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Ddl Delrio, tutte le novità del testo sul superamento delle province approvato alla Camera /Scheda

province 23 dicembre 2013

ROMA (Public Policy) - Sabato notte è stato finalmente licenziato dall'Aula della Camera il ddl Delrio sul superamento delle Province, che aveva iniziato il suo iter in commissione Affari costituzionali il 9 ottobre per essere approvato e trasmesso all'assemblea a fine novembre. Adesso il ddl dovrà iniziare ad essere esaminato dal Senato. Tra le novità contenute nel testo l'istituzione di dieci Città metropolitane, il trasferimento di alcune delle funzioni delle Province a Comuni e Regioni, la trasformazione degli organi provinciali in enti di secondo grado. Tutto in attesa che il Parlamento approvi una riforma della Costituzione che cancelli definitivamente la parola "Provincia" dalla Carta.

LE CITTÀ METROPOLITANE Il disegno di legge istituisce dieci città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria. Si tratta di "enti territoriali di area vasta" coincidenti con il territorio provinciale che si occuperanno di "cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano, promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione, cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle a livello europeo".

Il testo, grazie agli emendamenti approvati in commissione e in aula, prevede per le Regioni speciali Sardegna, Sicilia e Friuli Venezia Giulia la possibilità di far diventare le loro città capoluogo Città metropolitane. Stessa possibilità per le Province con più di un milione di abitanti. Dunque il provvedimento potrebbe riguardare anche Cagliari, Palermo, Trieste, Catania, Salerno, Bergamo e Brescia. Le prime elezioni di secondo grado delle Città metropolitane si dovrebbero tenere dopo il 1 novembre 2014, successivamente alla stesura e alla approvazione dello statuto dell'ente. Il sindaco metropolitano sarà di diritto il sindaco del Comune capoluogo, mentre il consiglio metropolitano sarà formato dai sindaci o dai consiglieri dei Comuni della Città metropolitana eletti, in secondo grado, senza stipendi aggiuntivi rispetto a quelli già percepiti.

Alle nuove città metropolitane spetteranno "il personale e le risorse strumentali della provincia a cui ciascuna città metropolitana succede a titolo universale in tutti i rapporti attivi e passivi, ivi comprese le entrate provinciali, all'atto del subentro alla provincia". Rispetto alla formulazione iniziale del testo scompare la normativa speciale di Roma Capitale che viene così equiparata alle altre Città metropolitane.

LA NORMA SPECIALE PER EXPO 2015 Grazie ad un emendamento approvato in commissione Affari costituzionali all'articolo 10 del testo ("Patrimonio e risorse umane e strumentali della città metropolitana") si è stabilito che per "garantire il tempestivo adempimento degli obblighi internazionali già assunti dal Governo, nonché dell'interesse regionale concorrente con il preminente interesse nazionale" la Regione Lombardia, fino al 1 maggio 2015 "subentra in tutte le partecipazioni azionarie di controllo detenute dalla provincia di Milano nelle società che operano direttamente o per tramite di società controllate o partecipate nella realizzazione e gestione di infrastrutture comunque connesse alla manifestazione universale di Expo 2015".

LE PROVINCE Gli organi delle future Province (almeno fino a che non verrà approvata la riforma costituzionale per abolirle definitivamente) saranno il presidente, il consiglio provinciale e l'assemblea dei sindaci. Anche questi organi diventano di secondo grado e saranno eletti tra i sindaci e i consiglieri dei Comuni della provincia. Il presidente durerà in carica quattro anni ed il consiglio provinciale per due, anche in questo caso senza stipendi aggiuntivi rispetto a quelli già percepiti. Le funzioni delle Province verranno trasferite in parte ai Comuni e in parte alle Regioni, secondo "soluzioni gestionali e organizzative orientate all'efficienza e all'efficacia, ivi comprese, con intese o convenzioni, l'avvalimento e le deleghe di esercizio, valorizzando anche le autonomie funzionali".

Tra le funzioni che rimarranno alle Province quella di pianificazione territoriale provinciale di coordinamento, tutela e valorizzazione dell'ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato, strade provinciali, programmazione provinciale della rete scolastica. Scompare il riferimento alla difesa del suolo tra le funzioni afferenti alle Province.

UNIONI E FUSIONI DEI PICCOLI COMUNI Il disegno di legge cerca di incentivare le unioni e le fusioni dei piccoli Comuni, oltre a prevedere la gratuità dell'incarico per gli organi derivanti da unioni. L'obbligo per l'esercizio associato delle funzioni fondamentali, da effettuarsi entro il 1 dicembre 2014, viene confermato per i Comuni con almeno 10mila abitanti, mentre viene abbassato a 3mila per i soli Comuni montani. Tra gli incentivi a favore della fusione dei Comuni quello che prevede l'utilizzo dei "margini di indebitamento consentiti dalle norme vincolistiche in materia a uno o più dei comuni originari e nei limiti degli stessi, anche nel caso in cui dall'unificazione dei bilanci non risultino ulteriori possibili spazi di indebitamento per il nuovo ente".

Ulteriore novità la possibilità per i piccoli comuni dell'incorporazione ad un Comune contiguo. "In tal caso - si legge nel ddl - il Comune incorporante conserva la propria personalità, succede in tutti i rapporti giuridici al Comune incorporato e gli organi di quest'ultimo decadono alla data di entrata in vigore della legge regionale di incorporazione. Lo statuto del Comune incorporante prevede che alle comunità del Comune cessato siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi". Più in generale viene stabilito che per i Comuni con popolazione fino a 3mila abitanti i consiglieri saranno 10 con un numero massimo di 2 assessori, mentre nei comuni tra i 3001 e 10mila abitanti i consiglieri saranno 12 per un numero massimo di 4 assessori. (Public Policy) NAF

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