Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

DEBITI PA, IN COMMISSIONE AL SENATO 252 EMENDAMENTI AL DL

debiti pa 24 maggio 2013

CNEL, GARAVAGLIA (LEGA): RIFORME, BILANCIO DELLO STATO, DEBITI PA LE PRIORITÀ

(Public Policy) Roma, 24 mag - Fare piccole modifiche, con
la più larga convergenza possibile e di concerto con il
governo, ma farle in fretta. Di modo che il decreto sul
pagamento dei debiti scaduti della Pubblica amministrazione
possa avere al Senato un'"approvazione rapida" e possa
tornare alla Camera già il 3 o 4 giugno, per poi essere
convertito in legge entro il termine del 7 giugno.

Questa l'intenzione dei relatori in commissione Bilancio al
Senato del dl sui debiti Pa Antonio D'Alì del Pdl e Giorgio
Santini del Pd. Si va, nelle loro intenzioni, verso una
sorta di maxiemendamento dei relatori in cui, di concerto
con il governo, sintetizzare gli emendamenti più importanti
e condivisi presentati dai vari gruppi.

Questa mattina alle 11, intanto, si sono chiusi i termini
di presentazione degli emendamenti. Ne sono stati presentati
252 così suddivisi: 83 dal Pd, 71 dal Pdl, 40 dal Movimento
5 stelle, 21 da Scelta civica, 17 dal Gruppo Autonomie, 8
dalla Lega e 8 dal Gruppo Misto-Sel, 4 da Gal.

Come riportano i relatori l'obiettivo è, appunto,
migliorare il decreto e farlo velocemente. Ecco perché gli
emendamenti che sono stati depositati oggi verranno discussi
nella seduta di martedì della commissione Bilancio al Senato
e poi nello stesso giorno i relatori, di concerto con il
governo, potrebbero presentare un emendamento "riassuntivo"
degli emendamenti più significativi e condivisi, così da
poter chiudere la discussione del testo a Palazzo Madama
entro la fine della settimana, al più tardi l'inizio di
quella successiva.

Secondo i relatori le direttrici da seguire per migliorare
il testo del decreto sono essenzialmente tre: semplificare
l'accesso delle imprese ai crediti; allargare il plafond per
il pagamento dei debiti scaduti, con il ricorso a strumenti
di garanzie da parte delle banche e della Cdp e vincolare il
governo in maniera più specifica per garantire fondi alla
cosiddetta "fase due", che prevede una seconda tranche di
denaro (si parla di 50 miliardi da aggiungere ai 40 miliardi
in due anni messi in bilancio da queto decreto) per pagare i
restanti debiti delle Pa scaduti.

Inoltre l'obiettivo dei relatori in Senato è quello di
allargare il patto di stabilità: una delle ipotesi è
prevedere meno sanzioni per quei comuni virtuosi che per
pagare i propri debiti hanno sforato il patto di stabilità,
anche prima dell'entrata in vigore del decreto.

DEBITI PA, SANTINI (PD): MODIFICHE MIRATE SU COMPENSAZIONI E PATTO STABILITÀ
(Public Policy) Roma, 24 mag - Nel decreto sul pagamento dei
debiti scaduti della Pubblica amministrazione "vorremmo fare
delle modifiche su alcune aree per migliorare il testo ma
siamo consapevoli che vanno rispettati i tempi. Puntiamo
quindi a modifiche mirate e condivise. Pensiamo di
concordare una sorta di riassunto degli emendamenti" più
importanti e condivisi "da far confluire in un emendamento
di noi relatori.

E vorremmo farlo con il massimo concerto del governo. Ma di questo
discuteremo la prossima settimana". A parlare con Public Policy
dell'iter al Senato del decreto sul pagamento dei debiti scaduti
della Pa è uno dei relatori al testo in commissione Bilancio,
Giorgio Santini del Pd.

Il senatore parla di quattro aree che il Pd vorrebbe
migliorare sul testo, così come arrivato al Senato dopo le
modifiche della Camera. "Prima di tutto - dice - vorremmo
intervenire per assicurarci che siano privilegiati i
pagamenti alle imprese. Nel testo attuale ci sono già delle
indicazioni ma vorremmo migliorare questo punto con degli
accorgimenti tecnici".

Secondo punto su cui il Pd (che ha presentato 83
emendamenti al testo in commissione Bilancio) vorrebbe
intervenire, dice Santini, "è la questione di tutto il
capitolo certificazioni e compensazioni". Su questo ultimo
punto in particolare Santini sostiene che "bisogna riuscire
ad allargare l'area delle compensazioni possibili".

Terzo punto su cui il relatore del Pd intende migliorare il
decreto, è "un intervento per allentare ulteriormente il
patto di stabilità. Già è stato previsto qualcosa alla
Camera - sostiene - ma ci sono molti emendamenti che puntano
a intervenire sul punto, ad esempio sulle sanzioni
eventualmente erogate" ai Comuni virtuosi che hanno sforato
il patto di stabilità per pagare i proprio debiti. "Cosa si
potrà realmente fare - sottolinea però Santini - dipende
anche dal governo".

Ultimo punto su cui il relatore punta è "rafforzare la
prospettiva dei pagamenti futuri attraverso l'azione di
intermediari", compresa "la Cassa depositi e prestiti".
Quindi impegnare il governo a dare garanzie per la
cosiddetta "fase due". pensando di utilizzare banche e Cdp a
garanzia dell'allargamento dei plafond per il pagamento dei
debiti scaduti delle Pa. (Public Policy)

VIC

© Riproduzione riservata