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Il governo è ancora diviso sulla norma Booking

turismo 22 marzo 2016

ROMA (Public Policy) - Su una possibile modifica alla cosiddetta 'norma Booking', per demandarla all'ok dell'Unione europea, i relatori del ddl Concorrenza Salvatore Tomaselli (Pd) e Luigi Marino (Ap) e il governo dovrebbero rimettersi, in fase di voto in commissione Industria, all'aula.

Lo si apprende da fonti parlamentari.

La norma in questione, inserita nel ddl Concorrenza dalla Camera in prima lettura, dà la possibilità agli alberghi, presenti su piattaforme come Booking.com o Expedia con proprie offerte, di offrire le stesse stanze a un prezzo ribassato sul proprio sito internet.

Anche durante l'ultima riunione al Senato con i ministri Federica Guidi e Maria Elena Boschi, è emersa una divisione all'interno del governo tra chi, come il dipartimento di Politiche Ue di Sandro Gozi, vorrebbe che l'entrata in vigore della misura fosse demandata all'ok dell'Europa, e chi, come il Mibact di Dario Franceschini, accogliendo le istanze di Federalberghi vorrebbe lasciare la norma così com'è.

Vista la posizione non univoca sul tema all'interno del governo, i relatori e l'esecutivo, quando si arriverà al voto degli emendamenti sulla 'norma Booking' dovrebbero astenersi dal dare parere favorevole o contrario e rimettersi al voto della commissione.(Public Policy) VIC

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