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DEBITO PUBBLICO, BRUNETTA A MONTI: NON CONFONDERE SPREAD E TASSI D'INTERESSE

07 gennaio 2013

(Public Policy) - Roma, 7 gen - Renato Brunetta, ex ministro
della Pubblica amministrazione, esponente del Pdl e docente
d'Economia all'università di Tor Vergata, "corregge" il
presidente del Consiglio Mario Monti (e professore
bocconiano) sui risparmi ricavati dal miglioramento dei
rendimenti sui titoli di Stato.

I numeri riportati nell'"Agenda Monti" sono sbagliati,
secondo Brunetta. Che cita questo passaggio: "Ridurre di 100
punti base il tasso di interesse che paghiamo sul debito
vale 20 miliardi di euro a regime. E da novembre 2011 il
tasso di interesse è calato di oltre 250 punti".

Per il politico Pdl Monti fa confusione tra tasso di
interesse e spread. "E 100 punti di tasso di interesse
valgono 20 miliardi solo se si calcolano sullo stock, che è
poco più di 2 mila miliardi, e non sulle aste annuali, che
sono poco più di 400 miliardi".

E ancora: quando Monti, o chi per lui, scrive che "da
novembre 2011 il tasso di interesse è calato di oltre 250
punti" fa un'affermazione falsa. È lo spread che è calato di
250 punti, non i tassi di interesse che lo Stato paga
effettivamente ai suoi creditori asta dopo asta. Perché
quello che rileva ai fini delle finanze pubbliche non è lo
spread, lo ripetiamo fino alla noia, che attiene al mercato
secondario, ma sono i rendimenti dei titoli di Stato nelle
aste mensili (mercato primario)".

Brunetta riporta poi l'andamento dei rendimenti sui titoli
di stato (si presume decennali) nelle aste tenute da quando
Monti è stato presidente del Consiglio, i rendimenti sono
stati pari al 7,56% a dicembre 2011; 6,98% a gennaio 2012;
6,08% a febbraio; 5,50% a marzo; 5,24% ad aprile;
5,84% a maggio; 6,03% a giugno; 6,19% a luglio; 5,96% ad
agosto; 5,82% a settembre 2012; 4,92% a ottobre e 4,45% a
novembre 2012.

L'ex ministro della Pa cerca di sottolineare poi come, in
media, i tassi d'interesse sui Btp decennali siano stati più
alti nel 2012 rispetto al 2011, al tempo del Governo
Berlusconi: "Ponderando per le quantità assegnate, il
rendimento medio relativo ai Btp decennali emessi nel 2012
(che è risultato pari a 5,70%) è superiore al rendimento
medio dei BTP decennali assegnati nel 2011 (che risultato
pari a 5,25%) dello 0,45%. Con le relative conseguenze in
termini di servizio del debito. Quindi la diminuzione dello
spread che si è realizzata, ha avuto effetti marginali solo
sulle ultime aste, e ha inciso relativamente poco sul
rendimento medio ponderato dei Btp emessi nel 2012". (Public
Policy)

LEP

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