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DEBITI PA, OK DAL SENATO

fisco 04 giugno 2013

DEBITI PA, SI PUNTA A POCHI EMENDAMENTI SU PATTO STABILITÀ, SANZIONI, FASE 2

TUTTI I LANCI DI PUBLIC POLICY

DEBITI PA, CAMERA DARÀ DOMANI IL VIA LIBERA DEFINITIVO

(Public Policy) - Roma, 4 giu - La Camera dei deputati darà
domani il via libera al provvedimento che detta le norme per
il rimborso dei debiti della Pubblica amministrazioni nei
riguardi della imprese nel testo licenziato dal Senato.

Il timing prevede un passaggio domani mattina in
commissione Bilancio e nel pomeriggio in aula.

"Siamo disponibili ad un'approvazione immediata del
provvedimento" dice a Public Policy Bruno Tabacci di Centro
democratico.

DEBITI PA, SENATO DÀ VIA LIBERA. SOLO SEL SI ASTIENE, M5S VOTA SÌ

(Public Policy) - Roma, 4 giu - Il Senato ha dato il via
libera al decreto debiti Pa con 247 voti a favore, 7
astenuti (tutti di Sel) e nessun no.

Il testo ora torna alla Camera, in terza lettura, dove
dovrà essere convertito in legge entro il 7 giugno.

DEBITI PA, TAGLI A FONDO RIEQUILIBRIO RIPARTITI TRA I COMUNI

(Public Policy) Roma, 4 giu - Criteri più equi per la
ripartizione tra i Comuni della riduzione del Fondo
sperimentale di riequilibrio. È quanto prevede uno degli
emendamenti dei relatori al decreto debiti Pa, approvato
dall'Aula del Senato.

Viene stabilito un aumento dei tagli al Fondo complessivo
(si passa dai 2 miliardi nel 2013 e 2014 a 2,5 miliardi) ma
viene anche stabilito che "le riduzioni da applicare a
ciascun Comune a decorrere dall'anno 2013 sono determinate,
con decreto di misura non regolamentare del ministro
dell'Interno, in proporzione alla media delle spese
sostenute per consumi intermedi nel triennio 2010-2012,
desunte dal Siope (Sistema informativo delle operazioni
degli enti pubblici; Ndr), fermo restando che la riduzione
per abitante di ciascun ente non può assumere valore
superiore al 250 per cento della media costituita dal
rapporto fra riduzioni calcolate sulla base dei dati Siope
2010-2012 e la popolazione residente di tutti i comuni,
relativamente a ciascuna classe demografica".

DEBITI PA, DA AULA SENATO OK A TUTTE MODIFICHE RELATORI. DICHIARAZIONI DI VOTO

(Public Policy) - Roma, 4 giu - L'Aula del Senato ha
concluso il voto sugli emendamenti al testo del decreto
debiti Pa. Sono stati approvati tutti gli emendamenti dei
relatori Giorgio Santini (Pd) e Antonio D'Alì (Pdl).

Sono ora in corso le dichiarazioni di voto per il via libera
definitivo. Dopo di che il decreto tornerà alla Camera per
essere convertito in legge entro la scadenza del 7 giugno.

I nuovi emendamenti presentati ieri dai relatori di
concerto con il Governo determinano la restituzione dell'Imu
sugli immobili di categoria D di proprietà dei Comuni,
rivedono i criteri per la ripartizione del Fondo
sperimentale di riequilibrio e la semplificazione dei
criteri per il riparto del fondo di solidarietà comunale per
il 2013. Un emendamento approvato modifica inoltre il ddl di
conversione in materia di rinnovo dei Consigli di presidenza
della giustizia tributaria.

DEBITI PA, TAGLI A MINISTERI ISTRUZIONE E ESTERI PER FONDI IMU AI COMUNI

(Public Policy) - Roma, 4 giu - Tagli al ministero degli
Esteri e a quello dell'Istruzione (per 6,7 miliardi nel
2014) e più risorse dall'8 per mille Irpef dello Stato:
questi i tagli disposti, nel decreto debiti Pa,
dall'emendamento 1.700 dei relatori Giorgio Santini del Pd e
Antonio D'Alì del Pdl, approvato questa mattina dall'Aula.
I tagli vengono disposti per coprire le spese e le mancate
entrate derivate dall'esenzione dell'Imu per i Comuni sui
propri immobili di cateogoria D e la restituzione delle
quote pagate allo Stato, come disposto dallo stesso
emendamento.

I relatori del decreto debiti Pa stimano che, per esentare
i Comuni dal pagamento dell'Imu sui propri immobili e
restituire loro quanto dato (circa 600 milioni di euro) si
modifichi il bilancio del decreto. In particolare si prevede
che l'onere in termini di maggiori interessi del debito
pubblico, derivante dall'emissione di titoli per coprire le
spese, salga da 576,6 milioni di euro per l'anno 2014 a
583,9 milioni e da 640,8 milioni di euro a decorrere
dall'anno 2015 a 656,6 milioni.

