanda interna al netto delle scorte
sarebbe invece negativo nel 2013 (-2%) e tornerebbe positivo
nel 2014 (+0,7%) stimolando la crescita del Pil.
La spesa delle famiglie è prevista in contrazione dell'1,6%
nel 2013 per effetto della diminuzione del reddito
disponibile, con un moderato aumento dello 0,4% nel 2014.

Gli investimenti fissi lordi diminuirebbero del 3,5% nel
2013, per effetto di una riduzione congiunta della spesa da
parte sia delle imprese sia delle Amministrazioni pubbliche.

L'anno prossimo, le prospettive di una evoluzione positiva
del ciclo economico e il graduale miglioramento delle
condizioni di accesso al credito porterebbero a una ripresa
del processo di accumulazione (+2,9%).

Quest'anno il mercato del lavoro continuerebbe a
manifestare segnali di debolezza con un rilevante incremento
del tasso di disoccupazione all'11,9% (+1,2% rispetto al
2012). Nel 2014 il tasso di disoccupazione continuerebbe a
crescere fino a raggiungere il 12,3% a causa del ritardo con
il quale il mercato del lavoro è previsto rispondere alla
lenta ripresa dell'economia.

Il pagamento dei debiti delle Pubbliche amministrazioni
verso i creditori privati può avere moderati effetti
espansivi nel 2014. In particolare, spiega l'Istat,
l'immissione di liquidità nel sistema economico, potrebbe
sostenere consumi e investimenti privati, contribuendo a
migliorare le aspettative di famiglie e imprese sulle loro
condizioni economiche.

In particolare, la caduta congiunturale del Pil iniziata
nel terzo trimestre del 2011 dovrebbe proseguire, con
intensità più contenute, almeno fino al terzo trimestre del
2013. Quest'anno le famiglie continuerebbero a sperimentare
un'ulteriore riduzione del reddito disponibile, con
inevitabili conseguenze negative sulla spesa per consumi
rispetto all'anno precedente. La fase di deterioramento del
potere di acquisto dovrebbe arrestarsi solo nel 2014.

L'incidenza delle famiglie in grado di effettuare risparmi
è ormai ai livelli della crisi del 2009.

CRISI, ISTAT: CRESCITA ANCORA LENTA PER L'EUROZONA
PER GLI USA PREVISTA UNA CRESCITA SOSTENUTA NEL BREVE TERMINE

(Public Policy) - Roma, 6 mag - Dallo scorso autunno il
quadro economico internazionale è stato caratterizzato da un
miglioramento della performance delle economie emergenti e
dalla stabilizzazione delle condizioni dei mercati
finanziari. Nell'area dell'euro la pressione sui titoli
sovrani europei si è ridotta e gli spread si sono attestati
a livelli vicini a quelli di due anni fa. L'Istat analizza
la situazione internazionale nel report "Le prospettive per
l'economia italiana nel 2013-2014".

Nell'eurozona, l'attività economica dovrebbe ridursi anche
quest'anno (-0,4%). L'inversione di questa tendenza alla
diminuzione del Pil è prevista nel secondo semestre
dell'anno corrente, per proseguire in misura contenuta nel
2014 (+1%). Il perdurare dei processi di consolidamento
della finanza pubblica, il clima di incertezza e le
difficili condizioni del mercato del lavoro non
favorirebbero una ripresa più robusta di consumi e
investimenti.

Negli Stati Uniti è stato parzialmente scongiurato il
rischio di una forte restrizione del bilancio pubblico e nei
primi mesi del 2013 nelle economie dei Paesi emergenti si è
confermato, in particolare in Cina, il rafforzamento ciclico
già in corso dalla seconda metà del 2012.

Nel biennio 2013-2014, nei Paesi avanzati - scrive
l'Istituto nazionale di statistica - la ripresa continuerà a
presentare ritmi eterogenei.

Negli Usa gli indicatori anticipatori segnalano una
crescita sostenuta nel breve termine. Il tasso di espansione
del Pil rimarrebbe appena al di sotto del 2% quest'anno, per
poi accelerare verso il 3% nel 2014.
L'andamento più dinamico dell'economia statunitense
rispetto a quella dell'area euro, in particolare nel 2014,
determinerebbe un leggero apprezzamento del dollaro (circa
dell'1%), dopo la sostanziale stabilizzazione del 2013.

PAESI EMERGENTI
Nei Paesi emergenti ci si attende un rafforzamento
dell'espansione economica per l'anno in corso e una
accelerazione nel 2014, per effetto della ripresa della
domanda delle economie avanzate e del perdurare di
condizioni macroeconomiche favorevoli (bassi tassi di
interesse, forti afflussi di capitale dall'estero, elevati
prezzi delle materie prime).

Il Pil, secondo gli analisti Istat, crescerebbe del 5,3%
nel 2013 e del 5,5% nel 2014.
Alla graduale ripresa ciclica internazionale si
accompagnerebbe una più vivace dinamica degli scambi
mondiali. L'anno corrente si chiuderebbe con un tasso di
espansione medio in termini reali del 3,6% cui seguirebbe
una consistente accelerazione del 6,2% nel 2014. (Public
Policy)

SPE

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