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DEBITI PA, IN TESTO RELATORI TAGLIO FONDO PER PAGAMENTI DEBITI CERTI

Pmi, Fico a Letta: sblocchi 2,5 mln da tagli M5S, serve il decreto attuativo 14 maggio 2013

DEBITI PA, IN TESTO RELATORI TAGLIO FONDO PER PAGAMENTI DEBITI CERTI

(Public Policy) - Roma, 14 mag - Dai tagli stabiliti in
commissione Bilancio alla Camera per finanziare il pagamento
da parte degli enti locali dei debiti arretrati della
Pubblica amministrazione sono esclusi gli stanziamenti già
iscritti nello stato di previsione del ministero
dell'Istruzione, del Fondo per lo sviluppo e la coesione e
per la realizzazione delle opere e delle attività connesse
allo svolgimento del grande evento Expo Milano. Lo
stabilisce il testo del decreto così come riformulato dai
relatori Marco Causi del Pd e Maurizio Bernardo del Pdl.

Il testo dei relatori, al comma 3 lettera c dell'articolo
12, stabilisce che per i "570,45 milioni di euro" che
servono "a decorrere dall'anno 2015" si provvede "mediante
corrispondente riduzione lineare delle dotazioni finanziarie
disponibili, iscritte a legislazione vigente in termini di
competenza e cassa, nell'ambito delle spese rimodulabili
delle missioni di spesa di ciascun ministero" ma "dalle
riduzioni sono esclusi gli stanziamenti iscritti nello stato
di previsione del ministero dell'Istruzione, dell'università
e della ricerca, nella missione ricerca e innovazione nonché
gli stanziamenti relativi al Fondo per lo sviluppo e la
coesione e quelli relativi alla realizzazione delle opere e
delle attività connesse allo svolgimento del grande evento
Expo Milano".

(Public Policy) - Roma, 14 mag - Nella versione dei
relatori, Marco Causi del Pd e Maurizio Bernardo del Pdl, al
decreto per il pagamento dei debiti delle Pa, oggi in Aula
alla Camera, viene previsto un taglio al "Fondo per
assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi,
liquidi ed esigibili".

Al comma 10 dell'articolo 1 del decreto si prevede la
creazione, nello stato di previsione del ministero
dell'Economia e delle Finanze, di un fondo per assicurare la
liquidità per pagamenti dei debiti certi, liquidi ed
esigibili. Nella versione originale del decreto, il fondo
aveva 10 miliardi di dotazione per il 2013 e 16 miliardi per
il 2014. Nella riformulazione che approda oggi in Aula
invece la dotazione diminuisce a 9.527.993.719 euro per il
2013 e a 14.727.993.719 euro per il 2014.

Il decreto inoltre stabilisce che il Fondo sia ripartito in
varie sezioni. Anche qui la versione dei relatori diminuisce
la dotazione della "sezione per assicurare la liquidità alle
Regioni e alle Province autonome per pagamenti dei debiti
certi, liquidi ed esigibili diversi da quelli finanziari e
sanitari". Si passa dai 3 miliardi nel 2013 della versione
originale del decreto a 2.527.993.719 e dai 5 miliardi per
il 2014 a 3.727.993.719 di euro.

DEBITI PA, CAUSI (PD): NEL 2014 SPESE COPERTE DA IVA, TAGLI SOLO DAL 2015
(Public Policy) - Roma, 14 mag - I tagli disposti in
commissione Bilancio alla Camera nell'ambito del decreto sul
pagamento dei debiti delle Pa, a copertura delle spese,
dovrebbero scattare solo dal 2015. Per il 2014 i costi del
decreto dovrebbero essere coperti dall'Iva sulle fatture di
pagamento. Se così invece non dovesse essere allora le
riduzioni di spesa (su editoria, ministeri, fondo per
diminuire le tasse) scatteranno già dal 2014. Lo ha spiegato
in Aula a Montecitorio uno dei relatori del testo, Marco
Causi del Pd, durante la discussione generale iniziata
questa mattina.

