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Il ddl che rafforza il divieto di propaganda elettorale per i mafiosi

mafia 26 settembre 2017

ROMA (Public Policy) - Prevedere il divieto di propaganda elettorale per persone appartenenti ad associazioni mafiose che sono sottoposte alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza.

È questo l'obiettivo di un disegno di legge al Senato, a prima firma di Francesco Molinari (Misto-Idv) che ha iniziato nel corso della settimana il proprio iter parlamentare nella commissione Affari costituzionali al Senato, con la relazione di Franco Mirabelli (Pd).

Come proposto dal presidente della 1a commissione di Palazzo Madama, SalvatoreTorrisi (Ap), a breve si svolgerà un ciclo di audizioni.

Il provvedimento è costituito di un unico articolo, che modifica in più punti il Codice delle leggi antimafia, il dlgs 159 del 2011. Anzitutto, si stabilisce il divieto per le persone indiziate di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, o che perseguono finalità o agiscono con metodi corrispondenti a quelli delle associazioni di tipo mafioso, e sottoposte alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, di svolgere propaganda elettorale a favore o contro candidati o liste, "con qualsiasi mezzo, direttamente o indirettamente".

Come spiegato dal relatore, rispetto alla normativa vigente "si estende l'ambito temporale di applicazione della disposizione a tutta la campagna elettorale, e non solo al periodo che intercorre fra il termine per la presentazione delle liste e dei candidati e la chiusura delle operazioni di voto". Il riferimento alle liste, poi, consente l’applicazione del divieto anche in occasione delle competizioni elettorali "regolate da una disciplina legislativa che non preveda il voto di preferenza".

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IAC

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