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Il divorzio breve torna alla Camera, stralciato

divorzio 19 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - di Sonia Ricci - Per le coppie che chiederanno il divorzio 'consensualmente' serviranno solamente 6 mesi per ottenere lo scioglimento; per quelle che invece dovranno ricorrere al giudice, 12 mesi. È quanto prevede il ddl Divorzio breve approvato dall'aula al Senato, dopo un lungo dibattito (durato più di 7 ore) che ha portato allo stralcio di una parte del testo, quella sullo scioglimento 'diretto', introdotto durante il passaggio in commissione Giustizia. Il provvedimento ora dovrà tornare alla Camera per il via libera definitivo.

LO SCIOGLIMENTO 'DIRETTO' TORNERÀ CON UN DDL
Come detto, tra le maggiori novità introdotte al Senato - ma su cui la maggioranza (divisa) ha fatto dietrofront - quella sullo stop immediato delle unioni. Prima dell'ok della commissione, la relatrice Rossana Filippin (Pd) aveva infatti presentato una nuova riformulazione di tre emendamenti trasversali sul nuovo binario per lo scioglimento del matrimonio. La modifica prevedeva che il divorzio potesse essere chiesto, dai due coniugi congiuntamente, senza passare per la separazione, quindi 'saltando' i 6 mesi antecedenti allo scioglimento.

La norma valeva per le coppie senza figli minorenni, senza figli maggiorenni con handicap gravi e senza figli sotto i 26 anni non economicamente autosufficienti. Ma, come per altri provvedimenti in tema di giustizia, contrari alla norma i senatori di Ncd, che hanno abbandonato i lavori della commissione dopo il voto. Successivamente anche l'area cattolica del Pd ha chiesto la cancellazione della norma, poi decisa dall'aula. La relatrice tornerà a proporre il divorzio diretto in una legge a parte che il Pd - ha garantito in aula il capogruppo Luigi Zanda - si impegnerà a sostenere.

DIVORZIO BREVE
Rimane la norma originaria del ddl: il 'taglio' dei tempi tra la separazione e la richiesta di divorzio: dai tre anni previsti dalla legge tutt'ora in vigore a 12 mesi; 6 mesi per la separazione consensuale. Infine, come nel testo del ddl, anche l'emendamento prevede che la cessazione possa essere chiesta da uno dei coniugi o da entrambi "se è stata pronunciata con sentenza passata in giudicato la separazione giudiziale fra i coniugi, ovvero è stata omologata la separazione consensuale ovvero è intervenuta separazione di fatto quando la separazione di fatto stessa è iniziata almeno due anni prima del 18 dicembre 1970".

AFFIDAMENTO FIGLI
La sentenza del giudice - sull'affidamento dei figli e il loro mantenimento - varrà anche dopo "l'estinzione del processo, fino a che non sia sostituita - si legge nel testo del ddl - da un altro provvedimento emesso a seguito di nuova presentazione del ricorso per separazione personale dei coniugi" o a seguito di ricorso per il divorzio.

SEPARAZIONE BENI DA QUANDO SI VIVE SEPARATI
Anticipo della separazione dei beni. Attualmente il momento effettivo di scioglimento della comunione dei beni tra marito e moglie si verifica quindi 'ex nunc', solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione personale. Il ddl prevede invece che, nel caso di separazione personale, la comunione venga meno prima, nel momento in cui il giudice li autorizza a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del processo verbale di separazione consensuale. (Public Policy) SOR

@ricci_sonia

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