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Stretta per i distributori 'fuorilegge': multa e chiusura

benzina 10 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Sonia Ricci -  I distributori di benzina, gasolio, Gpl e metano che non rispettano le norme di sicurezza della circolazione stradale dovranno comunicare la propria situazione alla futura anagrafe delle 'pompe', di cui si occuperà il ministero dello Sviluppo economico.

Per chi non si adeguerà alle regole, entro un anno, in arrivo multe da 5mila a 15mila euro per ciascun mese di ritardo e sospensione della licenza. Lo prevede un emendamento al ddl Concorrenza, approvato dalle commissioni Finanze e Attività produttive alla Camera, riformulato dai relatori, Andrea Martella e Silvia Fregolent (Pd).

Il corposo emendamento istituisce un'anagrafe 'ad hoc' per tutti i distributori, di cui si occuperà il ministero dello Sviluppo economico. Nel momento dell'iscrizione (obbligatoria per tutti) i gestori dovranno attestare - inviando una dichiarazione al Mise e all'Agenzia delle dogane - che il proprio impianto sia in regola con le norme per la sicurezza stradale.

Chi non risulterà idoneo dovrà adeguarsi alle regole entro 12 mesi dall'entrata in vigore della legge, assicurando il proprio impegno all'atto d'iscrizione. Le pompe che continueranno invece a non rispettare le regole avranno 9 mesi di tempo per cessare la propria attività (con multe fino a 15mila euro al mese). Per gli irregolari lo Stato chiederà la bonifica degli impianti e la dismissioni delle stazioni, ma solo per la parte di superficie.

Se infatti la zona non verrà riutilizzata dagli enti locali i gestori potranno svuotare le cisterne sotterranee, ma senza dismetterle. Un processo che durerà circa 3 anni. Non solo, i distributori che, invece, non presenteranno la propria dichiarazione o certificazione di idoneità saranno sanzionati con multe da 2.500 a 7mila euro per ciascun mese di ritardo, fino alla decadenza della licenzia di esercizio.

CHIUDERANNO STAZIONI SE RIFORNIMENTO SU STRADA
Con la stessa modifica - frutto dell'intesa tra il Mise e i rappresentanti del settore - saranno considerati irregolari i distributori, ubicati in città, che per i rifornimenti occupano la carreggiata e quelle sulle aree pedonali. Non solo, per i distributori fuori i centri urbani la stretta arriva per quelli sulle "biforcazioni di strade a uso pubblico" (incroci a ad Y) e sulle curve con un raggio minore a 100metri.

SÌ DISTRIBUTORI IN AREE CICLOPEDONALI
Infine, la maxi modifica prevede che potranno essere installati distributori all'interno di strade urbane di quartiere, autostrade, strade locali ma anche negli itinerari ciclopedonali. Per l'installazione degli impianti questi dovranno però rispettare le norme in tema di prevenzione incendi, edilizie, ambientali, igienico sanitaria e di sicurezza del lavoro.

Le zone in cui sarà possibile installare le pompe saranno: autostrade, strade extra urbane principali e secondarie, urbane a scorrimento e di quartiere, strade locali e itinerari ciclopedonali. Quest'ultime, trattate nel dlgs 30 aprile 1992, sono strade urbane, locali o extraurbane destinate "prevalentemente" alla percorrenza pedonale e ciclabile, dove sono assicurate zone di sicurezza per "l'utenza debole della strada". (Public Policy)

@ricci_sonia

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