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CRISI, RETE IMPRESE ITALIA: LE PRIORITÀ PER TORNARE A CRESCERE

25 marzo 2013

(Public Policy) - Roma, 25 mar - La delegazione di Rete
Imprese Italia che ha incontrato alla Camera il premier
incaricato Pierluigi Bersani (vedi Public Policy "REBUS
GOVERNO, BERSANI..." delle 13,02) ha riassunto in un
documento intitolato "Le priorità per tornare a crescere"
articolato in 5 punti. Secondo Rete Imprese Italia, "il
compito fondamentale della legislatura che verrà deve essere
quello di realizzare una compiuta integrazione tra la
disciplina fiscale e del pubblico bilancio e le esigenze di
crescita ed equità". Di seguito i 4 punti del documento.

1- RIDURRE LA PRESSIONE FISCALE
La prossima agenda di governo deve prevedere, come
prioritari, interventi volti alla progressiva riduzione
della pressione fiscale complessiva a carico dei
contribuenti in regola.

Ciò non potrà che essere il risultato dell'avanzamento
contestuale del contrasto e del recupero di evasione ed
elusione (con un "vincolo di destinazione" del gettito
derivante dal recupero delle risorse evase ai cittadini e
alle aziende), da una parte e dell'avanzamento deciso,
dall'altra, di una spending review capace non solo di
bonificare inefficienze, improduttività e veri e propri
sprechi largamente presenti nella struttura della nostra
spesa pubblica, ma anche di stimolare la ridefinizione e la
razionalizzazione del perimetro complessivo della funzione
pubblica e della sua ridondante complessità di livelli
istituzionali ed amministrativi.

Qui Rete Imprese Italia indica tre azioni da compiere:
- scongiurare, prima di tutto, l'ulteriore innalzamento
dell'aliquota Iiva previsto a partire dal 1° luglio
prossimo. Si tratterebbe di un aumento che causerebbe un
ulteriore crollo della domanda, mettendo a rischio gli esiti
del gettito o innescando un ulteriore effetto
recessivo;
- ridurre l'imposizione Irap, mediante un progressivo
incremento della franchigia ed una progressiva eliminazione
del costo del lavoro dalla base imponibile, definendo al
contempo le imprese non soggette ad Irap perché prive di
autonoma organizzazione;" escludere dall'Imu gli immobili
strumentali all'attività d'impresa, considerando che si
tratta di beni che non rappresentano una forma di accumulo
di patrimonio e che subiscono già una tassazione attraverso
il loro concorso alla produzione del reddito di impresa;
- ridefinire il tributo rifiuti e servizi Tares,
strutturando un nuovo sistema tariffario che rappresenti al
meglio la reale produzione di rifiuti delle varie categorie
economiche.

2- PROSEGUIRE NELL'AZIONE DI SEMPLIFICAZIONE
Bisogna inoltre fare scelte decise di semplificazione
normativa e amministrativa: non costa, ma libera risorse per
la crescita, favorendo un miglior ambiente imprenditoriale.
I costi della burocrazia risultano infatti sempre più
gravosi per le imprese e, peraltro, la loro incidenza sul
fatturato non subisce variazioni anche a fronte di una
riduzione dell'attività imprenditoriale.

Per avere contezza dell'importanza del tema per le imprese,
basta ricordare che il dipartimento della Funzione pubblica
della presidenza del Consiglio dei ministri ha stimato in
oltre 23 miliardi di euro l'anno gli oneri amministrativi
relativi ad 81 procedure particolarmente rilevanti per le
imprese. In tale ottica le imprese non devono - e non
dovranno più - subire un sistema come il Sistri, sistema
segnato da profonde disfunzionalità di ordine operativo e
tecnologico che ne rendono necessaria una integrale
rivisitazione.

3- DARE CREDITO ALLE IMPRESE
Le Mpmi (Micro piccole e medie imprese) e l'impresa diffusa
hanno sempre più difficoltà di accesso al credito e sempre
meno capacità di fronteggiare il loro fabbisogno
finanziario. È quindi necessario, per Rete imprese:

- sfruttare il via libera dato dalla Commissione europea
per risolvere definitivamente il problema dei pagamenti
della Pa identificando modalità operative semplici, veloci e
di impatto immediato (come la compensazione secca e diretta
tra i debiti degli enti pubblici verso le imprese e i debiti
fiscali e contributivi delle imprese verso lo stato);

- al fine di contrastare il credit cruch in atto che
colpisce principalmente le Mpmi che ricorrono in modo quasi
esclusivo al credito bancario per le loro necessità
finanziarie, promuovere un intervento concertato con gli
altri Stati europei presso le Istituzioni europee e, in
particolare presso la Bce, affinché quest'ultima eroghi
speciali finanziamenti alle banche con vincolo di
destinazione a favore del credito alle imprese.
In tal modo si aiuterebbe il sistema bancario a reperire la
liquidità necessaria a tassi favorevoli che però dovrebbe
essere obbligatoriamente utilizzata per fornire supporto al
sistema delle imprese (quanto meno per le necessità
finanziarie a breve termine).

4- SVILUPPARE LE IMPRESE SOSTENENDO IL MERCATO DEL LAVORO
Quanto al mercato del lavoro serve una inversione di rotta
rispetto ai continui incrementi dei costi diretti ed
indiretti sul lavoro, che seguono il progressivo
arretramento dello Stato dalla spesa sociale e dai servizi
al lavoro. Occorre pertanto:

- intervenire su costo del lavoro non solo con incentivi a
breve, importanti ma non sufficienti, ma con un piano di
interventi strutturali da realizzare in un tempo definito e
con una riprogrammazione della spesa pubblica;

- garantire il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali
in deroga per tutto l'anno 2013, individuando le risorse in
risparmi di spesa e non come ancora si pensa, utilizzando i
contributi che le aziende destinano alla formazione continua
da realizzare con i fondi interprofessionali;

- sviluppare gli incentivi per l'assunzione di giovani e
favorirne l'ingresso nel mercato del lavoro anche come
imprenditori;

- al fine di creare nuove opportunità lavorative bisogna
consentire alle imprese di utilizzare tutte le forme
contrattuali, nel rispetto delle norme di legge, ma senza
penalizzazioni. (Public Policy) SPE

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