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DEBITI PA, COSA PENSANO GLI ENTI LOCALI DEL DECRETO

DEBITI PA, COSA PENSANO GLI ENTI LOCALI DEL DECRETO 11 aprile 2013

DEBITI PA, COSA PENSANO GLI ENTI LOCALI DEL DECRETO

Decreto sul pagamento dei debiti dei debiti della Pubblica amministrazione: gli enti locali in audizione alla Camera.

DEBITI PA, DELRIO (ANCI): OK DECRETO, MA VA MODIFICATO IL PATTO DI STABILITÀ

(Public Policy) - Roma, 11 apr - "Consideriamo il decreto
sui pagamenti dei debiti della Pa una vittoria dell'Italia
che lavora e che produce. Ma per risolvere in maniera
strutturale la situazione, vanno modificate le regole del
patto di stabilità sugli investimenti". Lo dice in audizione
nella Commissione speciale alla Camera il presidente
dell'Anci (e sindaco Pd di Reggio Emilia) Graziano Delrio.

"Bisogna cercare - aggiunge Delrio - di eliminare le cause
di questa situazione. Le attuali regole impediscono la spese
per investimenti, questa diminuzione ha comportato un grave
degrado per le città in cui viviamo. Il prezzo sociale che
paghiamo a causa di queste regole è altissimo e va
modificato. Altrimenti il tema dei pagamenti ritardati si
risolve una tantum ma si ripresenterà".

Il presidente dell'Anci ha sottolineato come i Comuni
abbiano "un fondo di cassa di oltre 13 miliardi di euro, e
questo è un elemento importante, unito a residui passivi per
oltre 45 miliardi di euro. Modificando le regole del patto
di stabilità per i soldi che sono disponibili si potrebbe
ottenere senza indebitamento un incremento notevole del Pil
e delle opere pubbliche".

Infine, la Tares (la nuova tassa sui rifiuti): "Salutiamo
come il miglior compromesso possibile il fatto che sia stata
rinviata a dicembre (dal Governo Monti; Ndr), ma un
ripensamento sulla sua utilità va fatto, dev'essere
rimandata al 2014 anche perchè chi riscuote e chi incassa
non sono i Comuni ma lo Stato, e questo i cittadini devono
saperlo".

ENTI LOCALI, SAITTA (UPI): LE PROVINCE COSTANO L'1,3% E CONTRIBUISCONO AL 23%

"Il rapporto tra le spese
fatte dalle Province e quelle fatte dai Comuni è un rapporto
1 a 7. Ma vedendo i tagli fatti dal Governo viene fuori che
nel sistema complessivo le Province spendono l'1,3% e
contribuiscono al 23%: è una cosa iniqua, non siamo nelle
condizioni di poter fare bilanci, sarà difficile poter
rispettare il patto di stabilità e dovremo bloccare dei
servizi. E per molte Province c'è anche un problema di
pagamento dei dipendenti". Lo dice in audizione
nella Commissione speciale alla Camera il presidente
dell'Upi (e presidente della Provincia di Torino) Antonio
Saitta.

"Se invece venisse alleggerito il patto - aggiunge Saitta,
esponente del Pd - saremmo in grado immediatamente di
procedere all'appalto di lavori come strade e scuole". Anche
perchè, sottolinea il presidente dell'Unione delle Province
italiane, "noi siamo in una situazione diversa rispetto alle
amministrazioni comunali. Abbiamo trasferimenti di parte
capitale intorno ai 300 milioni di euro, e se le soglie
previste dal decreto venissero innalzate potremmo pagare i
Comuni e i Comuni potrebbero pagare le imprese".

Inoltre "i residui attivi che le Province devono avere
dalle Regioni raggiungono i 2,1 miliardi. Nel decreto sui
pagamenti dei debiti della Pa - dice ancora Saitta - si
considera solo la spesa in conto corrente e non quella in
conto capitale, ovvero per investimenti: non va bene".

Complessivamente, aggiunge il presidente della Provincia di
Torino, "il procedimento individuato (in merito al decreto
sui debiti Pa; Ndr) è complesso, ci sono norme di difficile
applicazione e i nostri dirigenti finanziari avranno
difficoltà a procedere. Vengono introdotte figure giuridiche
nuove che in passato non c'erano. Poi c'è il tema delle
Province in pre-dissesto, con un piano di risanamento
pluriennale. A loro viene richiesto un ulteriore
aggravamento, ma occorre che in questi singoli casi (Saitta
cita Catania, Potenza e Chieti; Ndr) le procedure vengano
congelate".

Infine, sui costi della politica: "Se il Parlamento -
conclude Saitta - decide di formare una commissione sui
costi delle Pa, che nasca senza pregiudizi e sia fondata su
dati tecnici, troverà la nostra disponibilità. Accorpare le
Province? Sì, ma allora si pensi anche agli uffici
periferici dello Stato".

DEBITO PA, CAUSI (PD): DOBBIAMO EVITARE CHE SE NE CREI DI NUOVO

Come evitare che la massa
debitoria si riproduca in futuro? Questa la domanda che
Marco Causi, deputato Pd, pone durante l'audizione dei
rappresentanti delle Regioni, sul decreto che sblocca i
pagamenti alle imprese, alla Camera. Causi chiede a Governo
e Regioni, "a che punto siamo dell'attuazione del decreto
sull'armonizzazione dei bilanci pubblici e sulla creazione
di una piattaforma informatica integrata?". Il decreto è
stato approvato nella passata legislatura.

Per Causi il decreto "è in una fase molto lenta di
attuazione". L'esponente Pd chiede anche al Governo "quali
sono gli indirizzi che il Parlamento può avere dal Governo"
per migliorare l'applicazione. (Public Policy)

DEBITI PA, SAITTA (UPI): PRONTO UN MILIARDO SE SI PASSA DAL 13% AL 50%

(Public Policy) - Roma, 11 apr - Se il decreto sui debiti
della Pa fosse variato nel senso di autorizzare il pagamento
non in ragione del 13%, ma del 50% della disponibilità, le
Province potrebbero mettere sul piatto sin da subito 1
miliardo di euro. Antonio Saitta, presidente dell'Upi,
spiega a Public Policy perché questo non confligge con il
rispetto del "patto di stabilità interno".

"L'Europa fissa dei saldi da rispettare, mentre sta ai
singoli Stati decidere quanto spendere per il corrente e
quanto riservare agli investimenti. Ma se lo Stato non ha
chiaro il panorama complessivo delle spese, allora si arriva
a quel che ha fatto Monti, mettendo un freno agli
investimenti per costringere gli enti locali a ridurre la
spesa corrente".

"Cosa diversa è convincere l'Europa a non conteggiare nel
deficit alcuni investimenti strategici per i singoli Paesi,
ma anche per l'Europa tutta. E' questa altra cosa che si
dovrebbe fare. Non farlo è assai miope, considerando come va
l'economia del vecchio continente e come cresce la
disoccupazione". (Public Policy)

DEBITI PA, POLETTI (COOPERATIVE): FACCIAMO BENE MA FACCIAMO IN FRETTA

(Public Policy) - Roma, 11 apr - "È importante uno sforzo di
miglioramento, lavoriamo a un testo buono ma è importante
trovare una soluzione il più rapida ed efficace possibile".

