Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Ddl Delrio, emendamento Sel: elezione diretta per gli organi metropolitani

ddl delrio, sì a emendamento che cancella obbligo unione sotto 5 mila abitanti 18 novembre 2013

ROMA (Public Policy) - "Il sindaco metropolitano ed il consiglio metropolitano sono eletti mediante voto diretto, libero e segreto, da parte degli elettori residenti nel territorio della città metropolitana secondo le norme e con le modalità previste dall'articolo 9 e seguenti della L. 122/51, intendendosi per il termine provincia quello di comune metropolitano e per il termine provinciali quello di metropolitani". È quanto prevede un emendamento presentato da Sel al disegno di legge Delrio sul superamento delle Province.

Al testo sono stati presentati, in totale, circa 700 emendamenti. L'emendamento presentato va a sostituire per intero l'articolo 4 della legge, sul sindaco e sul consiglio metropolitano. Secondo il comma 1 dell'articolo originale del testo "il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo. Il consiglio metropolitano è costituito dal sindaco metropolitano, dai sindaci dei comuni con più di 15.000 abitanti e dai presidenti delle unioni di comuni con almeno 10.000 abitanti, costituite nel territorio della città metropolitana, nonché, fino al compimento del terzo anno dalla data di costituzione del consiglio medesimo, anche dai presidenti di unioni di cui all'articolo 1, comma 4, secondo periodo. Qualora il numero dei consiglieri sia superiore a venti unità, il consiglio può costituire al suo interno un comitato esecutivo".

Dunque, se questo emendamento venisse approvato, gli organi della città metropolitana non sarebbero più degli enti di secondo livello ma degli enti di primo, eletti direttamente dai cittadini. Tra gli elementi del resto dell'emendamento si definisce anche la composizione del consiglio ("45 consiglieri nelle città metropolitane con popolazione residente superiore a 3 milioni di abitanti; 36 consiglieri nelle città metropolitane con popolazione residente superiore a 800.000 e inferiore o pari a 3 milioni di abitanti; 30 consiglieri nelle altre città metropolitane"). I deputati Nazzareno Pilozzi e Florian Kronbichler, nelle argometazioni all'amendamento sottolineano che "anche se il numero dei consiglieri è aumentato, rispetto al testo base, i costi sono invariati". Il terzo comma dell'emendamento recita infatti: "Gli emolumenti per il sindaco metropolitano e i consiglieri metropolitani dovranno essere stabiliti in maniera tale che il loro costo complessivo non sia superiore al costo sostenuto nelle Province di provenienza per gli organi politici, alla data di entrata in vigore della presente legge". (Public Policy)

NAF

© Riproduzione riservata