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La 'buona scuola' e la minoranza Pd: al Senato si tratta

minoranza pd 05 giugno 2015

ROMA (Public Policy) - Trattative in corso all'interno del Pd sul ddl Scuola. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, durante la riunione del gruppo del Partito democratico a Palazzo Madama, che si è tenuta giovedì proprio sulla riforma della scuola, gli interventi degli esponenti della minoranza sono stati molto duri.

Il malcontento però, viene raccontanto, serpeggia in tutto il gruppo e anche per questo la riunione ieri sera è stata sospesa a 10 interventi dalla fine, per essere aggiornata al prossimo martedì. Ovvero il giorno dopo dell'annunciata direzione post elezioni, che dovrebbe appunto tenersi lunedì. Complici anche i numeri in commissione, che con l'uscita dalla maggioranza di Tito di Maggio (passato da Gal ai fittiani), sono sempre più sul filo di lana, mediare con la minoranza è quasi obbligatorio.

In commissione dovrà arrivare un componente aggiuntivo di Gal, ma comunque i rapporti tra maggioranza e minoranza sono di 13 a 12. Ma nei 13 della maggioranza ci sono anche Corradino Mineo e Walter Tocci, della minoranza, che, se decidessero di non votare con il resto del partito, manderebbero sotto la maggioranza. I pontieri, si apprende, sono quindi all'opera per trovare un punto di mediazione e convincere la minoranza a ricompattarsi, approvando alcune delle modifiche da loro proposte ed evitando così in primis che si vada allo scontro diretto e che la riforma della scuola finisca per essere affossata.

D'altra parte la minoranza Pd chiede proprio questo: che si proceda con le assunzioni subito e si rinvii il resto della riforma dopo un pesante restyling complessivo. Le trattative per evitarlo sono però in corso. Tra le richieste di modifica che stanno più a cuore alla minoranza c'è la modifica dei 'super poteri' dei presidi e la riscrittura dell'articolo 10 sul piano straordinario delle assunzioni, in particolare per aprirlo agli abilitati Tfa e perché le risorse messe a disposizione vengano utilizzate tutte per fare non 100mila ma 138mila assunzioni.

Altri emendamenti propongono che gli sgravi oggi previsti dal ddl per le scuole private siano sostituiti con un programma di borse di studio; che gli ispettori non vengano presi da altre amministrazioni, bensì siano dei presidi ormai fuori ruolo; e che per i posti vacanti ci siano chiamate a cattedra, al di fuori del piano triennale.

Allo stato attuale i voti sugli emendamenti in commissione (2.200 compresi 4 dei relatori che riscrivono gli articoli 1,2,3 e 8) sono attesi all'inizio della prossima settimana. Per votare servono però i pareri della commissione Bilancio, che non dovrebbero arrivare prima di martedì.(Public Policy) VIC

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