L'emendameto 1.700 dei relatori, approvato dal Senato,
stabilisce un ulteriore taglio, aumentato da 5 milioni a
12,3 milioni di euro per il 2014 del "Fondo speciale di
parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2013-2015, nell'ambito del programma Fondi di riserva e
speciali della missione Fondi da ripartire dello stato di
previsione del ministero dell'Economia e delle finanze per
l'anno 2013".

Questi milioni, stabilisce l'emendamento dei relatori,
vengono presi però da fonti diverse da quelle stabilite
dalla Camera. Nel testo approdato al Senato si prendeva dal
ministero del Lavoro 699.000 euro per il 2014 e a 485.000
euro annui a decorrere dall'anno 2015 e dal ministero degli
Esteri 4.301.000 euro per l'anno 2014 e a 15.515.000 euro
annui a decorrere dall'anno 2015.

Nell'emendamento di Santini e D'Alì approvato dall'Aula del
Senato, invece, si aumenta di poco il taglio al ministero
degli Esteri e si introduce un taglio all'accantonamento del
ministero dell'Istruzione ("salvato" invece alla Camera nel
comma C dell'articolo 12).

Nella nuova formulazione del testo si legge: "Quanto a
4.901.000 euro per l'anno 2014 e a 15.515.000 euro annui a
decorrere dall'anno 2015, l'accantonamento relativo al
ministero degli Affari esteri e quanto a 6.700.000 euro, per
l'anno 2014, l'accantonamento relativo al ministero
dell'Istruzione, dell'università e della ricerca".

Inoltre si stabilisce che venga tratto dall'8 per mille
Irpef dello Stato non più 20 milioni di euro per il 2015
(come previsto dal testo della Camera) ma 35,8 milioni di
euro.

SENATO, BAGARRE IN AULA: M5S DENUNCIA PIANISTI, GRASSO RICHIAMA ALL'ORDINE

(Public Policy) - Roma, 4 giu - Bagarre in Aula al Senato
durante la votazione degli articoli del decreto debiti Pa. I
senatori M5s, in particolare il capogruppo Vito Crimi, hanno
a più riprese denunciato in Aula fenomeni di "pianisti",
ovvero di senatori che avrebbero votato al posto di colleghi
assenti.

Dapprima a finire sotto il "tiro" dei 5 stelle è Roberto
Formigoni, accusato di aver votato in un'altra posizione,
diversa dalla propria. L'ex presidente della Regione
Lombardia però prende la parola in Aula e si scusa: "Mi
scusi presidente - dice - Mi sono sbagliato e me ne scuso".

Dopo una mezz'ora i 5 stelle lamentano altre irregolarità
in Aula e questa volta a essere additato è Carlo Giovanardi
del Pdl. I senatori del M5s gli contestano di essere stato
assente dal banco durante una votazione e che, al suo posto,
abbia votato un collega.

Giovanardi non ci sta: "Sono obiezioni da asilo infantile -
dice - è impossibile che una persona possa stare tre ore
seduta al suo posto. Io ero a pochi metri di distanza, che
male c'è se chiedo al collega di votare?".

A questo punto interviene il presidente del Senato Pietro
Grassso che dice: "Ognuno deve restare al suo posto quando
si vota. Nell'altra Camera vi ricordo che sono previste le
impronte digitali per votare. Qui non è previsto ma una cosa
è il voto per alzata di mano, un'altra cosa il voto
elettronico, che va fatto nelle modalità prescritte".

A questo punto prende la parola il capogruppo al Senato
Vito Crimi che replica a Giovanardi: "È offensivo definire
da asilo infantile chi pretende il rispetto delle regole".

DEBITI PA, SENATO: OK ARTICOLO 1

(Public Policy) - Roma, 4 giu - L'Aula del Senato ha da poco
dato il via libera all'articolo 1 del decreto debiti Pa.
Articolo su cui i relatori Giorgio Santini del Pd e Antonio
D'Alì del Pdl avevano presentato un "maxiemendamento"
approvato dalla commissione Bilancio lo scorso giovedì e
altri due emendamenti, di concerto con il governo, proprio
ieri.

Nell'articolo 1 sono contenute diverse novità. Si permette
ad esempio ai Comuni di usufruire di Equitalia per la
riscossione dei tributi fino al 31 dicembre 2013; si dà la
possibilità agli enti locali di presentare il proprio
Bilancio non più entro il 30 giugno 2013 ma entro il 30
settembre 2013; si esentano i Comuni dal pagamento dell'Imu
sugli immobili di proprietà di cateogria D e si restituisce
quella pagata finora.

E ancora: viene stabilito che tra i beneficiari del
pagamento dei debiti scaduti della Pubblica amministrazione
ci siano anche i professionisti; che nel 2014 venga pagato
per intero lo stock di debiti nei confronti delle imprese
attraverso anticipazioni del sistema creditizio nazionale
(con la Cassa depositi e prestiti, anche se non nominata
espressamente) e internazionale (si pensa alla Bei) con
garanzia dello Stato.

