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Ddl Pa, più poteri al premier. A Chigi 'vigilanza' sulle agenzie fiscali

poltrone senato 18 marzo 2015

ROMA (Public Policy) - Più poteri al premier, "vigilanza" - da parte della presidenza del Consiglio - delle agenzie fiscali (come il Demanio o le Entrate) e la scelta delle nomine pubbliche dovranno passare al Consiglio dei ministri. È questa una parte del contenuto dell'emendamento al ddl delega P.a., a firma del relatore Giorgio Pagliari (Pd), approvato dalla commissione Affari costituzionali al Senato e che riscrive l'articolo 7 del provvedimento.

Il governo dunque è delegato a "precisare" - attraverso decreti legislativi - "le competenze in materia di vigilanza sulle agenzie governative nazionali, al fine di assicurare l'effettivo esercizio delle attribuzioni della presidenza del Consiglio, nel rispetto del principio di separazione tra indirizzo politico e gestione".

Dunque la modifica - ha spiegato il relatore - ha l'obiettivo di verificare che le agenzie "si occupino del ruolo tecnico e di non sviare su quello politico". E ancora, per quanto riguarda le nomine dei manager pubblici "i procedimenti di designazione di competenza, diretta o indiretta, del governo o dei singoli ministri - si legge nell'emendamento - in modo da garantire che le scelte, quand'anche da formalizzarsi con provvedimenti di singoli ministri, siano oggetto di esame in Consiglio dei ministri".

Inoltre, i futuri dlgs sulla riforma della P.a. dovranno precisare che saranno in capo a Palazzo Chigi le competenze "regolamentari" e quelle "amministrative per il mantenimento dell'unità dell'indirizzo e alla promozione dell'attività dei ministri". Viene poi attribuita alla presidenza "la definizione delle politiche pubbliche".

Spetterà sempre al premier la "determinazione" delle risorse finanziarie che dovranno essere utilizzare per mandare avanti gli uffici di diretta collaborazione dei ministeri, tenendo conto della loro dimensione e competente. La delega quindi dovra precisare "la disciplina degli uffici di diretta collaborazione" anche "per garantire un'adeguata qualificazione professionale del relativo personale". (Public Policy) SOR

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