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Ddl piccoli Comuni, Anpci contraria: delega a governo ci mette sotto tutela

enti locali 28 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - "Questa non è una proposta di legge a difesa dei piccoli Comuni ma una pdl che, dopo la legge Delrio, mette sotto tutela gli unici enti eletti direttamente dal popolo dato che a conclusione del progetto di riforma costituzionale avremo una Camera di nominati, un Senato composto da sindaci di capiluogo nominati, un primo ministro eletto da nominati, le Città metropolitane estese a tutto il territorio della Provincia" governate "da sindaci eletti solo nel Comune capoluogo di Provincia, le Unioni dei Comuni governate d'ufficio dal Comune con più abitanti".

A dirlo è stata Franca Biglio, presidente dell'Associazione nazionale piccoli Comuni d'Italia (Anpci), in un documento depositato alla commissione Ambiente della Camera in occasione di una audizione sul ddl a favore dei piccoli Comuni. Tra le altre cose l'Anpci ha chiesto di eliminare l'articolo 17 del testo sulla "delega al Governo in materia di armonizzazione normativa".

In particolare l'articolo delega il governo ad adottare una serie di decreti per, tra le altre, riordinare la disciplina normativa del governo delle aree montane e rurali mantenendo l'obbligo della gestione in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni, escludendo la possibilità di ricorrere allo strumento delle convenzioni. Per l'Anpci "praticamente i singoli Comuni vengono esautorati di ogni funzione" e la delega impone "autoritariamente le Unioni". (Public Policy)

NAF

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