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DEF, TUTTO QUELLO CHE C'È DA SAPERE

06 maggio 2013

CAMERA, I LAVORI DELLA SETTIMANA

Oggi arriva in Aula il Documento di economia e finanza 2013.
Public Policy vi propone una sintesi delle due relazioni che verranno
presentate: quella di maggioranza a firma Pd-Pdl; e quella di minoranza del
Movimento 5 stelle.


DEF, LA RELAZIONE DI MAGGIORANZA

(Public Policy) - Roma, 6 mag - Inizierà oggi in
aula a Montecitorio il dibattito sul Documento di economia e
finanza presentato dal governo Monti alle Camere l'11 aprile
scorso. Due i relatori per la maggioranza, Maurizio Bernardo
per il Pdl e Giampaolo Galli per il Pd.

La relazione di maggioranza, consultabile sul sito della Camera,
ricostruisce il clima politico istituzionale nel quale
questo documento è venuto alla luce, quando cioè erano in
"corso di svolgimento le procedure per la formazione di un
nuovo esecutivo. Ciò ha indotto il Governo dimissionario a
rilevare l'impossibilità di formulare nel documento
orientamenti per il futuro che presupponessero scelte
d'indirizzo politico-legislativo o l'avvio di nuove
politiche di vasto respiro".

Ed è per tali ragioni, si legge nella relazione, che il
Def, e in particolare il Programma nazionale di riforma
riportato, non contiene quest'anno un'agenda di priorità per
il futuro, limitandosi invece a riportare un'analisi
dettagliata delle riforme adottate e dei relativi primi
risultati, nonché a indicare, per sommi capi, le aree di
politiche pubbliche dove appare maggiormente necessario
intervenire in futuro.

Allo stesso modo, anche l'aggiornamento del Programma delle
infrastrutture strategiche allegato al Def si pone in una
linea di continuità rispetto ai precedenti documenti
programmatici, confermando sostanzialmente le priorità e gli
obiettivi già individuati.

"Successivamente alla presentazione del Def - scrivono
Bernardo e Baretta - il quadro politico si è fortemente
evoluto, con la costituzione del Governo Letta, che, sin
dalle comunicazioni rese alle Camere dal presidente del
Consiglio dei ministri in occasione del voto di fiducia, ha
individuato alcune linee di intervento sulle quali dovrà
concentrarsi l'azione del Governo nei prossimi mesi. Al di
là delle singole iniziative prospettate, il presidente Letta
ha sottolineato in primo luogo che di solo risanamento
l'Italia muore".

I due relatori sottolineano l'importanza delle dichiarazioni
rilasciate dal ministro dell'Economia e delle Finanze Fabrizio
Saccomanni, nella sua audizione sul Def alle commissioni riunite
della Camera e del Senato del 2 maggio scorso.

Saccomanni - osservano i due relatori - ha delineato un
percorso in due tappe per la programmazione economica e
finanziaria, evidenziando in primo luogo l'esigenza di
approvare il Def presentato dal precedente Governo a saldi
invariati, in modo da consentire di concludere
positivamente, entro il prossimo mese di giugno, la
procedura per disavanzi eccessivi aperta nei confronti del
nostro Paese. Per altro verso, il ministro ha formalmente
impegnato il Governo a sottoporre alle Camere un nuovo
documento nel quale saranno assunti a pieno titolo gli
obiettivi strategici indicati dal presidente del Consiglio.

"Tali orientamenti - osservano i deputati - appaiono
pienamente condivisibili e coincidono sostanzialmente con
quelli già emersi prima dell'audizione del nuovo ministro
nell'ambito della Commissione speciale. È infatti del tutto
ragionevole che, considerate anche le scadenze previste per
la presentazione dei documenti programmatici nell'ambito
delle procedure del semestre europeo e per la procedura per
i disavanzi eccessivi, in questa fase la Camera impegni il
Governo a presentare alle Istituzioni europee il Programma
di stabilità ed il Programma nazionale di riforma, senza
entrare nel merito degli interventi che andranno effettuati,
che potranno essere più opportunamente discussi e approvati
in una fase successiva".