Giuliano Poletti presidente di Alleanze cooperative, la
rappresentanza delle tre centrali cooperative più grandi,
interviene in audizione alle commissioni Speciali di Camera
e Senato che stanno analizzando il decreto sui debiti della
Pa. Bisogna "promuovere fiducia, dire che si sta cambiando.
Per ogni provvedimento c'è un effetto psicologico". Poletti
elenca alcune priorità e criticità del decreto:

1- Rendere "vincolante e obbligatorio" per le Pubbliche
amministrazioni applicare il decreto. Per Poletti c'è
l'esigenza "di semplificare al massimo le procedure,
rendendole certe e obbligatorie. Abbiamo una platea, le
pubbliche amministrazioni, molto diversa tra di loro: non
diamo per scontato che tutte le amministrazioni si
approccino a questa situazione con la stessa logica. Non
possiamo immaginare che ci sia diversità di trattamento nei
confronti di quelli che possano pagare". Poletti sottolinea
che ci sono atteggiamenti "sleali" di alcune amministrazioni
in cui "si contestano la fornitura in maniera avventurosa"
per non pagare;

2- velocizzare l'erogazione: "il 2 di gennaio o il 31
dicembre non sono la stessa cosa". Molte grandi imprese sono
centrali di riferimento di centinaia di piccole imprese,
continua il presidente dell'Alleanza, e bisogna "consentire
per quanto possibile la velocità di erogazione";
3- evitare che si ricrei un altro stock di debito. Poletti
sottolinea che non si capisce quale sia la "norma
prevalente" tra quella del Patto di stabilità che fissa
tetti di spesa per la Pa e la direttiva europea sui tempi di
pagamento alle imprese;

4- evitiamo che "norme in essere blocchino le erogazioni"
continua Poletti. E fa l'esempio del Durc (Documento unico
di regolarità contributiva): "Abbiamo aziende che pagano i
contributi e non gli stipendi per partecipare alle gare,
alcune non ce l'hanno più fatta perché non sono state
pagate". Per Poletti si crea un paradosso, e "non pensiamo
che sia l'unico caso", cioè "qualcuno che non ha rispettato
una norma non per propria volontà";
5 - compensazione debiti/crediti, "una delle necessità che
abbiamo di fronte" conclude Poletti. (Public Policy)

DEBITI PA, BARETTA (PD): SE FRONTE COMPATTO RIUSCIAMO A FARE BUON LAVORO

(Public Policy) - Roma, 11 apr - "Più il fronte delle
opinioni è compatto e più riusciremo a fare un buon lavoro".

Risponde così Pier Paolo Baretta, vicepresidente della
commissione Speciale della Camera e deputato Pd, a Giuliano
Poletti presidente di Alleanze cooperative che chiede in
audizione che il decreto sui pagamenti della Pa si faccia
presto. Il termine per la presentazione degli emendamenti
scade giovedì prossimo, chiarisce Baretta. (Public Policy)

PATTO DI STABILITÀ, BUZZETTI (ANCE): INIZIAMO AD ALLENTARNE I VINCOLI

(Public Policy) - Roma, 11 apr - "Potete indovinare che
sorpresa quando andando a dialogare con i membri dell'Ecofin
abbiamo scoperto che il patto di stabilità è una bella idea
tutta italiana che costringe il Paese a fare enormi
sacrifici". Esordisce così, in commissione speciale alla
Camera, il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti, durante
l'audizione in merito al decreto sui pagamenti dei debiti
Pa.

"Abbiamo contribuito - dice il presidente dell'Associazione
costruttori edili - a questo provvedimento, anche se è
arrivato con grandissimo ritardo. Può essere un elemento di
ricucitura nei rapporti tra Stato e cittadini che si stanno
sgretolando".

Per Buzzetti i punti di criticità del decreto non sono "le
procedure di funzionamento, il vulnus vero è che mancano 13
miliardi sugli investimenti in conto capitale. Ci sono solo
7 miliardi a disposizione degli investimenti, ovvero il
capitolo dove rientrano i lavori pubblici. È un elemento da
superare, bisogna pagare tutto. I debiti con il settore
costruzioni ammontano infatti a 20 miliardi".

Per quanto riguarda un allentamento del patto di stabilità,
l'Ance chiede "che sia possibile allentarne i vincoli, dando
vita a investimenti indispensabili per dare una scossa
all'economia italiana". (Public Policy)

GAV - LAP - ABA

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