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Ddl sui diritti di accesso a Internet, c'è un testo base

agenda digitale 13 aprile 2015

ROMA (Public Policy) - Prevedere che tutti abbiano "eguale diritto di accedere alla rete internet, in modo neutrale, in condizione di parità e con modalità tecnologicamente adeguate". E, a questo scopo, l'Italia "promuove le condizioni che rendono effettivo l'accesso alla rete internet".

E' di un solo articolo - che introduce l'art. 34-bis - la proposta di modifica costituzionale del senatore ex 5 stelle Francesco Campanella (Italia lavori in corso) che è stata adottata in settimana come testo base dalla commissione Affari costituzionali del Senato su proposta del relatore, Francesco Palermo (Autonomie). Quindi, da qui in avanti, è questo il testo dove si potranno proporre emendamenti e rispetto al quale, in generale, si proseguirà l'iter parlamentare per costituzionalizzare il diritto di accesso a internet.

Finora l'idea di elevare a rango di norma costituzionale il diritto di accesso alla rete internet proposto da Campanella era stata trattata congiuntamente con il progetto di legge a prima firma di Stefano Lucidi (M5s), che se nella sostanza prevedeva lo stesso oggetto andava però a modificare l'art. 22 della nostra Carta (quello che stabilisce che "nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome").

Campanella, come si legge nel testo del ddl, considera la rete come luogo in cui "si svolge la personalità umana, si esercitano i diritti e si adempiono i doveri di solidarietà politica, economica e sociale". Abbandonata l'idea, quindi, di una specifica riserva di legge nella Costituzione, come suggeriva il ddl Lucidi, per promuovere e favorire le condizioni per lo sviluppo della tecnologia informatica. (Public Policy) IAC

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