Per quanto riguarda il Piano Nazionale di Riforma 2013 i relatori
danno alcune indicazioni in ordine ai prossimi passi da compiere.
In particolare:

a) in riferimento alla riduzione del debito pubblico,
segnalano l'esigenza di completare il censimento del
patrimonio pubblico nonché di costituire la prevista Società
di gestione del risparmio per le relative operazioni di
valorizzazione e di dismissione che dovranno risultare pari
a un punto di Pil all'anno. Sarà inoltre esteso all'intero
territorio nazionale il Progetto Valore Paese per la
valorizzazione d'immobili non utilizzati appartenenti al
patrimonio dello Stato e degli enti pubblici e proseguita
con la dismissione di alloggi di servizio delle forze
armate;

b) in relazione all'efficienza e alla qualità della spesa
pubblica, nel 2013 dovrebbe essere avviata la terza fase
della spending review, indirizzata in particolare
all'articolazione periferica delle amministrazioni statali;
in linea con la legge di stabilità 2013 il Governo segnala
inoltre che saranno adottati i provvedimenti di riordino
delle Province e d'istituzione delle città metropolitane;

c) con riferimento alla disoccupazione giovanile, ai
percorsi formativi e agli abbandoni scolastici, nel corso
del 2013 proseguiranno in accordo con le Regioni le azioni
di diffusione e incentivazione del contratto di
apprendistato. Sarà rafforzata la semplificazione degli
oneri amministrativi alle imprese, nonché l'erogazione di
un'offerta formativa adeguata. Proseguirà il monitoraggio
degli effetti della riforma del lavoro;

d) in relazione al mercato del lavoro e della
competitività, occorrerà rafforzare e monitorare l'attuale
sistema di tutele relativo all'Assicurazione sociale per
l'impiego. Si sottolinea la necessità di accompagnare il
percorso di ripresa con politiche attente all'investimento
sociale, evidenziando come il nuovo Governo dovrà affrontare
la questione del finanziamento della spesa per la rete degli
interventi e servizi sociali territoriali;

e) quanto alla lotta all'evasione e alla riforma fiscale,
si segnala per il futuro l'esigenza di riprendere i princìpi
contenuti nel disegno di legge delega fiscale, di portare a
termine la riforma del catasto e il processo di
semplificazione fiscale. Per quanto concerne il carico
fiscale, andranno introdotti interventi correttivi
soprattutto a tutela delle fasce sociali più deboli e delle
famiglie numerose, mentre sul versante delle attività
produttive è segnalato l'apporto che potrà derivare dalla
graduale eliminazione dell'Irap, in particolare per le
piccole e medie imprese.

DEF, LA RELAZIONE DI MINORANZA

(Public Policy) - Roma, 6 mag - Per il Documento di economia
e finanza (Def) in discussione alla Camera il relatore per
l'opposizione è Sebastiano Barbanti del Movimento 5 stelle.
"Nell'introduzione al Def - si legge nella relazione - il
presidente del Consiglio uscente (Mario Monti; Ndr) ha
assunto iniziative, che ritiene necessarie per portare a
termine l'incarico di risanamento dei saldi di finanza
pubblica".

"Dall'analisi del documento - dice Barbanti - emerge che il
governo uscente attribuisce al Def prioritariamente la
funzione di assicurare e perseguire l'obiettivo del pareggio
di bilancio 'in termini strutturali', confermando come
uniche direttrici di azione le regole previste dal patto di
Stabilità e dal Fiscal Compact". "Emerge la drammatica
verità - continua - che il 2013 si chiuderà con un debito
pubblico di dieci punti percentuali di Pil in più rispetto
al 2011".

E il deputato M5s evidenzia "una carenza di risorse da
destinare ad alcuni interventi urgenti non finanziati in
occasione dell'approvazione della legge di stabilità del
2013". Tra i quali il finanziamento della Cassa integrazione
in deroga, la salvaguarda degli esodati, il rifinanziamento
del credito d'imposta.

Le politiche economiche adottate fino ad ora, continua il
deputato, "hanno prodotto continue riduzioni della spesa per
le pensioni, sanità, scuola, servizi pubblici". Le politiche
di rigore "prevedono l'obbligo di ridurre nei prossimi
vent'anni i debiti pubblici eccessivi, con la conseguente
deflazione salariale. Difficile pensare che questi effetti
siano compensati da un'adeguata crescita delle esportazioni,
dato il contesto deflazionistico che le politiche europee
impongono".

