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DDL LOBBY, TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE

05 luglio 2013

DDL LOBBY, ISTITUITO L'ALBO DEI PORTATORI D'INTERESSE

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

LOBBY, IL CDM PRENDE TEMPO, SI CERCA LA MEDIAZIONE CON IL TERZO TESTO

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Il disegno di legge per la
regolamentazione delle lobby, sul quale il Governo sta
lavorando sin dal suo insediamento, è approdato in Consiglio
dei ministri
ma non ha superato "l'esame" definitivo.

La bozza sulla quale da tempo si sta lavorando con il
coordinamento del segretario generale Roberto Garofoli e con
esperti tra cui Pier Luigi Petrillo (estensore del primo
regolamento italiano adottato dal ministero
dell'Agricoltura) ha subìto una battuta d'arresto. Quella
bozza è stata bloccata ieri pomeriggio, prima che arrivasse
in Consiglio dei ministri.

Il testo arrivato in Cdm stamattina è un altro ed è stato
scritto insieme al ministero delle Riforme, il ministero
della Funzione pubblica e quello della Giustizia. Ma anche
questo ha subìto un rallentamento nel tentativo di trovare
una quadra tra i due testi. Durante la riunione è stato
deciso di coinvolgere anche il ministro per gli Affari
europei Enzo Moavero, perchè, come ha spiegato il presidente
del Consiglio Enrico Letta, "al ministro è stato affidato il
compito di fare una ricognizione sulla regolamentazione
delle lobby a livello europeo". Ma altre fonti governative
descrivono un lavoro sui testi che è
partito proprio dalla disciplina europea e statunitense.

I NODI DELLE DUE PROPOSTE
"Il problema - secondo fonti governative - è capire come
ciò che viene regolato a livello europeo tramite codici di
autoregolamentazione
possa tradursi in leggi". "Però sì -
ammettono - questo compito affidato a Moavero è un modo per
prendere tempo".

C'è un altro nodo, assai più delicato: i compiti dei
"decisori pubblici". In una delle due bozze si prevede che
scrivano una relazione annuale nella quale comunichino il
nome dei lobbisti con i quali hanno intrattenuto relazioni e
dai quali hanno ottenuto suggerimenti e consigli normativi.

Questa prescrizione vale sia per il Governo, che per i suoi
ruoli apicali (capi di gabinetto, capi del legislativo), il
Parlamento, con deputati e senatori insieme a consiglieri
parlamentari.

C'è anche la questione legata al controllo, capire cioè il
gestore dei dati, il controllore pubblico. Una parte, tra
cui l'ex ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni
Griffi
(ora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio;
NdR), vorrebbe la Civit, l'altra l'Antitrust.

Infine, l'ultima novità riguarderebbe i giornalisti, che in
una delle due versioni sarebbero stati impossibilitati a
svolgere attività lobbistica. Ma questo punto sarebbe già
saltato.

CAMERA E SENATO COMUNQUE SCOPERTE
Resterebbero comunque 'scoperte' dalla vigilanza esterna la
Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica, che
essendo dotati di autodichia in quanto organi costituzionali
devono procedere a un'autoregolamentazione. Interpellato
sulla questione da Public Policy, il premier Letta ha
ammesso: "Trattandosi di organi costituzionali bisogna tener
conto dell'autodichia".

A tutt'oggi, l'unica prescrizione visibile esistente, alla
Camera, si legge su un avviso del 1968 che recita: "È fatto
divieto a tutti gli estranei sia pur accompagnati dagli
onorevoli deputati di circolare o di sostare nelle vicinanze
delle aule di commissioni
quando sono riunite". Spetta al
servizio sicurezza rilasciare ogni volta i pass per
l'accesso ai responsabili delle relazioni istituzionali che
ne facciano richiesta. Libero accesso tramite pass
permanente, invece, per i capi delle relazioni istituzionali
di aziende di Stato.

