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Cosa prevede il decreto Banche: dal salva risparmio ai bond

banche 13 luglio 2017

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Si appresta a ricevere il primo via libera da parte del Parlamento il dl Salva banche venete, che ieri ha incassato la fiducia da parte della Camera e che si appresta a ricevere (nonostante l'ostruzionismo del Movimento 5 stelle) l'ok in prima lettura.

Il passaggio a Montecitorio non ha modificato il decreto, che vede confermato l'impianto uscito dal Consiglio dei ministri del 25 giugno, con in più l'innesto del dl Bond, che sospende il rimborso dei bond per le banche che hanno chiesto una ricapitalizzazione precauzionale. Come Veneto banca (poi non andata in porto) e come MpS (autorizzata la scorsa settimana da Bruxelles).

Durante l'esame in commissione Finanze alla Camera, si era pensato di inserire nel decreto delle modifiche. Il Governo aveva presentato un emendamento per riscrivere gli articoli 2,4 e 5 del decreto, sul salvataggio di Veneto banca e Popolare di Vicenza e sullo smaltimento degli Npl. L'Esecutivo ha poi ritirato l'emendamento, prima che la commissione lo dichiarasse inammissibile.

Il relatore Giovanni Sanga (Pd) aveva da parte sua presentato un altro emendamento che allargava la platea dei risparmiatori rimborsati, inaspriva le pene per gli amministratori delle banche in crisi, esentava dal bail-in anche le casse previdenziali private e inseriva i bond chirografari tra le fattispecie aggredibili dal bail-in prima dei bondholders subordinati e dei correntisti.

L'emendamento non è stato mai votato in commissione (che ha chiuso i lavori in fretta e furia rinviando per l'aula l'esame dell'80% degli emendamenti presentati) e la fiducia posta dal Governo sul testo commissione lo ha fatto decadere.

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@VioC

 

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