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Ddl Autoriciclaggio, bozza: ecco il nuovo 648-bis del codice penale

riciclaggio 08 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Aumentano le pene previste dall'articolo 416-bis del Codice penale sull'associazione di tipo mafioso. È quanto prevede la bozza del ddl per rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti - di cui Public Policy è in possesso - che dovrebbe entrare nel Consiglio dei ministri questo venerdì.

Nello specifico la bozza di ddl cosiddetto sull'autoriciclaggio, datata 24 aprile, aumenta dagli attuali 7-12 anni a 10-15 anni per "chiunque fa parte di un'associazione di tipo mafioso formata da tre o più persone"; la pena passa, per "coloro che promuovono, dirigono o organizzano l'associazione", passa invece dagli attuali 9-14 anni a 12-18; mentre "se l'associazione è armata" la pena prevista passerebbe da 9-15 a 12-20 anni in caso di associazione mafiosa formata da tre o più persone, e passerebbe invece da 12-24 a 15-26 anni per "coloro che promuovono, dirigono o organizzano l'associazione" armata.

IL NUOVO ARTICOLO 648-BIS
Aumento delle sanzioni previste attualmente per il reato di riciclaggio; pena fino a 6 anni per chi, ma solo in caso di delitto non colposo, sostituisce o trasferisce denaro - beni o altre utilità - per finalità imprenditoriali o finanziarie; aumento della pena per chi commette il reato "nell'esercizio di un'attività bancaria, finanziaria o di altra attività professionale, nonché nell'esercizio dell'ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, ovvero di ogni altro ruolo con potere di rappresentanza dell'imprenditore". Sono queste, in sintesi, le principali novità del nuovo articolo 648-bis del Codice penale sul riciclaggio e l'autoriciclaggio.

Nello specifico la bozza di ddl, datata 24 aprile, sostituisce l'attuale 648-bis. Il primo comma del nuovo articolo ricalca esattamente l'attuale ma con un inasprimento delle pene: "Fuori dei casi di concorso nel reato, chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 (anziché da "da euro 1.032 a euro 15.493", come è oggi;)".

Il nuovo comma 3 dell'articolo prevede invece un inasprimento della "reclusione fino a sei anni nei confronti di chi, avendo commesso un delitto non colposo, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità, provenienti da tale delitto, per finalità imprenditoriali o finanziarie". Mentre nel comma 3 "la pena è aumentata quando il fatto è commesso nell'esercizio di un'attività bancaria, finanziaria o di altra attività professionale, nonché nell'esercizio dell'ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, ovvero di ogni altro ruolo con potere di rappresentanza dell'imprenditore".

Identico agli ultimi due periodi dell'articolo attuale il comma 4 del nuovo 648-bis: "La pena prevista per il reato di cui al comma 2 è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore nel massimo a cinque anni. Si applica l'ultimo comma dell'articolo 648 (sulla ricettazione; Ndr).

Mentre l'ultimo comma del nuovo articolo prevede una sorta di ravvedimento operoso, con una diminuzione della pena "fino alla metà per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che le condotte di sostituzione o di trasferimento del denaro, dei beni o delle altre utilità siano portate a conseguenze ulteriori, per assicurare le prove del reato e l'individuazione dei beni, del denaro e delle utilità oggetto, profitto, prezzo o prodotto del delitto".

IL SEQUESTRO PER INTERPOSTA PERSONA
Il sequestro o la confisca potrà avvenire anche per i beni posseduti "anche per interposta persona". È questa un'altra delle novità contenute nella bozza del ddl sull'autoriciclaggio. Nello specifico l'articolo 8 del testo si occupa si sequestro e confisca dei beni riscrivendo, tra le altre cose, l'articolo 25 del Codice antimafia sul "Sequestro o confisca per equivalente".

Il nuovo articolo ricalca l'attuale stabilendo che "se non è possibile procedere al sequestro dei beni" perché "il proposto non ne ha la disponibilità, diretta o indiretta, anche ove trasferiti legittimamente in qualunque epoca a terzi in buona fede, il sequestro e la confisca hanno ad oggetto altri beni di valore equivalente di legittima provenienza dei quali il proposto ha la disponibilità, anche per interposta persona".

L'elemento di novità riguarda non solo i beni posseduti per interposta persona (per cui si potrà procedere anche a valere sugli eredi, come stabilisce il comma 2 e 3 dell'articolo 18 del Codice antimafia) ma anche la formulazione della fattispecie, che attualmente prevede la confisca di beni equivalenti "se la persona nei cui confronti è proposta la misura di prevenzione disperde, distrae, occulta o svaluta i beni al fine di eludere l'esecuzione dei provvedimenti di sequestro o di confisca su di essi".

La bozza amplia i casi in cui si potrà ricorrere al sequestro alla persona "nei cui confronti è stata presentata la proposta" e non solo quando "è iniziato il procedimento" (come prevede attualmente l'articolo 20 del Codice antimafia sul sequestro). Con riguardo alla confisca, prevista dell'articolo 24 del Codice antimafia, si stabilisce che "in ogni caso il proposto non può giustificare la legittima provenienza dei beni adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego dell'evasione fiscale". (Public Policy)

NAF

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