DDL LOBBY, MULTE FINO A 300 MILA EURO PER CHI NON RISPETTA LE REGOLE

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Richiamo scritto, censura,
sospensione o cancellazione dall'Albo
per tutti coloro che
non rispettano le regole dell'attività di lobbying. E multe
da 10 a 300 mila euro per chi pratica l'attività di lobbying
senza essere iscritto all'Albo.

È quanto prevede la bozza di ddl sulla regolamentazione
delle lobby
su cui sta lavorando il Governo. Secondo la
bozza a decidere sulle sanzioni sarà l'Antitrus (l'ente
incaricato della vigilanza sulle lobby).

Verranno punite anche le informazioni false comunicate in
sede d'iscrizione all'Albo, "con una sanzione da 5 a 150
mila euro
". E in caso di cancellazione dell'Albo
professionale, i "portatori d'interessi particolari"
potranno chiedere una nuova iscrizione non prima di cinque
anni.

LOBBY, LETTA: È UN INIZIO DI DISCUSSIONE, LA MATERIA È DELICATA

(Public Policy) - Roma, 5 lug - "È un inizio di discussione
che abbiamo fatto, questione chiave è far sì che le
indicazioni siano compatibili con la normativa che c'è negli
altri Paesi europei oltre a quella vigente al Parlamento
europeo. La nostra discussione continuerà, la materia è
molto delicata
". Lo dice il premier Enrico Letta durante la
conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

DDL LOBBY, CHI POTRÀ ESSERE ESCLUSO DALLA REGISTRAZIONE

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Sono esclusi dall'obbligo di
registrazione all'albo dei lobbisti i partiti e movimenti
politici, i sindacati, i diplomatici e i rappresentanti di
confessioni religiose
. Lo stabilisce la bozza di ddl sulla
regolamentazione delle lobby su cui sta lavorando il Governo.

Non rientrano nell'attività dei lobbisti (e sono quindi
esclusi dall'obbligo di iscrizione all'albo coloro che se ne
occupano) gli atti coperti da segreto di Stato, le
consultazioni pubbliche promosse dalle Amministrazioni, e le
attività di pubblicità stabilità dalla legge 150 del 2000.
Lo stabilisce l'articolo 10 della bozza.

LOBBY, SARÀ L'ANTITRUST A SCRIVERE IL "CODICE DI COMPORTAMENTO" PER I LOBBISTI

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Sarà l'Antitrust (l'ente che
sarà incaricato della vigilanza sulle lobby) a dover
scrivere il Codice di comportamento per regolamentare
l'attività dei lobbisti
. A tracciare i criteri delle nuove
regole è la bozza del ddl su cui sta lavorando il Governo,
che regolamenta le attività di lobbying (e istituisce un
Albo apposito).

L'articolo 9 del provvedimento definisce i criteri che
l'Antitrust dovrà seguire per scrivere il "Codice"
: ai
lobbisti non verrà permesso di "rivendicare relazioni con
l'amministrazione pubblica nei loro rapporti con terzi";
saranno obbligati a identificarsi come lobbisti specificando
per chi lavorano; divieto di offrire al "decisore pubblico"
qualsiasi tipo di compenso o regali che superano il valore
di 150 euro.

L'Autorità potrà poi indicare quali tipi di attività svolte
"non sono assimilabili all'attività di rappresentanza di
interessi particolari
".

Il Codice di comportamento verrà pubblicato nel sito
dell'Antitrust e gli interessati dovranno dichiarare per
iscritto l'impegno a rispettarlo.

LOBBYING, LETTA: AVVIATO ESAME DDL, SERVE ESAME COMPARATO CON ALTRI PAESI UE

(Public Policy) - Roma, 5 lug - "Abbiamo avviato l'esame di
un disegno di legge sulle lobby, e dato mandato al ministro
Enzo Moavero Milanesi (Affari europei; Ndr) di svolgere un
esame comparato con gli altri Paesi europei, in modo tale
che quando completeremo l'iter del provvedimento saremo in
grado di farlo in una logica di coerenza con gli altri Paesi
europei". Lo dice il premier Enrico Letta durante la
conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.

