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L'omicidio stradale e la colpa delle vittime: cosa cambia

auto omicidio stradale 21 ottobre 2015

ROMA (Public Policy) - "Qualora l'evento sia conseguenza anche di una condotta colposa della vittima, la pena è diminuita fino alla metà". Lo prevede un emendamento al ddl sull'omicidio stradale della relatrice per la commissione Giustizia, Alessia Morani (Pd), approvato in II commissione a Montecitorio.

Nello specifico l'emendamento sostituisce il comma dell'articolo che prevede già la diminuzione della pena fino alla metà ma per i casi di concorso di colpa.

Un altro emendamento della relatrice aggiunge in premessa a quello che sarà il nuovo articolo del codice penale (il 589-bis) l'attuale disposizione già contenuta nel vigente articolo 589, che punisce con la reclusione da due a sette anni l'omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale.

Inalterata la parte del ddl che punisce con la reclusione da 8 a 12 anni l'omicidio stradale se commesso in stato di ebbrezza alcolica grave (con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro) o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope; o in stato di ebbrezza alcolica con tassi alcolemici superiori a 0,8 grammi per litro o di alterazione psico-fisica conseguente all'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, laddove si tratti di specifiche categorie di conducenti.

Abbassate anche le pene previste per le aggravanti portandole a quattro-dieci anni di reclusione dagli attuali sette-dieci anni. Inoltre vengono ripristinate alcune delle previsioni eliminate dal Senato.

Dunque la stessa pena si applicherà anche a chi commette l'omicidio: procedendo in un centro urbano ad una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 Km/h, ovvero su strade extraurbane ad una velocità superiore di almeno 50 Km/h rispetto a quella massima consentita; attraversando un incrocio con il semaforo rosso o circolando contromano; a seguito di manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi o a seguito di sorpasso di un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.

L'aumento previsto in caso di fuga del conducente, inoltre, non sarà pari ad un terzo fino alla metà - come prevede il ddl attuale - ma da "un terzo a due terzi e comunque non può essere inferiore a cinque anni". (Public Policy) NAF

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