Secondo il Movimento 5 stelle la crisi potrebbe avvitarsi
in una spirale pericolosa: "Avanzi primari e deflazione
salariale, caduta della domanda e dei redditi, debito fuori
controllo". Tra le proposte del Movimento quella di un
"audit pubblico" sul totale del debito, "per una sua analisi
dell'origine, legittimità, legalità e sostenibilità".

"Il prezzo da pagare per
restare in Europa è il seguente - dice Barbantti - lo Stato
si svena tassando i propri cittadini, tagliando servizi,
cancellando diritti, emettendo nuovi titoli del debito
pubblico e l'Europa, a sua volta, 'finanzia' le banche
attraverso operazioni di mercato aperto che consentono a
quest'ultime facili guadagni".

RINEGOZIARE IL FISCAL COMPACT
Per il M5s "una nuova manovra economica depressiva non è
pensabile". È necessario secondo i 5 stelle rinegoziare il
Fiscal Compact "al fine di rilanciare una nuova Europa". Va
inoltre "ridefinito il ruolo della Banca centrale europea
che dovrebbe diventare - continua Barbanti - prestatore di
ultima istanza per i diversi debiti pubblici statali e
inserire tra i suoi obiettivi il perseguimento della piena
occupazione, nonché il finanziamento diretto degli
investimenti produttivi".

E occorre "che Paesi come la Germania si facciano carico
del Fondo di stabilità europeo (Mes) senza ricatti verso
gli Stati che non possono contribuirvi nelle misure richieste".

RIORGANIZZAZIONE DELLA PA
Per quello che riguarda la riorganizzazione della Pubblica
amministrazione per il M5s è necessaria "una riforma di
tutta la normativa per la selezione dei candidati ai vertici
delle aziende pubbliche, per fare in modo che la selezione
si basi su criteri di trasparenza".

Le Pa devono "modificare il modo di acquisire le
informazioni di cittadini e imprese, grazie ai database di
interesse pubblico esistenti, devono essere obbligate
all'acquisizione e al rilascio automatico di queste
documentazioni. L'obiettivo è di raggiungere il risultato di
una amministrazione digitale veloce ed efficiente che porti
a una riduzione dei costi burocratico-amministrativi".

Sui debiti della Pubblica amministrazione nei confronti
delle imprese, il Movimento 5 stelle chiede "che tutti i
debiti possano essere resi subito incassabili, anche
attraverso cessione dei crediti in forma 'pro soluto' verso
le banche o meglio verso la Cassa depositi e prestiti, che
liquiderà il dovuto alle imprese".

Per i 5 stelle il tempo di
pagamento massimo delle imprese (30-60 giorni) non può
essere rispettato anche a causa "della procedura di
certificazione del credito, sia per una mancanza di una
previsione di limite temporale per la nomina del
'commissario ad acta', sia per l'assenza di un efficace
sistema di monitoraggio dell'ente debitore".

GIUSTIZIA CIVILE
"Occorre - prosegue Barbanti - una riforma della giustizia
civile che intervenga sula struttura del procedimento per
rimuovere gli ostacoli che ne impediscono una celere
celebrazione". E c'è bisogno "di completare gli interventi
di informatizzazione e digitalizzazione quali il processo
civile telematico, già in uso in diversi tribunali". E
ancora: uno snellimento dei codici di procedure, una lotta
più serrata alle pratiche corruttive e aumento dei fondi
riservati alla giustizia.

Per quanto riguarda i magistrati fuori ruolo, il M5s
solleva l'approvazione "del decreto legislativo per definire
gli incarichi incompatibili con la funzione esercitata", il
cui termine per l'emanazione era stato fissato per il 28
marzo di quest'anno.

DIFESA
"La necessità di riformare - dice Barbanti - il settore
della difesa deve raggiungere l'obiettivo d realizzare un
sistema nazionale di difesa efficace e sostenibile". Per il
Movimento 5 stelle emblematica è la vicenda legata
all'acquisto di 90 cacciabombardieri Jsf F35 giudicato come
"uno spreco di risorse". I 5 stelle chiedono al nuovo
governo adotti queste politiche:

- Destinare parte dei risparmi grazie alla riforma del
sistema militare al miglioramento della gestione del
personale corrente, della formazione del personale e della
gestione dei mezzi, a fronte di una riduzione dei nuovi
investimenti;
- valutare l'assegnazione delle strutture militari in
dismissioni per nuove funzioni;
- abbandonare l'acquisto dei F35 parallelamente a una
riconversione delle industrie belliche;
- rivalutare la necessità di ogni singola missione militare
all'estero;
- finanziare interventi civili di pace, anche attraverso il
servizio civile.

