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Ddl Delrio, su Comuni non aderenti città metropolitana costi commissariamento

province 29 novembre 2013

ROMA - (Public Policy) - "Fino alla data di entrata in vigore della legge di cui al secondo periodo (ovvero del ddl Delrio; Ndr), la Provincia continua ad esercitare le funzioni di cui alla normativa previgente avvalendosi, previa intesa o convenzione, degli uffici e delle risorse della città metropolitana a cui spetta il patrimonio, il personale e le risorse strumentali e finanziarie ai sensi dell'articolo 10". È quanto chiarisce un emendamento del relatore Pd Gianclaudio Bressa, approvato in commissione Affari costituzionali alla Camera durante la discussione sul disegno di legge Delrio sul superamento delle Province.

L'emendamento sostituisce per intero l'articolo 3 del testo, che regola l'istituzione della città metropolitana in sede di prima applicazione. Con le novità introdotte nel comma 9 si stabilisce dunque che, per le Province risultanti dai Comuni che sceglieranno di non entrare a far parte della nuova città metropolitana, fino all'entrata in vigore del disegno di legge Delrio, vale l'attuale normativa che regola le Province; dopodiché - come già prevedeva il testo originale -, varranno le regole che la nuova legge introduce sulle funzioni delle Province. L'emendamento sembra provare anche a disincentivare i Comuni dalla scelta di non aderire alla città metropolitana, facendo ricadere gli oneri della gestione commissariale (che scatta dalla scelta di non aderire alla città metropolitana fino alla costituzione dei nuovi organi provinciali previsti dal ddl Delrio) sui "Comuni che hanno dichiarato la volontà di continuare a far parte della Provincia e sono ripartiti in proporzione alla loro popolazione". Dal primo comma del nuovo articolo 3 sparisce, come più volte chiesto dall'Anci, il riferimento alla costituzione immediata delle città metropolitane dal 1 gennaio 2014, sostituito con "alla data di entrata in vigore della presente legge".(Public Policy)

NAF

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