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Def, Cgil: preoccupati da spending e ipotesi blocco contratti Pa

sindacati 14 aprile 2014

ROMA (Public Policy) - Nel Def "non c'è la svolta che giudichiamo necessaria per il Paese" visto anche che "c'è una vera e propria emergenza occupazionale". Lo dice il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, in audizione sul Def alla Camera.

"Apprezziamo un cambiamento nelle politiche fiscali - aggiunge - a partire dal sostegno alle politiche di sostegno al lavoro" e "apprezziamo l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie" ma "tutto questo non basta per le condizioni in cui è ormai il Paese. La svolta dovrebbe avere un'ambizione ben maggiore". Gli obiettivi di "espansione ci sembrano non realistici, e le coperture" sono affidate alla "spending review, in merito alla quale non possiamo non dirci preoccupati".

"Non c'è nessuna svolta per le politiche di evasione - aggiunge - non c'è obiettivo di ridurre strutturalmente l'evasione. Sarebbe inoltre inaccettabile per noi un blocco degli stipendi dei dipendenti pubblici fino al 2020: sarebbe economia di guerra", aggiunge Barbi, che poi conclude: il governo "deve aprire una vera e propria vertenza con l'Europa. Il Fiscal Compact va rivisto da un governo che ha l'ambizione di una svolta. Il Def ripropone invece la trappola di una crescita affidata all'estero. Bisogna vedere però se gli altri Paesi vorranno comprarli i nostri prodotti".

LE PAROLE DI BONANNI (CISL) "Se il percorso macroeconomico del Def è chiaro, restano gli interrogativi sulle coperture indicate, tanto più sotto il profilo strutturale, relative all'imminente provvedimento sugli sgravi fiscali con l'aumento delle detrazioni per i salari più bassi". Lo dice il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, nel corso di un'audizione sul Def di fronte alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato.

"Per quanto riguarda il 2014 - aggiunge - vi sono gli introiti dall'Iva sui rimborsi alle imprese dei crediti della Pa e, pienamente condiviso, l'aumento al 26% della tassazione delle plusvalenze delle banche rispetto all'operazione Banca d'Italia, anche alla luce del fatto che nel secondo semestre, come annunciato, l'aliquota sulle plusvalenze e sui redditi da capitale (per lavoratori e pensionati sono i c.d. risparmi) saliranno dal 20 al 26%. I primi due interventi non hanno un carattere strutturale".

"Il maggiore carico di copertura già quest'anno (4,5 mld, dei 6,5 necessari) e quello intero per 10 miliardi dal prossimo riguarda la revisione della spesa - sottolinea ancora - dalla quale, oltretutto, dipenderebbe anche la copertura per il 2014 di misure contenute nella legge di stabilità del Governo Letta. Né va dimenticato che restano aperte questioni vitali come il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, la detassazione del salario di produttività, una soluzione definitiva per gli esodati. Quest'anno inoltre il recupero per finanziare le maggiori detrazioni deve avvenire in poco più di sei mesi, questo potrebbe indurre a fare tagli lineari come hanno fatto gli altri Governi. Ma il ministro Padoan ha assicurato che le coperture ci sono e sono strutturali, anche se non ha specificato come e se lo sono da quest'anno o dal 2015/16".

LE PAROLE DI ANGELETTI (UIL) Il Def "va nella direzione giusta, di porsi il problema di porre l'occupazione come l'obiettivo della politica economica del governo". Lo ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, in audizione sul Def nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

"Questa è la strada giusta - aggiunge - e bisogna perseguirla. Non vogliamo nemmeno prendere in considerazione l'idea che sia solo uno spot elettorale". Bisogna, incalza, "continuare su questa strada e coinvolgere soprattutto quella parte di pensionati che hanno pensioni medio-basse e che sono state ancora una volta escluse" dagli sgravi fiscali.

LE PAROLE DI CENTRELLA (UGL) Il Def "non sappiamo se potrà contribuire al rilancio del Paese" anzi "creerà ancora più problemi". Lo ha detto il segretario dell'Ugl, Giovanni Centrella, in audizione sul Def nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Secondo Centrella le misure per il taglio del cuneo fiscale per i dipendenti, che arriveranno venerdì, "non porteranno nulla nelle buste paga delle famiglie".

"C'è un limite del tutto evidente nel Def e nel Pnr 2014: nessuna chiarezza sui tempi di intervento e, soprattutto, sulle risorse a disposizione. Si pensi, ad esempio, al disegno di legge con le cinque deleghe sul lavoro, nel quale, pur con il vincolo dell'invarianza di spesa pubblica, si prevede anche l'estensione universale degli ammortizzatori sociali e la sperimentazione del reddito di ultima istanza, misure molto costose. Così come, per i famosi 80 euro in più in busta paga, si parla di erogazione in via provvisoria a maggio 2014, senza chiarire di fatto le modalità di concessione e, soprattutto, se nel mese successivo ci sarà ancora". (Public Policy)

VIC

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