EQUITALIA
"È urgente - spiega Barbanti - rivedere la struttura della
riscossione demandata alla gestione di Equitalia: occorre
accelerare il ritorno a un sistema di riscossione
territoriale in cui si responsabilizza la copertura dei
costi da parte degli enti territoriali che avranno cura di
intervenire con maggiore equità".

IMU, IVA, IRAP
Per quanto riguarda l'imposta sugli immobili "ci sono
problemi di scarsa proporzionalità", spiega Barbanti. "Si
considera necessaria l'abolizione dell'Imu sulla prima casa
e da rivedere quella sugli immobili strumentali".

L'aumento di un altro punto dell'Iva, contabilizzato anche
nel Def, "non può - dice Barbanti - che comportare
un'ulteriore compressione dei consumi". E il M5s chiede che
per coloro che possiedono partite Iva "il pagamento
dell'imposta possa essere pagata solo a incasso avvenuto".

Tra le imposte da eliminare il Movimento 5 stelle chiede
che vanga cancellata gradualmente l'Irap (Imposta regionale
sulle attività produttive) entro dicembre 2014.

PARADISI FISCALI
Per il Movimento 5 stelle è necessario avviare una lotta a
livello europeo contro i paradisi fiscali, introducendo
l'obbligo di rendicontazione Paese per Paese dei dati
contabili delle imprese multinazionali e non solo.

REDDITO DI CITTADINANZA
Nell'ambito di una riforma generale del sistema del welfare
è necessario che l'Italia "istituisca un reddito di
cittadinanza che garantisca dignità ed esistenza",
adeguandosi alla raccomandazione del Consiglio europeo del
24 giugno 1992.

LAVORO
Secondo Barbanti, è doveroso partire da alcuni punti:
"Una seria e reale riforma del lavoro che contempli quale
prima tipologia di contratto quella a tempo indeterminato e solo
per esigenze organizzative quella a tempo determinato. L'abrogazione
della Legge Biagi rivedendo i contratti atipici. Considerare
l'abbassamento dell'età pensionabile anche in riferimento ai
lavori usuranti dal punto di vista psicofisico.

Nell'ambito della riforma dei centri per l'impiego, valutare
l'eliminazione delle agenzie interninali. Ridistribuire il
carico di lavoro sulle risorse umane permettendo così la
riduzione delle ore impiegate alle mansioni lavorative e
restituendo il bisogno primario dell'essere umano: il tempo.
Favorire l'inserimento e il mantenimento delle donne nel
mondo del lavoro".

Per questo il Movimento 5 stelle propone di incentivare le
aziende con detassazioni fino al compimento del sesto anno
di età del bambino.

CULTURA E TURISMO
Particolare attenzione è rivolta alla valorizzazione del
patrimonio culturale, artistico, museale e ambientale
dell'Italia legata al turismo, "che - secondo Barbanti - è
un settore rilevante con un peso specifico nell'economia
nazionale. Il contributo al turismo al Pil - scrive -
ammonta a 130 miliardi di euro, circa il 9% della produzione
nazionale e gli impiegati di questo settore sono circa 2,2
milioni di persone, un lavoratore su 10".

Il deputato cita uno studio realizzato nel marzo 2013 dalla
Banca d'Italia sul turismo internazionale in Italia secondo
cui "nonostante il maggiore potenziale di attrazione
turistica del Sud rispetto al Centro-Nord, il primo
costituisce un'area che presenta la minor quota di introiti
all'estero. L'incidenza del turismo internazionale
sull'economia del Mezzogiorno (circa l'1% del Pil dell'area)
è decisamente inferiore a quella sull'economia del
Centro-Nord (poco più del 2% del Pil)".

Secondo altri dati, "l'Italia viene valutata solo al 77esimo
posto per quanto riguarda la misura con cui il Governo ritiene
prioritaria l'industria turistica (la Spagna è 11esima, la Francia è
28esima)".

Il problema delle politiche turistiche è legato "alla
governance del settore: la frammentazione della promozione
all'estero; il nanismo delle imprese; i limite nella
capacità di costruire prodotti turistici competitivi;
l'insufficienza delle infrastrutture".

