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DEBITI PA, SQUINZI: PAGAMENTO IMMEDIATO DI 48 MLD PER RIAVVIARE CRESCITA

21 marzo 2013

Festival del lavoro 2012 - Assemblea generale Federmeccanica

(Public Policy) - Roma, 21 mar - "Priorità assoluta è
concentrarsi sui problemi dell'economia reale. L'economia
reale sta ponendo vincoli drammatici e abbiamo bisogno di
incidere immediatamente sui suoi nodi".

Lo dice a Radio Anch'io su Radio1 il presidente di Confindustria
Giorgio Squinzi, che interviene sul provvedimento Ue che svincola
dal Patto di stabilità il pagamento dei debiti pregressi
della Pa alle imprese fornitrici. Un provvedimento che,
secondo le stime di Confindustria, porterebbe alla creazione
di 250 mila posti di lavoro in 5 anni e all'aumento del Pil
di 1 punto percentuale.

"Nei giorni scorsi sono stato dal presidente Napolitano -
ha detto Squinzi - che ha preso una posizione ferma. Il
primo passo che si può fare è procedere al pagamento dei
debiti pregressi della Pa, stimati in 71 miliardi da
Bankitalia. Noi chiediamo il pagamento immediato di 48
miliardi, potrebbe essere il volano che permette di
riavviare crescita e occupazione".

C'è un po' la danza dei numeri, spiega il presidente di
Confindustria, sulla reale entità dei debiti della Pa. Il
dato ufficiale è quello di Bankitalia, ma sono uscite nei
giorni scorsi sui giornali cifre diverse, fino a 140
miliardi.

"Già rimettere in circolo 48 miliardi che lo Stato
deve alle imprese (e non è civile uno Stato che non paga i
fornitori) - commenta Squinzi - potrebbe cambiare il clima e
far ripartire la fiducia degli investitori e mobilitare
risorse per riattivare il circolo virtuoso della
crescita.

La situazione ribadisce, Squinzi, è assolutamente drammatica,
specie in alcuni settori dei fornitori dello Stato, come le
costruzioni e la Sanità.

Alla domanda su cosa si aspetta dal Governo che si sta
tentando di formare, Squinzi risponde: "Non è mio compito
dare opinioni politiche, credo sia necessario un Governo
stabile, formato da gente di buona volontà che si concentri
sull'economia reale".

Un commento anche su Cipro: "Mosca - risponde Squinzi alla
domanda se la Russia possa salvare l'isola - ha certamente
le capacità finanziarie per salvare lo Stato cipriota".
Tuttavia, sottolinea il capo degli industriali, "sequestare
il 15% dei depositi è un precedente che non possiamo
condividere nel modo più assoluto come Italia e
Europa".(Public Policy)

LEP

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