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Dl Detenuti, i dubbi della commissione Affari costituzionali della Camera

carceri 18 luglio 2014

ROMA (Public Policy) - La commissione Affari costituzionali della Camera ha invitato la commissione Giustizia a valutare "se i criteri per la determinazione del quantum delle previsioni risarcitorie", disposte dal dl Detenuti, "siano pienamente rispondenti ai principi stabiliti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nella richiamata sentenza dell'8 gennaio 2013 (causa Torreggiani e altri contro Italia, ricorsi 43517/09 più altri riuniti) ed al principio di proporzionalità di matrice costituzionale".

È questa la condizione contenuta nel parere favorevole della I commissione al decreto Detenuti che - tra le altre cose - prevede per le persone incarcerate in condizioni che violano la Convenzione europea dei diritti dell'uomo un risarcimento in termini di riduzione della pena o di denaro (8 euro per ogni giorno di detenzione in condizione "disumane").

Dai resoconti di seduta si capisce come una prima formulazione del parere, proposto dal presidente della I commissione Francesco Paolo Sisto, avesse suscitato le proteste del Pd. La proposta iniziale di parere - che il deputato Pd Emanuele Fiano aveva chiesto di trasformare in semplice osservazione - si focalizzava non sui "criteri per la determinazione del quantum delle previsioni risarcitorie" (come nel parere poi approvato), ma direttamente sulle "previsioni risarcitorie".

Fiano, commentando questa prima formulazione, aveva ribadito di ritenere "la misurazione effettuata nel provvedimento congrua rispetto ai dettati della Corte europea dei diritti dell'uomo". Subito prima Gianni Cuperlo, membro della commissione Affari costituzionali, aveva annunciato il suo voto in dissenso dal gruppo esprimendo parere favorevole alla proposta di Sisto.(Public Policy)

NAF

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