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CULTURA, MIBAC-GOOGLE: INIZIATA LA DIGITALIZZAZIONE DEI LIBRI RARI E DI PREGIO

18 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 18 dic - Per la salvaguardia del
patrimonio librario italiano, il 10 dicembre sono partiti
dalla Biblioteca nazionale centrale di Roma i primi volumi
per il progetto di digitalizzazione di testi rari e di
pregio editati fino al 1871. Ne hanno dato notizia il
ministero per i Beni culturali e Google in una conferenza
che si è tenuta oggi a Roma proprio nella Biblioteca
nazionale centrale.

I volumi diventeranno file digitali per essere conservati e
consultati 'nell'immediato futuro' grazie all'accordo tra il
Mibac e Google books, siglato a marzo 2010, che permetterà
la digitalizzazione di un minimo di 500 mila testi fino ad
un massimo di 1 milione.

FINANZIAMENTO DI PIÙ DI 2 MILIONI DI EURO
Un successivo accordo di collaborazione tra il dipartimento
per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione e
l'innovazione tecnologica della presidenza del Consiglio e
il Mibac ha permesso alle biblioteche di avviare le loro
attività grazie al finanziamento di un primo lotto per la
realizzazione del progetto 'Catalogazione e creazione di
metadati a supporto del progetto Google'. L'importo del
finanziamento, finora, è stato di 2 milioni e 300 mila euro.

IL PROGETTO GOOGLE
Il progetto prevede la digitalizzazione di libri pubblicati
fino al 1871, conservati nelle Biblioteche nazionali di
Roma, Firenze e Napoli, che custodiscono opere di pubblico
dominio (a diritti d'autore scaduti).

Alla realizzazione del progetto partecipa anche l'Iccu
(Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche
italiane e per le informazioni bibliografiche). Lo scopo è
quello di preservare i libri originali sottraendoli ai
rischi di deterioramento o perdita dovuti alla
consultazione.

I file digitali - come afferma una nota del Mibac -
potranno essere liberamente e gratuitamente visualizzati in
'full text' e scaricati, e saranno reperibili sui siti web
delle biblioteche, Internet culturale, Cultura Italia ed
Europeana (la biblioteca digitale europea) o su qualsiasi
altro sito presente o futuro di proprietà del Mibac, oltre
che sul sito di Google Books.

Le biblioteche avranno la possibilità di utilizzare le loro
copie digitali interamente o parzialmente, nell'ambito dei
servizi offerti sui siti istituzionali, permettendo così una
accessibilità assoluta alle collezioni.

Prevenzione e recupero di volumi sottratti, piccoli
restauri, ricostruzione virtuale di edizioni incomplete,
consultazione del materiale senza limiti di spazio e di
tempo, saranno solo alcuni dei vantaggi, anche economici,
che comporterà il progetto. La visione delle copie digitali
potrà essere l'alternativa alla consultazione di quelle
originali.

IL LAVORO PORTATO A TERMINE FINO AD OGGI
La prima fase operativa - ha affermato il Mibac - ha visto
le biblioteche impegnate nel valutare lo stato di
conservazione delle raccolte, la preparazione delle
tecnologie e dei software necessari alla movimentazione
delle opere, il reclutamento e l'addestramento di persone
esterne e del personale interno che le coordina.

I volumi ritenuti idonei per la scansione sono stati selezionati
creando o estraendo da Sbn (Servizio bibliotecario nazionale)
i metadati bibliografici.

Google, su richiesta del Mibac, ha creato uno Scanning
center in Italia, dove avverrà la digitalizzazione e la
produzione dei file delle singole pagine e dei file di
testo, generati da tecnologie di riconoscimento ottico dei
caratteri.

Ha provveduto, inoltre, al trasporto dei volumi dalle
biblioteche allo Scanning center e viceversa, oltre che
all'assicurazione dei testi.

I LIBRI CHE VERRANNO DIGITALIZZATI DALLE 3 BIBLIOTECHE
La Biblioteca di Roma digitalizzerà volumi delle collezioni
provenienti dalle più importanti biblioteche delle
corporazioni romane soppresse alla fine dell'Ottocento, che
andarono a costituire la nuova Biblioteca nazionale nel
neonato Regno d'Italia. Ciò permetterà la ricostruzione e la
visualizzazione di importanti raccolte come quelle dei
Gesuiti nel Collegio romano e la Casa professa del Gesù e
dei Francescani di Santa Maria in Araceli. Non mancheranno
le prime edizioni, tra le quali 'I promessi sposi' di
Alessandro Manzoni.

