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Tra critiche e 'meglio di niente': la legge sulla tortura

tortura 06 luglio 2017

di Fabio Napoli

(Public Policy) - Via libera definitivo dalla Camera, in quarta lettura parlamentare e dopo quattro anni dall'inizio del suo esame, al ddl Tortura. Il testo approvato da Montecitorio ricalca il testo uscito da Palazzo Madama, tra le critiche del Movimento 5 stelle, di Sinistra italiana e Articolo 1-Mdp.

Quello di tortura resta un reato di tipo comune. Scatterà punibilità "se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona". La pena prevista varia da 4 a 10 anni. Confermate gli aumenti di pena - fino all'ergastolo - per lesioni gravi, gravissime, morte involontaria e volontaria.

Per i pubblici ufficiali prevista una scriminante nel caso in cui le "sofferenze" provocate siano "risultanti unicamente dall’esecuzione di legittime misure privative o limitative di diritti". L'istigazione del pubblico ufficiale a commettere tortura per essere punita dovrà avvenire "in modo concretamente idoneo".

Previsto un divieto di respingimento o espulsione in uno Stato che pratica tortura.

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