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Ddl Concorrenza, c'è da aspettare ancora un po'

concorrenza 20 settembre 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Tempi ancora lunghi per l'inizio dell'esame in seconda lettura, nell'aula del Senato, del ddl Concorrenza, licenziato dalla commissione Industria con molte modifiche prima della pausa estiva.

Secondo quanto si apprende il Mise ha ricevuto dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama diverse richieste di relazioni tecniche su alcune parti del testo di ddl come uscito dall'Industria.

Dunque i tecnici del governo con i relatori passeranno ad analizzare tutti gli 800 emendamenti arrivati in aula al Senato per individuare i nodi su cui concentrarsi.

L'inizio dell'esame degli emendamenti in aula a palazzo Madama potrebbe anche slittare alla prossima settimana. Poche le modifiche attese in aula, visto anche il lunghissimo iter del provvedimento in 10a commissione (9 mesi) e il fatto che il ddl sulle liberalizzazioni dovrà poi tornare alla Camera per l'ok definitivo in autunno (sempre che la sessione di bilancio non faccia nuovamente slittare il tutto al prossimo anno).

Come anticipato a Public Policy dal relatore Pd Salvatore Tomaselli, i relatori non presenteranno emendamenti, ma qualche ritocco al testo in aula dovrebbe esserci. A partire da quello annunciato in luglio da Claudio De Vincenti sul patent linkage dei farmaci e che dovrebbe specificare che la scadenza del brevetto é la scadenza risultante nel documento di rilascio del brevetto o del certificato.

Un altro nodo che verrà sollevato in aula, e su cui è stato presentato un emendamento dalla presidente della commissione Affari costituzionali Anna Finocchiaro (Pd), e quello sulle Srl semplificate: si chiede di fare in modo che l'atto costitutivo di una società a responsabilità limitata semplificata possa essere redatto anche con un atto pubblico informatico. La richiesta era arrivata anche in commissione Industria ma il nodo era stato rinviato all'aula.

In aula verrà nuovamente sollevato anche il nodo sulla cosidetta norma Booking: un emendamento del Pd chiede nuovamente che si attenda l'ok dell'Ue per far entrare in vigore la misura che permetterà agli albergatori di offrire sui propri siti internet a prezzi inferiori camere offerte su piattaforme come Booking o Expedia.

Potrebbe essere nuovamente affrontato anche il nodo sulla norma 'salva monopoli', già presentata e ritirata in commissione da Pd e Ap, che eliminerebbe l'obbligo, finora in vigore, per imprese che esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale o operano in regime di monopolio, di rendere accessibili beni e servizi (anche informativi) ai concorrenti 'a condizioni equivalenti' qualora decidano di avviare attività in settori diversi dal proprio.

L'emendamento potrebbe favorire in particolare Poste italiane nell'ambito dei servizi di telefonia (su cui c'è pendente una querelle con H3G).(Public Policy)

@VioC

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