DDL LOBBY, I LOBBISTI DOVRANNO RENDERE NOTE LE DONAZIONI AI PARTITI POLITICI

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Un passaggio della bozza di
provvedimento che disciplina l'attività dei "portatori di
interessi particolari", oggi in discussione in Cdm, punta a
rendere più trasparenti i rapporti con i partiti politici.
Infatti, si legge nel testo, nella relazione che
annualmente dovranno presentare all'Antitrust i lobbisti
dovranno rendere note "le somme elargite a titolo di
erogazione liberale in favore di partiti, movimenti o gruppi
politici organizzati".

Ma si tratta solo di una delle informazioni che i
"rappresentanti di interessi particolari" dovranno
comunicare all'Authority, in un'apposita relazione annuale,
da presentare entro il 31 luglio di ogni anno, a decorrere
dall'anno successivo a quello dell'iscrizione nell'Albo.
La relazione dovrà seguire un modello definito dalla stessa
Antitrust, e sarà trasmessa per via telematica. Sarà inoltre
resa pubblica nella sede dedicata all'Albo dei lobbisti del
sito internet dell'Antitrust.

Oltre a rendere note le donazioni ai partiti, i lobbisti
saranno tenuti a riferire sulle attività di rappresentanza
svolte nell'anno precedente, e a presentare l'elenco dei
'decisori pubblici'
nei cui riguardi sono state svolte le
predette attività. Inoltre, dovranno comunicare l'elenco dei
processi decisionali pubblici nell'ambito dei quali sono
state svolte le predette attività e dare l'indicazione delle
risorse umane, finanziarie, e strumentali impiegate ai fini
delle predette attività.

La relazione dovrà contenere, anche "la segnalazione
dell'eventuale inosservanza delle disposizioni in materia di
accesso alle sedi istituzionali
, nonché di eventuali
ulteriori elementi di criticità riscontrati nei rapporti con
i decisori pubblici".

L'Antitrust, entro il 31 dicembre di ogni anno, trasmetterà
poi al Parlamento e al presidente del Consiglio una
relazione, poi pubblicata sul sito internet, in cui "sono
illustrate l'attività svolta e le relazioni presentate dai
portatori di interessi, nonché eventuali criticità e
proposte di modifica della normativa vigente".

DDL LOBBY, CHI POTRÀ O NON POTRÀ FARE IL LOBBISTA

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Non potrà fare il lobbista
chi è stato dichiarato fallito
(e non siano passati almeno
cinque anni dalla procedura concorsuale), coloro che sono
stati condannati (con sentenza passata in giudicato) per
reati contro la Pubblica amministrazione come la corruzione
e traffico di influenze, chi è stato interdetto dai pubblici
uffici.

E poi, i "decisori pubblici" ovvero ex ministri,
sottosegretari e viceministri, i vertici degli uffici di
collaborazione, ex parlamentari e loro assistenti, i
consiglieri parlamentari, i dirigenti pubblici e dipendenti
pubblici, i vertici delle Amministrazioni regionali,
provinciali e comunali se non siano passati almeno due anni
dalla fine del mandato o dalla cessazione dell'incarico. Lo
stabilisce il ddl sulla regolamentazione delle lobby sul
tavolo del Consiglio dei ministri.

Vietata l'iscrizione all'Albo anche per i dirigenti di
partito, movimenti e associazioni politiche e sindacali
,
giornalisti professionisti e pubblicisti a meno che non
rinuncino all'attività giornalistica nel periodo in cui
svolgono l'attività di lobbisti e previa autorizzazione
dell'ordine dei giornalisti. Inoltre, le condizioni per
esercitare il lavoro di lobbisti, stabilisce il ddl
all'articolo 5, saranno la maggiore età e la residenza
nell'Unione europea
.