Causi ha spiegato: "Il decreto apre due canali per
finanziare gli enti locali che devono pagare i debiti alle
imprese. Da una parte si prevede lo sblocco del patto di
stabilità interno per quegli enti che hanno già liquidità in
cassa. Ad oggi però gli enti locali hanno chiesto lo sblocco
per 3,5 miliardi. Non è poco ma è di certo una cifra
inferiore a quello che ci era stato prospettato. Ad esempio
l'Anci ha detto più volte che i Comuni hanno in pancia 9
miliardi. Occorre una riflessione sulla discrepanza di
queste cifre".

"Il secondo canale - ha aggiunto Causi - è quello di
anticipare i soldi agli enti che non hanno disponibilità di
cassa: queste anticipazioni vengono fatte dallo Stato e
dalla Cassa depositi e prestiti. Sono anticipazioni che
vanno restituite con piani di ammortamento".
A questo punto Causi spiega: "A copertura dell'aumento
della spesa sugli interessi (550-570 milioni di euro),
almeno fino a che gli enti non ridaranno i soldi allo Stato,
per il 2014 c'è un meccanismo praticamente automatico che
assicura 550 milioni di euro grazie all'incremento di Iva
derivante dalle fatture" che senza questo decreto non
sarebbero state erogate.

"Dato che l'Iva media è del
14% - ha osservato Causi - su 20 miliardi nel 2014 da
spendere per la restituizione dei crediti, dovrebbero
entrare 3 miliardi. Il Governo prudentemente stima che
l'incremento dell'Iva è di 550 milioni e quindi copre le
esigenze di coperture per il 2014. Dal 2015 poi scatta una
copertura dalle riduzioni di spesa modificate in
commissioni, in cui sono stati esclusi tagli a istruzione e
ricerca. Per il 2014 il Governo per estremo atto di prudenza
ha accantonato queste riduzioni che scatteranno solo se non
dovesse aumentare l'Iva. Se no scatteranno dal 2015".

"Penso comunque - ha aggiunto l'esponente del Pd - che
potremo dire con serenità che abbiamo tempo fino al 2015 per
verificare queste coperture".

Causi ha quindi salutato il decreto sul pagamento dei
debiti Pa come una "prima manovra di segno espansivo che
diamo all'economia italiana" che deriva "da alcuni spazi che
si sono aperti nell'impianto delle politiche di bilancio
dell'Unione europea".

Ma Causi ha anche sottolineato le criticità di questo
decreto: "Questa manovra avrebbe potuto esserci prima ed è
inoltre limitata ai soli pagamenti correnti. Terzo elemento
critico è che non bisogna sovrastimarla: si dovrebbe
riuscire ad ampliare il plafond, visto che l'ammontare
complessivo dei debiti è superiore a 40 miliardi e anche le
domande degli enti locali già oggi sono superiori ai plafond
esistenti. È sensato e utile quindi aprire una fase due di
pagamenti che nel decreto è stato introdotto con pagamenti
che avvengano tramite circuito di sistemi finanziari".

DEBITI PA, BRUNETTA (PDL): NESSUN EMENDAMENTO, DECRETO VA BENE COSÌ
(Public Policy) - Roma, 14 mag - Sul decreto legge che
sblocca i debiti della Pa verso le imprese, sbarcato oggi in
aula alla Camera, il capogruppo pdl Renato Brunetta non ha
dubbi: "Adesso è un buon provvedimento. Non presenteremo
emendamenti. Abbiamo lavorato intensamente nell'ultimo mese
sul decreto che lo ricordiamo è del Governo Monti, affidato
alla commissione speciale poi alla Bilancio appena si è
insediata. Abbiamo ottenuto tutti i nostri obiettivi e
pensiamo che ora vada bene così. Ci auguriamo che venga
approvato al più presto e passi al Senato per essere
operativo già entro fine maggio".

Condivide il divieto per i ministri di andare in tv?
"Mi sembra una cosa ridicola e non so quanto durerà"
risponde in transatlantico Brunetta che poi aggiunge: "Che
ci sia una esigenza coordinamento, di controllo e di
responsabilità da parte dei ministri va bene ma se uno non
ce l'ha dentro non è che qualche grida manzoniana glielo
possa dare. Comunque staremo a vedere. Auguri al presidente
Letta nel controllare tutti i ministri, i vice e i
sottosegretari. Mi pare una cosa divertente ma anche questo
è un problema di democrazia".

