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Cultura, Boldrini: tagli passati frutto di scelte politiche

biblioteca_cultura 20 gennaio 2014

ROMA (Public Policy) - "I tagli alla cultura sono stati il frutto di scelte politiche, non di mere operazioni contabili. Che si debba ridurre il debito può essere una necessità oggettiva ma dove fare i tagli è una decisione politica. Tagliare la cultura è stata una decisione miope perché in tempi di crisi spendere per cultura, scuola e università non è uno spreco ma è un investimento ed è uno stimolo alla ripresa". Lo ha detto la presidente della Camera Laura Boldrini nel corso del suo discorso di apertura alla conferenza di presentazione del rapporto Federculture alla Camera dei deputati.

Per Boldrini "serve una strategia e una visione di prospettiva che prenda il posto delle politiche di emergenza. Appena il bilancio dello Stato è andato in rosso non si è esitato a tagliare la cultura - ha proseguito la presidente della Camera - non si è esitato a impoverire il nostro patrimonio culturale che è invece il bene più prezioso che l'Italia possiede".

Boldrini ha dunque sottolineato i dati sul nostro Paese presenti nel rapporto Federculture: 3609 musei, 5000 siti culturali, 46mila beni architettonici vincolati, olre 12mila biblioteche, 34mila luoghi di spettacolo, 47 siti Unesco. "Abbiamo il triplo dei musei della Francia e più del doppio dei musei della Spagna - ha evidenziato Boldrini che ha denunciato anche la precarizzazione del lavoro culturale - L'industria culturale italiana vale 77 miliardi di euro e occupa circa 1 milione e 400mila lavoratori con 440mila imprese riconducibli a comparto dell'industria culturale e ricreativa eppure qualcuno arrivò a dire che con la cultura non si mangia". (Publicc Policy) NAF

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