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DALL'IMU AL FOTOVOLTAICO, ECCO LA PROPOSTA DI LEGGE M5S SUL CONSUMO DI SUOLO

suolo 10 giugno 2013

DALL'IMU AL FOTOVOLTAICO, ECCO LA PROPOSTA DI LEGGE M5S SUL CONSUMO DI SUOLO

(Public Policy) - Roma, 10 giu - Una legge che contenga i
"principi fondamentali per il razionale sfruttamento del
suolo e per la conservazione e la valorizzazione dei terreni
agricoli". Quindi divieto di edificazione in "aree agricole
e a vocazione ambientale", imposte "quintuplicate" per chi
vuole costruire nuovi edifici, "no" alla realizzazione di
impianti fotovoltaici a terra, censimenti per tutti gli
immobili abbandonati, sfitti, sia pubblici che privati, ed
esenzione dal pagamento dell'Imu sui "terreni destinati a
uso agricolo".

È questo il contenuto della proposta di legge che il
Movimento 5 stelle si prepara a presentare a Montecitorio
sul "blocco del consumo di suolo e la tutela del paesaggio".
Il testo che verrà depositato nei prossimi giorni, e la cui
bozza Public Policy è in grado di anticipare, è composto da
17 articoli.

Tra gli obiettivi della proposta 5 stelle c'è l'attuazione
dell'articolo 44 della Costituzione (sul "razionale"
sfruttamento del suolo) e della Convenzione europea del
paesaggio del 20 ottobre 2000, ratificata dall'Italia nel
2006. All'articolo 1 si legge: "Le politiche di sviluppo
territoriale perseguono la tutela e la valorizzazione della
funzione agricola attraverso lo azzeramento del consumo di
suolo e l'utilizzo agroforestale dei suoli agricoli
abbandonati, privilegiando gli interventi di riutilizzo e di
recupero di aree urbanizzate".

Per "consumo di suolo" il Movimento 5 stelle intende la
riduzione di superficie agricola e forestale il cui rapporto
"tra superficie impermeabilizzata (non occupata; Ndr) e
superficie totale" sia inferiore al 50%.

UN'ITALIA DIVISA IN QUATTRO
Con l'entrata in vigore della proposta i Comuni compilano
la "perimetrazione del territorio comunale suddividendolo in
quattro categorie". L'articolo 3 stabilisce queste quattro
aree di suddivisione: urbanizzate; caratterizzate da consumo
di suolo; agricole; a vocazione ambientale. La nuova
mappatura verrà utilizzata dal ministero dell'Ambiente per
redigere un "Quadro nazionale dello stato del territorio".

Una volta definite le quattro aree le trasformazioni
urbanistiche "volte al consumo di suolo" potranno avvenire
"esclusivamente all'interno del perimetro delle aree
urbanizzate". Quindi sarà vietato edificare nelle aree
agricole e quelle a vocazione ambientale.

Il compito di individuare i perimetri di queste aree sarà
affidato alle Regioni, dove verrà (si legge all'articolo 4)
"vietata ogni modificazione morfologica dell'assetto del
territorio, nonché ogni nuova costruzione, o demolizione e
ricostruzione, di edifici, fatta eccezione per quelle
finalizzate alla difesa del suolo e alla riqualificazione
ambientale".

NUOVE "URBANIZZAZIONI"
Il "diritto a edificare" verrà individuato dai Comuni
all'interno del perimetro delle zone urbanizzate (la prima
delle quattro aree).

Il via libera alla costruzione di nuovi edifici può essere
accordato dagli enti locali solo "sulla base - si legge
all'articolo 6 - di specifiche ed effettive esigenze
abitative o infrastrutturali e accertata l'assenza di
alternative di riuso e riorganizzazione degli immobili
esistenti". Contemporaneamente i Comuni saranno chiamati a
fare una ricognizione del numero degli immobili dismessi e
abbandonati esistenti all'interno del proprio territorio.

Alla costruzione di nuovi edifici e a "ogni attività
urbanistica che determina consumo di suolo" verrà applicato
un "contributo addizionale" (una sorta di tassa aggiuntiva)
rispetto agli obblighi di pagamento già previsti per legge.
L'articolo 6 della proposta prevede che l'imposta sarà
"cinque volte superiore al contributo relativo agli oneri di
urbanizzazione" già esistenti.

Il ricavato di questa nuova imposta verrà destinato a un
capitolo del bilancio dei Comuni interessati, suddiviso in
questo modo:

- non meno del 20% alla bonifica dei suoli, "adottando
preferibilmente le tecniche dell'ingegneria urbanistica";
- non meno del 20% al recupero e riqualificazione del
patrimonio edilizio pubblico esistente;
- non meno del 20% a interventi di riduzione del rischio
idrogeologico;
- non meno del 20% all'acquisizione, realizzazione e
manutenzione di aree verdi e per la demolizione d'ufficio di
immobili realizzati abusivamente.

CENSIMENTO DEGLI EDIFICI SFITTI E ABBANDONATI
Tutti i Comuni italiani, entro 6 mesi dall'entrata in
vigore della proposta di legge, dovranno fare un "censimento
degli edifici sfitti, non utilizzati o abbandonati"
esistenti sul proprio territorio. Ad ogni immobile verrà
allegato il certificato catastale e l'indicazione della
destinazione d'uso. Ma non solo: il censimento dovrà essere
fatto anche sugli immobili pubblici appartenenti a Comuni,
Regioni, Province e amministrazioni dello Stato.

E ancora: un censimento degli immobili privati utilizzati
dalle amministrazioni pubbliche (con allegato il contratto
di affitto). Con la proposta viene vietata inoltre la
vendita del patrimonio immobiliare pubblico prima della
conclusione del censimento.

Tutti gli immobili non
utilizzabili per fini istituzionali verranno inseriti in un
apposito "piano di utilizzazione" per destinarli in favore
di nuove imprese giovanili, ad associazioni o, in presenza
di gravi disagi abitativi, "alla soluzione di nuovi
fabbisogni residenziali". Dopo due anni dalla pubblicazione
del "piano di utilizzazione" il ministero dell'Economia
pubblicherà "un piano di vendita per gli immobili pubblici"
non utilizzati per usi sociali.

TUTELA DEL TERRITORIO "NON URBANIZZATO"
Il Movimento 5 stelle all'articolo 14 della proposta
inserisce la "tutela dei territori non urbanizzati". Con la
proposta non verranno più consentite nuove costruzioni, né
ampliamenti di edifici sui territori agricoli ("se non
strettamente funzionali all'esercizio dell'attività
agro-silvo-pastorale").

Inoltre il testo propone il "divieto assoluto di
realizzazione di impianti fotovoltaici con moduli collocati
a terra e delle opere connesse nelle aree agricole e nelle
aree a vocazione ambientale".

ESENZIONE DELL'IMU E SANZIONI
L'articolo 15 della proposta 5 stelle prevede l'esenzione
del pagamento dell'imposta sui "terreni destinati a uso
agricolo e manufatti che svolgono funzioni strumentali delle
aziende agricole". Pagano l'imposta, invece, i terreni
improduttivi e i manufatti non utilizzati.

Per i Comuni "inadempienti" il Movimento 5 stelle propone
di sospendere l'erogazione delle risorse del Fondo di
solidarietà comunale e di quelle previste dal dlgs 56 del 18
febbraio 2000 (sul federalismo fiscale). (Public Policy)

SOR

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