Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Datagate, M5s: vogliamo sentire i tecnici, Letta troppo morbido

datagate 14 novembre 2013

Datagate, M5s: vogliamo sentire i tecnici, Letta troppo morbido

ROMA (Public Policy)  - "Non siamo affatto soddisfatti dell'audizione del premier Letta. Vogliamo risposte concrete su quella che è la posizione italiana entro la vicenda Datagate". Lo chiedono in una nota i parlamentari M5s componenti del Copasir Angelo Tofalo, Bruno Marton e Vito Crimi (ex capogruppo al Senato). Durante la seduta del Copasir, in presenza del presidente del Consiglio Enrico Letta, il M5s ha richiesto al presidente Giacomo Stucchi (Lega) quanto già chiesto una decina di giorni fa, ovvero l'audizione di due tecnici di alto livello, rispettivamente di Aisi e Aise, in base al comma 2 dell'articolo 31 della legge 124 del 3 agosto 2007, che regola le funzioni di controllo del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.

"Se devi controllare la qualità di un vino non aspetti che l'oste venga a dirti com'è il suo vino - affermano i parlamentari M5s - Questo è quanto ha fatto Letta ieri al Copasir. Vogliamo parlare con i tecnici esperti della materia, analisti e non politici, per capire la reale situazione italiana in merito alla vicenda Datagate e se realmente il tutto è avvenuto secondo legge".

"Se entro martedì - si legge ancora - non ci saranno concesse queste audizioni vorrà dire che qualcosa da nascondere c'è. Gli Usa non sanno esattamente cosa Snowden sa e stanno giocando sulla difensiva, stesso atteggiamento ha mostrato Letta che è comunque apparso molto preoccupato per il futuro". "Il nostro premier avrebbe dovuto protestare in modo più energico con gli Usa. Ricordiamo che la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta relativa ai due centri di spionaggio americani allestiti in Italia, a Milano e a Roma, ma Letta si è accontentato di un colloquio con il segretario di Stato degli Usa John Kerry". (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata