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Ddl Penale e intercettazioni inutili: sì all'udienza-stralcio

intercettazioni 31 maggio 2016

ROMA (Public Policy) - Introdurre la cosiddetta "udienza filtro", per lo stralcio delle intercettazioni inutili e non rilevanti, prima dell'udienza preliminare. Lo prevede uno degli emendamenti che i relatori Pd al ddl Penale, Felice Casson e Giuseppe Cucca, hanno depositato in commissione Giustizia al Senato.

"In vista della richiesta di giudizio immediato" o del deposito successivo all'avviso all'indagato della conclusione delle indagini preliminari, si legge nell'emendamento, il pubblico ministero, "ove riscontri tra gli atti la presenza di registrazioni di conversazioni o comunicazioni informatiche o telematiche inutilizzabili a qualunque titolo", o che non siano "pertinenti all'accertamento delle responsabilità per i reati per cui si procede" oppure che siano "irrilevanti ai fini delle indagini in quanto riguardanti esclusivamente fatti o circostanze ad esse estranei" ne dispone l'avvio, "indicando espressamente le conversazioni di cui intenda richiedere lo stralcio".

Il filtro, precisa il testo, potrà essere applicato prima della procedura prevista dai commi 6 e 7 dell'articolo 268 del codice di procedura penale, ovvero prima che il materiale venga stato messo a disposizione dell'imputato.

L'emendamento Cucca-Casson (Pd) al ddl Penale (che contiene anche le criticate norme sulla prescrizione), fissa inoltre alcuni paletti sulla conservazione delle intercettazioni considerate "inutili" al fine delle indagini.

"Ai fini della selezione del materiale da inviare al giudice a sostegno della richiesta di misura cautelare", si legge, "il pubblico ministero, oltre che per necessità di prosecuzione delle indagini, assicura la riservatezza anche degli atti contenenti registrazioni di conversazioni o comunicazioni informatiche o telematiche inutilizzabili a qualunque titolo" e dei dati giudiziari "che non siano pertinenti all'accertamento delle responsabilità per i reati per cui si procede ovvero irrilevanti ai fini delle indagini in quanto riguardanti esclusivamente fatti o circostanze ad esse estranei".

Gli atti "non allegati" a sostegno della richiesta di misura cautelare - scrivono ancora i relatori - dovranno essere "custoditi" in un archivio riservato, "con facoltà di esame e ascolto ma non di copia, da parte dei difensori delle parti e del giudice".

Potranno "ottenere copia degli atti e trascrizione in forma peritale" delle sole intercettazioni utilizzabili e ritenute rilevanti dal giudice "ovvero il cui rilascio sia stato autorizzato dal giudice nella fase successiva alla conclusione delle indagini preliminari". (Public Policy)

@ricci_sonia

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