Viene inoltre stabilita l'esenzione, per i Comuni virtuosi
che nel 2012 hanno sforato il patto di stabilità per pagare
i propri debiti, delle sanzioni finanziarie sulla parte
sforata per pagare i propri debiti.

DEBITI PA, OK SENATO ESENZIONE IMU COMUNI, 600 MLN DA FONDO ROTAZIONE

(Public Policy) - Roma, 4 giu - Uno degli emendamenti dei
relatori e del Governo al decreto debiti Pa, approvato poco
fa dall'Aula del Senato, sancisce che i Comuni verranno
esentati dal pagamento dell'Imu sugli immobili di proprietà
di categoria D e che verrà restituita l'Imu pagata lo scorso
anno per un totale di 600 milioni di euro (330 nel 2013 e
270 nel 2014).

Soldi che, secondo l'emendamento 1.700 dei
relatori, vengono presi soprattutto dal "Fondo per
assicurare la liquidità per pagamenti dei debiti certi,
liquidi ed esigibili", che viene ridotto di 400 milioni di
euro, e dal Fondo di rotazione per la concessione di
anticipazioni agli enti locali in situazione di grave
squilibrio finanziario.

ESENZIONE IMU IMMOBILI COMUNALI DI CATEGORIA D
L'emendamento dei relatori, approvato dall'Aula e quindi
integrato nel testo del decreto che dopo il via libera del
Senato tornerà alla Camera, sancisce che "ai Comuni che
hanno registrato il maggior taglio di risorse operato negli
anni 2012 e 2013 per effetto dell'assoggettamento degli
immobili posseduti dagli stessi Comuni nel proprio
territorio" all'Imu è "attribuito un contributo di 330
milioni di euro per l'anno 2013 e di 270 milioni di euro per
l'anno 2014".

L'emendamento si riferisce a un contenzioso aperto
dall'Anci sull'Imu pagata praticamente dai Comuni a se
stessi che andava a inficiare la portata delle entrate
dell'Imu.

L'emendamento dei relatori stabilisce che questi 600 milioni
di euro in due anni sono ripartiti "tra i Comuni interessati,
con decreto del ministero dell'Interno, di concerto con il ministero
dell'Economia e delle finanze, da adottare, sentita la
Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro 60 giorni
dalla data di entrata in vigore della legge, in proporzione
alle stime di gettito dell'Imu nel proprio territorio
comunicate dal Ddpartimento delle Finanze del ministero
dell'Economia e delle finanze". Sono inoltre "esclusi dal
saldo finanziario rilevante ai fini del patto di stabilità
interno".

600 MLN DA FONDO PER DEBITI E FONDO DI ROTAZIONE
Per quanto riguarda i 600 milioni in due anni da trovare
per coprire questa restituzione dell'Imu, i relatori del
decreto hanno individuato essenzialmente due fonti. 200
milioni di euro vengono trovati diminuendo il "Fondo di
rotazione per la concessione di anticipazioni agli enti
locali in situazione di grave squilibrio finanziario".

Per il 2014 si fa passare la dotazione del fondo da 190 milioni
a 120 milioni di euro. Viene inoltre abolito l'incremento
del fondo di 130 milioni di euro previsto dalla legge di
stabilità per il 2013.

Gli altri 400 milioni di euro vengono individuati nella
riduzione del "Fondo per assicurare la liquidità per
pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili" che passa,
per il 2013, dai 9.527.993.719 euro previsti dal testo
originale del decreto debiti Pa a 9.327.993.719 euro e per
il 2014 da 14.727.993.719 euro a 14.527.993.719 euro.

In particolare, viene ridotta da 2 miliardi per il
2013-2014 a 1,8 miliardi per lo stesso biennio la dotazione
della "Sezione per assicurare la liquidità per pagamenti dei
debiti certi, liquidi ed esigibili degli enti locali".

DEBITI PA, GIORGETTI: BUONO IMPEGNO GOVERNO, INIZIO FASE RISTORO PER AZIENDE

(Public Policy) - Roma, 4 giu - "Quaranta miliardi di euro
sono una questione robusta rispetto ad altre questioni come
debito pubblico, deficit e pareggio di bilancio. Ricorrere
all'emissione di titoli per dare risposte alle imprese credo
sia un aspetto di buona volontà che questo Governo vuole
perseguire". Lo ha detto in Aula al Senato il
sottosegretario al Tesoro Giancarlo Giorgetti parlando del
decreto debiti Pa durante la sua approvazione.

"Risulta ormai difficilmente accettabile - dice Giorgetti -
la possibilità che ci possano essere stime da istituti
diversi, ognuno che dà una cifra diversa. Credo che questo
decreto ci potrà dire con esattezza quanti debiti ci sono.
Risulta evidente più che mai oggi che i princìpi di bilancio
vanno ulteriormente rinnovati".

"Auspico - aggiunge Giorgetti - che questo provvedimento
sia l'inizio di una fase di ristoro per le nostre aziende
che hanno bisogno di una certezza nei rapporti con
l'amministrazione centrale per i pagamenti ma anche per i
rapporti con il fisco". (Public Policy)

VIC-ABA

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