Il relatore di minoranza contesta l'attenzione del Def
rivolta solo al mercato turistico internazionale mentre si
dovrebbe valorizzare anche quello interno.

MEZZOGIORNO
Altro tema sul quale Barbanti presta molta attenzione è il
Mezzogiorno. "Il Sud, scrive il relatore, ha bisogno di
ripartire dall'amore e dal rispetto del suo territorio e
dalla constatazione che le fallimentari politiche sin qui
seguite lo stanno svuotando dei suoi giovani. Giovani che,
nuovi emigranti con lauree, sono costretti ad abbandonare le
loro terre per rendere più ricche altre nazioni".

"Eppure il Sud - aggiunge - potrebbe diventare, con
l'ausilio di quelle politiche fiscali di vantaggio previste
dagli accordi europei, un aiuto all'Italia e quindi
all'Europa nel favorire l'espansione economica in altri
mercati di cui la nostra può diventare punto di snodo per
controbilanciare le politiche di nazioni con sbocchi sul
Mare del Nord. Infatti tra il 2008 e il 2013 il Pil del Nord
Africa, Medio Oriente e Turchia è cresciuto di oltre il 25%
e si espanderà ulteriormente di oltre il 33% entro il 2018.

INFRASTRUTTURE
Il M5S contesta la logica delle grandi opere che contrasta
con la scarsità delle risorse. Le priorità vanno scelte
sulla base di studi tecnico-finanziari che invece in questi
anni non sono stati mai realizzati e che se fatti non
avrebbero consentito l'inizio di lavori della tratta ad alta
velocità Torino-Milano perché sarebbe stata evidenziata
l'inutilità dell'opera.

La programmazione del sistema infrastrutturale deve quindi
spostare l'attenzione dalle grandi alle piccole e medie opere,
partendo dal completamento del programma per la messa in sicurezza
degli edifici scolastici e da quello per le piccole e medie opere
del Mezzogiorno.

Gli interventi nel Sud Italia appaiono ormai
improcrastinabili. Investire in piccole opere ad alta
intensità lavorativa consente di attivare quel tessuto di
piccole e medie imprese che rappresentano la vera ossatura
portante nella gestione del territorio.

GREEN ECONOMY
Capitolo a parte quello sulla green economy. Per capire
l'importanza di tale ambito, scrive Barbanti, "basti
ricordare un recente studio economico sulle fonti
rinnovabili secondo il quale il valore di tutto l'indotto
impatta sul Prodotto interno lordo italiano per quasi 10
punti percentuali, con cifre intorno ai 40 miliardi di euro
potenziali, tra incassi in favore del fisco, tassazione
indiretta ed incremento dei consumi.

La green economy produce tra tutte le tipologie di attività
il maggior numero di dipendenti a tempo indeterminato, impiegando
per la maggior parte giovani di età inferiore a 35. I dati
dell'Inps poi affermano che proprio in questo settore il
ricorso alla cassa integrazione o l'accesso a prestazioni
per il sostegno del reddito fanno segnalare percentuali che
rasentano lo zero.

Infine, la necessità di dotare il Paese di un piano
energetico di lungo periodo che abbia come obiettivo
l'ottenimento di una forma di autonomia energetica legata
prioritariamente al risparmio, all'utilizzo di fonti di
energia rinnovabili. In tema di mobilità sostenibile,
Barbanti apprezza lo stanziamento per migliorare le reti di
ricarica dei veicoli elettrici, pari a 420 milioni.

URBANISTICA
Da un punto di vista urbanistico, il M5S punta
"all'incentivazione e costruzione di case passive e la
rottamazione di edifici privi di rilevanza storica ed
architettonica sostituendoli con costruzioni corrispondenti
a norme antisismiche, anti-incendio, energetiche ed
acustiche; attuazione di politiche legate alla sostituzione
di tutti gli apparati elettrici vetusti a favore di prodotti
moderni a minor impatto energetico; incentivazione della
co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a
partire dagli edifici più energivori; incentivazione della
micro-cogenerazione a livello domestico; eliminazione
retroattiva degli incentivi per la combustione dei rifiuti,
anche nella loro parte organica". (Public Policy)

Per approfondire:

- IL TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE DI MAGGIORANZA

- IL TESTO INTEGRALE DELLA RELAZIONE DI MINORANZA

SAF-SOR

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