Secondo lei Pd e Pdl sono riusciti a fare "spogliatoio" nel
ritiro di Spineto?
"A me il termine spogliatoio non piace", mette subito in
chiaro il capogruppo pidiellino che spiega: "Gli spogliatoi
sanno un po' di odore, di sudore, c'è promiscuità, a me non
sono mai piaciuti".
Pensa invece che le vicende giudiziarie di Silvio
Berlusconi possano influire sulla durata dell'Esecutivo di
Enrico Letta?

"Scusi e Penati allora? Le vicende giudiziarie di Penati
influiranno? Io penso di no", conclude Brunetta.

DEBITI PA, M5S RIPROPONE IN AULA ODG SU ESENZIONE IMPRESE CONDANNATE
M5S PRONTI A RIPROPORRE ALLA CAMERA EMENDAMENTI BOCCIATI IN COMMISSIONE

(Public Policy) - Roma, 14 mag - Il Movimento 5 stelle
ripresenterà oggi in Aula, come Ordine del giorno al decreto
sul pagamento dei debiti Pa, l'emendamento ritirato ieri in
commissione Bilancio sull'esenzione della restituzione dei
crediti per le imprese condannate per mafia. Lo dice a
Public Policy Laura Castelli del M5s.

L'emendamento in questione, che oggi diventerà un Ordine
del giorno in Aula, è il 6.04, primo firmatario Giorgio
Sorial, su cui ieri mattina in commissione si era consumato
un acceso dibattito tra M5s da una parte, e dall'altra il
sottosegretario all'Economia Pierpaolo Baretta, il
presidente della commissione Francesco Boccia, uno dei
relatori del decreto Marco Causi del Pd e vari altri
esponenti bipartisan.

L'emendamento dei 5 stelle prevede di escludere dai
pagamenti dei debiti Pa "le imprese e i lavoratori con
sentenza penale passata in giudicato relative ai delitti
contro l'ordine pubblico". Ovvero le imprese condannate per
mafia. Lo stesso emendamento prevede che "dall'esclusione
fanno eccezione i pagamenti relativi alle retribuzioni e
agli oneri sociali, dei dipendenti e di ogni altro
lavoratore delle imprese".

Alla fine della discussione ieri il M5s aveva deciso di
ritirare l'emendamento per riproporlo oggi come Ordine del
giorno.

Oltre a questo, dice Castelli, il M5s ripresenterà oggi in
Aula come emendamenti al testo dei relatori o come Ordini
del giorno diversi emendamenti che sono stati bocciati in
sede di commissione Bilancio nelle scorse settimane.
"In particolare - dice Castelli - riproporremo
l'istituzione di un fondo rotativo in favore delle Pmi" da
alimentare con la rinuncia ai rimborsi elettorali.

DEBITI PA, DISCUSSIONE IN AULA CON 18 ISCRITTI A PARLARE
DECRETO SCADE IL 7 GIUGNO E DEVE ANCORA PASSARE IN SENATO

(Public Policy) - Roma, 14 mag - Lunga discussione in Aula
alla Camera del decreto sui pagamenti dei debiti da parte
della Pubblica amministrazione.

La discussione è iniziata stamattina alle 10 e per tutta la
mattina si andrà avanti con la discussione generale, per poi
iniziare le votazioni dalle 15. Uno dei relatori del testo,
Maurizio Bernardo del Pdl, ha espresso in Aula l'auspicio
che il testo venga licenziato dall'Aula entro stasera.
I tempi sono in effetti stretti perché il decreto scade il
7 giugno e deve ancora essere esaminato dal Senato.
Gli iscritti a parlare in mattinata alla Camera comunque
sono tanti, in totale 18.

Da quanto si apprende hanno chiesto di prendere la parola
Marco Rondini della Lega, Angeli Rughetti del Pd, Generoso
Melilla di Sel, Andrea Romano di Scelta civica, Daniele
Pesco del Movimento 5 stelle, Daniela Prestigiacomo del Pdl,
Giulio Marco di Sel, Luigi Taranto del Pd, Gianfranco
Librandi di Scelta civica, Rocco Palese del Pdl, Alessandro
Bratti del Pd, Mario Marazziti di Scelta civica, Barbara
Saltamartini del Pdl, Caterina Bini del Pd, Maurizio
Bianconi del Pdl, Gian Mario Fragomeli del Pd, Luca
Pastorino del Pd e Giampaolo Galli del Pd. (Public Policy)

VIC

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