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Riforma del sistema penale, ecco le proposte 'ministeriali'

giustizia 03 aprile 2015

ROMA (Public Policy) - "È necessario vagliare l'intervento del diritto penale alla luce del criterio direttivo di politica criminale della efficacia della tutela, perché, se il ricorso al diritto penale risulta del tutto inefficace rispetto all'obiettivo, la sanzione penale si ridurrà a puro intervento simbolico, senza che sia rafforzata la prevenzione, traducendosi pertanto in un intervento irragionevole da parte del legislatore".

È quanto si legge nella relazione di Antonio Fiorella, presidente della commissione di studio di revisione del sistema penale istituita a fine 2012, depositata in commissione Giustizia per presentare il ddl elaborato in materia di depenalizzazione e deflazione del sistema penale. Il ddl composto da 21 articoli si muove secondo il principio per cui la sanzione penale "non deve intervenire laddove altri strumenti di tutela (sanzioni amministrative, sanzioni civili, sanzioni disciplinari) garantiscono una efficace prevenzione e repressione dei fatti offensivi: la sanzioni amministrativa in particolare - si legge - è spesso dotata di maggiore effettività".

In questa ottica vengono proposti interventi di depenalizzazione "in astratto e in concreto, perché è parso che, pur rispondendo a esigenze diverse, esse vadano perseguite congiuntamente per garantire l'effettiva sussidiarietà del controllo penale". L'audizione, nel corso del quale è stata depositata questa relazione, è stata svolta nell'ambito dell'esame del ddl Orlando di riforma del codice penale. Alcune di queste norme potrebbero dunque entrare nel ddl o, quanto meno, essere proposte sottoforma di emendamenti. (Public Policy) NAF

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