DDL LOBBY, MODALITÀ DI CONSULTAZIONE DEI LOBBISTI IN UN DECRETO DEL GOVERNO

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Le "modalità di
consultazione" dei lobbisti
da parte delle amministrazioni
pubbliche (Governo, Parlamento e enti locali) dovranno
essere definite da un decreto del presidente del Consiglio.
I "decisori pubblici" dovranno adottare iniziative per
favorire la trasparenza dei rapporti tra istituzioni
pubbliche e lobby.

È quanto prevede la bozza del provvedimento oggi sul tavolo
del Consiglio dei ministri
, che punta a regolamentare la
"partecipazione attiva dei portatori di interessi
particolari (i cosiddetti lobbisti; Ndr) all'interno dei
processi decisionali pubblici", istituendo un Albo
professionale apposito.

A regolamentare le "modalità di consultazione" delle lobby
saranno anche Camera e Senato, che - si legge all'articolo 8
- "provvederanno autonomamente a regolamentare l'accesso
alle rispettive sedi istituzionali per i soggetti iscritti
all'Albo".

Membri del Parlamento, Governo e enti locali il 31 luglio
di ogni anno trasmetteranno all'Antitrust (l'ente
incaricato della vigilanza sulle lobby) "una sintetica
relazione contenente indicazioni, suggerimenti, studi,
ricerche e proposte" richiesta a chi svolge attività di
lobby. Nella relazione dovranno essere inseriti anche i
nominativi dei soggetti non iscritti all'Albo
"che abbiano
partecipato a procedure di consultazione inerenti a processi
decisionali pubblici".

DDL LOBBY, FUNZIONE DI VIGILANZA E CURA DELL'ALBO SARÀ AFFIDATA ALL'ANTITRUST

(Public Policy) - Roma, 5 lug - L'Antitrust sarà l'ente
incaricato della vigilanza sulle lobby. Lo prevede la bozza
del provvedimento oggi sul tavolo del Consiglio dei
ministri, che punta a regolamentare la "partecipazione
attiva dei portatori di interessi particolari ai processi
decisionali pubblici e ne assicura la trasparenza,
attraverso la regolamentazione organica dell'attività da
essi svolta al fine di orientare il decisore publico".
Portatori di interessi particolari, ovvero, appunto,
lobbisti.

L'Autorità garante della concorrenza e del mercato, si
legge nella bozza, "vigila sull'attuazione delle
disposizioni della presente legge". Il testo poi specifica
le funzioni di controllo: "Segnala al Parlamento e al
presidente del Consiglio dei ministri, ove ne ravvisi
l'opportunità, eventuali criticità riscontrate e ogni
iniziativa ritenuta utile a favorire la trasparente
partecipazione dei portatori di interessi particolari ai
processi decisionali pubblici".

Sarà poi sempre l'Antitrust a tenere e curare l'Albo dei
lobbisti e a effettuare la verifica dei dati e delle
informazioni contenuti nella relazione che ciascun lobbista
(sempre secondo la norma), dovrà presentare annualmente,
entro il 31 luglio, sulle proprie attività di
'rappresentanza di interessi particolari', "per via
telematica, secondo un modello definito dall'Autorità
medesima".

E poi ovviamente le sanzioni. L'Antitrust, si legge nel
testo, "infligge le sanzioni amministrative e pecuniarie" e
"adotta gli altri provvedimenti sanzionatori", previsti
nello stesso provvedimento.

Per poter applicare le nuove competenze, la pianta organica
dell'Autorità per la concorrenza "é aumentata di venti
unità", ma senza, si precisa, "che ne derivino nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza publica".

