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Il ddl Ap (a firma D'Ascola) sulla maternità surrogata

maternità surrogata 10 maggio 2016

ROMA (Public Policy) - Norme su tracciabilità a scopi medici per i nati da maternità surrogata e responsabilità amministrativa degli enti. Oltre a una riscrittura dell'attuale divieto di utilizzo della pratica.

Non contiene solo, dunque, una modifica dall'articolo 12 della legge 40 del 2004, quella sulla procreazione medicalmente assistita, il disegno di legge presentato al Senato da Ap (a prima firma del presidente della commissione Giustizia, Nico D'Ascola).

Previste anche: disposizioni ad hoc in materia di illecito amministrativo dipendente dal ricorso alla maternità surrogata e introduzione nell'ordinamento del "diritto di ogni uomo alla conoscenza delle proprie origini genetiche".

IL CONTENUTO DEL PROGETTO DI LEGGE
Similmente alla proposta presentata da Paola Binetti (Ap) a Montecitorio, nel ddl D'Ascola sono previsti: reclusione da 1 a 3 anni e multa da 600mila a 1 milione di euro "per chi organizza o publicizza la commercializzazione di gameti"; da 2 a 5 anni di reclusione e multa da che va da 1 milione e 200mila a 2 milioni per chi "in qualsiasi modo, organizza, pubblicizza, utilizza o ricorre alla surrogazione di maternità".

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IAC

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