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Cultura, Franceschini: sconti fiscali per privati che aiutano a restaurare

franceschini 15 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Convenzione tipo, meccanismo di agevolazioni fiscali e chiamata "con nome e cognome" ai privati. È la ricetta del ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, illustrata durante un'audizione in commissione Cultura alla Camera, per favorire la partecipazione dei soggetti non pubblici al recupero del patrimonio artistico italiano.

"Non esiste in alcun modo che l'intervento privato, per quanto crescente e importante, possa sostituirsi al dovere dello Stato di mettere molte risorse per la tutela del patrimonio", ha spiegato il ministro, anche se "il contributo dei privati può essere determinante". "Vorrei che uscissimo tutti dal dibattito tardo ideologico che schiera in modo semplificato e caricaturale i fronti su due posizioni che non sono così", tra chi è favorevole all'intervento e chi contrario.

"C'è da rompere un tabù sugli atti di liberalità di privati per il recupero e il restauro, secondo le regole di tutela stabilite rigidamente dal pubblico, di un bene pubblico. Sto lavorando per costruire una convenzione tipo che eviti che ogni volta che c'è un atto di liberalità si debba riaprire la discussione su cosa si concede e cosa no", ha sottolineato il ministro. A quel punto si può "chiedere, e non accettare, l'intervento dei privati" senza "parlare di sponsorizzazione" e " chiamandoli anche per nome e cognome" per vedere chi ci sta e chi no.

"C'è l'esempio della legge francese sul mecenatismo che ha funzionato. Credo che quando le cose funzionano le possiamo confrontare e accogliere. Penso a una convenzione tipo e sono per introdurre molto in fretta, e ci stiamo lavorando, per introdurre un meccanismo di agevolazioni fiscali per chi interviene con atti di liberalità su interventi di recupero". (Public Policy)

FRA

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