DDL LOBBY, SARÀ LOBBISTA ANCHE CHI FA RAPPRESENTANZA NEGLI ENTI LOCALI

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Tra i cosiddetti lobbisti
anche chi "rappresenta interessi" nelle Amministrazioni
locali e non solo presso il Governo e il Parlamento.
È quanto prevede la bozza del provvedimento oggi sul tavolo
del Consiglio dei ministri, che punta a regolamentare la
"partecipazione attiva dei portatori di interessi
particolari ai processi decisionali pubblici e ne assicura
la trasparenza, attraverso la regolamentazione organica
dell'attività da essi svolta al fine di orientare il
decisore pubblico".

L'articolo 2 del ddl definisce chi sono i "decisori
pubblici" con i quali i lobbisti potranno svolgere la
propria attività: membri del Governo, del Parlamento, i
componenti delle autorità indipendenti e delle
amministrazioni locali (Regioni, Province e Comuni).

Il testo è composto da 13 articoli e nell'ultima bozza del
decreto viene introdotta la definizione più stringente di
"Albo" (a cui iscriversi) e non di "elenco" come ipotizzato
in un primo momento.

DDL LOBBY, ISTITUITO L'ALBO DEI PORTATORI D'INTERESSE

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Un "albo dei portatori di
interessi particolari" a cui sono tenuti a iscriversi "i
soggetti che intendano svolgere attività di rappresentanza
di interessi particolari nei confronti dei decisori
pubblici". Lo stabilisce la bozza del Ddl che regolamenta le
lobby sul tavolo del Consiglio dei ministri di oggi.

Si legge nel disegno di legge all'articolo 4, che sono
tenuti all'iscrizione anche i dirigenti responsabili delle
relazioni istituzionali di "organizzazioni, associazioni,
enti, imprese, movimenti, società o altri organismi".
L'Albo è istituito presso l'Autorità garante della
concorrenza: "L'Autorità ne garantisce la pubblicità dei
contenuti nell'ambito di una sezione dedicata e accessibile
del proprio sito internet".

Devono essere comunicati, dati anagrafici e attività svolta
e le "eventuali ulteriori attività professionali comunque
svolte", nel caso di persone fisiche e la denominazione e
sede sociale nel caso di persone giuridiche, il ruolo
ricoperto nella società e per conto terzi, il nome dei
soggetti e dati identificativi per conto dei quali operano,
la "categoria di interessi di riferimento e particolari" che
si rappresenta, e infine, "le risorse umane e finanziarie,
almeno in via previsionale, di cui si dispone per lo
svolgimento dell'attività di rappresentanza di interessi".

Le informazioni sono aggiornate entro il 30 luglio di ogni
anno e vengono trasmesse ogni sei mesi, al Parlamento e al
Consiglio dei ministri. I lobbisti saranno distinti in
categorie di interessi "omogenee" definite dall'Autorità.
Distinte, in apposita sezione, le persone giuridiche da
quelle fisiche.

DDL LOBBY, AGLI ISCRITTI ALL'ALBO ANCHE IL 'TESSERINO' DEL LOBBISTA

(Public Policy) - Roma, 5 lug - Il "portatore di interessi
particolari" potrà "accedere nelle sedi istituzionali dei
decisori pubblici, previo rilascio di un apposito tesserino
di riconoscimento secondo le modalità definite da ciascuna
Amministrazione con proprio regolamento da emanarsi entro 90
giorni dall'entrata in vigore della presente legge". Lo
prevede la bozza di ddl che regolamenta le lobby, all'ordine
del giorno nel Consiglio dei ministri di oggi.

L'articolo 7, che prevede il rilascio del tesserino,
specifica anche le prerogative del lobbista rispetto ai
'decisori pubblici' a cui si rivolge. In particolare, si
legge, il lobbista "può presentare al decisore pubblico
proposte, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi
e documenti, anche per via telematica, al fine di perseguire
interessi leciti nei confronti dei decisori
pubblici".

LEP-SOR-LAP-GAV-SAF

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