La Biblioteca di Firenze digitalizzerà testi provenienti
dal fondo Magliabechiano, che, insieme al fondo Palatino,
costituisce il nucleo originale dell'Istituto.
Il fondo Magliabechiano nasce dalla biblioteca privata di
Antonio Magliabechi, lasciata, secondo il suo testamento, 'a
benificio universale della città di Firenze'. Saranno
trattati, inoltre, i volumi del fondo Passerini, che
contiene opere di particolare interesse storico-araldico, e
i volumi antichi dei Banchi, fondo costituito dopo la
chiusura del fondo Magliabechiano.

Infine, la Biblioteca di Napoli invierà a Google libri
tratti da alcuni dei suoi fondi più rappresentativi: il
fondo Farnese, costituito dalla Biblioteca che Carlo di
Borbone ereditò dalla madre Elisabetta Farnese; il fondo
Lucchesi Palli, dono del conte Febo Edoardo Lucchesi Palli,
specializzato in teatro e musica; il fondo Aosta, la
biblioteca privata di Elena d'Orléans, duchessa d'Aosta,
ricco di opere antiche di storia e di viaggi.
Inoltre, verranno digitalizzate le raccolte librarie
provenienti dalle biblioteche degli ordini religiosi
soppressi nel corso dei secoli XVIII e XIX.

I PROGETTI DI GOOGLE PER LA CULTURA
Con l'avvento di internet sempre più persone cercano
informazioni di qualsiasi tipo e quelle culturali non fanno
eccezione.

Secondo Google, portare il patrimonio culturale di un Paese
online è di grande importanza, affinché quel patrimonio non
solo venga conservato ma diventi accessibile a una platea
sempre più ampia. Proprio per questo, l'azienda si è
impegnata a promuovere e valorizzare la cultura attraverso
due progetti di digitalizzazione: il Progetto Biblioteche e
le iniziative del Google Cultural Institute.

IL PROGETTO BIBLIOTECHE
Si tratta di un progetto che prevede la digitalizzazione di
opere librarie di pubblico dominio (non più coperte da
diritto d'autore) in collaborazione con le biblioteche che
li custodiscono. A livello internazionale, sono stati già
digitalizzati più di 20 milioni di libri in oltre 400
lingue, provenienti da più di 100 Paesi. Ad oggi, ci sono 40
biblioteche partner, di cui fanno parte le Biblioteche
nazionali di Roma, Firenze e Napoli e la Biblioteca
dell'Università La Sapienza.

Grazie a quest'opera, chiunque può accedere ad uno
'straordinario patrimonio', rendendo, nello stesso tempo, la
cultura più accessibile e la gestione delle opere da parte
delle biblioteche molto più semplice.

IL GOOGLE CULTURAL INSTITUTE
L'Istituto culturale di Google, con sede a Parigi, ha lo
scopo di sviluppare tecnologia per promuovere e preservare
la cultura online. Tutti i progetti sono frutto di
collaborazioni strette con importanti partner italiani ed
internazionali, tra cui biblioteche, musei, fondazioni, siti
di interesse culturale, archivi e altre istituzioni che
gestiscono i contenuti di cui sono proprietari all'interno
delle piattaforme tecnologiche messe a disposizione da
Google.

Tra i più importanti progetti culturali ci sono l'Art
Project e l'Archivio di mostre digitali.

L'ART PROJECT
Il progetto è nato nel 2011 dalla collaborazione tra Google
e le più importanti istituzioni d'arte mondiali.
La piattoforma di Art Project consente di 'ammirare'
migliaia di opere d'arte ad altissima risoluzione,
effettuare tour virtuali all'interno degli edifici che le
ospitano, creare raccolte personalizzate e condividerle con
altre persone.

Questo ha permesso a milioni di persone nel mondo di
scoprire e apprezzare l'arte in mondo nuovo.

L'ARCHIVIO DI MOSTRE DIGITALI
È stato lanciato a ottobre 2012 e conta, ad oggi, oltre 40
mostre online che raccontano alcuni degli avvenimenti che
hanno segnato la storia del XX secolo, da diversi punti di
vista. Tra questi, l'Olocausto, l'Apartheid, la fine della
Cortina di Ferro ma anche il periodo della Dolce Vita che ha
caratterizzato l'Italia tra gli anni '50 e '60.

'Tutto questo - ha affermato Google - non sarebbe stato
possibile senza la collaborazione con le istituzioni
culturali che hanno aderito al progetto, prime tra tutte, in
Italia, l'Istituto Luce-Cinecittà. Le mostre, ad oggi,
disponibili sul sito del Google Cultural Institute sono solo
l'inizio di un percorso che ci auguriamo di portare avanti
nel tempo, approfondendo nuovi temi, soggetti e periodi
storici di riferimento. (Public Policy)

DAP

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