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Il ddl sulla tortura, una "priorità" ferma a luglio 2015

tortura 08 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - di Fabio Napoli - "Quello che dobbiamo dire lo dobbiamo dire in Parlamento con il reato di tortura".

Era l'8 aprile 2015 e il presidente del Consiglio Matteo Renzi rispondeva così su Twitter a chi gli chiedeva una reazione alla condanna della Corte di Strasburgo per i fatti avvenuti alla Diaz durante il G8 di Genova nel 2001.

Pochi giorni dopo la Camera approvò in seconda lettura il disegno di legge per l'introduzione nel nostro ordinamento del reato di tortura. Quella del Senato avrebbe dovuto essere la terza e ultima lettura parlamentare ma la commissione Giustizia di Palazzo Madama modificò ulteriormente il testo licenziandolo, quasi tre mesi dopo, nel luglio 2015.

La conferenza dei capigruppo calendarizzò l'approdo in aula del ddl tra il 22 e il 24 settembre ma il provvedimento - che ha iniziato il suo iter parlamentare nel luglio 2013 - non è mai arrivato ad essere discusso dall'assemblea del Senato.

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