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DEBITI PA, RETE IMPRESE: PRIMI RITARDI, GOVERNO PENSI A CLAUSOLA SALVAGUARDIA

debiti pa 30 aprile 2013

(Public Policy) - Roma, 30 apr - Rete Imprese Italia
denuncia già i primi ritardi in merito al decreto sul
pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione. In
particolare Rete imprese denuncia che, a un giorno dalla
scadenza, nessun ente pubblico debitore si sia registrato
sulla piattaforma telematica disposta dal ministero
dell'Economia per poter certificare i crediti.
L'associazione chiede dunque al Governo di attivare una
'clausola di salvaguardia' che consenta alle imprese di
essere comunque pagate, anche in caso di inceppamento del
sistema, potendo compensare i crediti da riscuotere con i
debiti fiscali e previdenziali.

Il decreto legge sui pagamenti dei debiti scaduti della
Pubblica amministrazione - si legge in una nota di Rete
Imprese Italia - mostra fin da subito la debolezza di un
impianto normativo basato su farraginosi adempimenti
burocratici, fallendo nel suo primo obiettivo. Scadeva ieri,
infatti, il termine perché gli enti pubblici debitori si
registrassero sulla piattaforma telematica Consip per la
certificazione dei crediti. Sul portale online del ministero
dell'Economia, ad oggi, la maggior parte delle
amministrazioni non ha ancora avviato la registrazione".
"Il mancato rispetto di questo primo termine - denuncia
l'associazione che riunisce Casartigiani, Cna,
Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti - non potrà
che generare ulteriori ritardi rispetto alle scadenze
previste dal decreto. Già oggi, 30 aprile, le stesse
amministrazioni dovrebbero formalizzare la richiesta delle
risorse finanziarie necessarie ad avviare il pagamento dei
debiti".

"Stanno purtroppo emergendo i limiti del decreto - conclude
Rete Imprese - che non fornisce strumenti di tutela ai
creditori. Bisogna mettere al riparo le imprese dall'inerzia
delle Amministrazioni. Per questo, Rete Imprese Italia
ribadisce la necessità di introdurre una 'clausola di
salvaguardia' che consenta alle imprese, in caso di
inceppamento del sistema definito nel decreto, di attivarsi
direttamente, compensando i crediti da riscuotere
con i debiti fiscali e previdenziali. Confidiamo che il
nuovo Governo voglia riconsiderare l'impianto del
provvedimento, semplificando le procedure e prevedendo
meccanismi operativi che tengano nella massima
considerazione il diritto dei creditori". (Public Policy)

VIC

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