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Crisi, Visco: banche centrali pensino anche a stabilità finanziaria

banche 10 dicembre 2013

ROMA -  (Public Policy)  - "Le banche centrali conducono la politica monetaria per raggiungere lo scopo principale, ovvero la stabilità dei prezzi, ma hanno anche responsabilità nell'area della stabilità finanziaria, che è una precondizione chiave. Tuttavia non credo che ci sia una particolare necessità di inserire la stabilità finanziaria come obiettivo esplicito della politica monetaria al pari della stabilità dei prezzi, anche se preservarla è una responsabilità fondamentale, ma non esclusiva, delle banche centrali". Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, intervenendo stamane a Roma alla conferenza in memoria di Curzio Giannini, intitolata "Money and monetary institutions after the crisis".

Secondo Visco la crisi finanziaria "ha portato una generalizzata sfiducia nelle capacità di autoregolazione" e "l'ondata di riforme istituzionali maggiore è avvenuta in Europa", dove "le banche centrali hanno dovuto profondamente innovare gli strumenti di intervento con l'introduzione di operazioni di finanziamenti di quantità illimitata e tassi d'interesse eccezionalmente bassi". Visco ha anche portato come esempio di squilibri finanziari, negli ultimi anni, quello causato dalla crescita vertiginosa del differenziale tra i tassi di rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, ovvero la crescita della spread, "che nel luglio 2012 aveva superato i 500 punti", a fronte di una differenza reale di "200 punti dei fondamentali economici".

Infine Visco ha parlato della questione relativa al possibile intervento preventivo delle banche centrali per evitare "che situazioni di instabilità finanziaria diventino rischi sistemici" e al ruolo del Bce, con l'ausilio delle autorità nazionali, relativamente al controllo sulla stabilità finanziaria europea grazie al nuovo meccanismo unico di vigilanza. (Public Policy)

IAC

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