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DIARIA, RUOCCO (M5S): "TUTTI D'ACCORDO". MA IN TANTI TACCIONO

m5s 14 maggio 2013

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(Public Policy) - Roma, 14 mag - "La polemica non c'è mai
stata perché noi siamo un movimento trasparente a volte
dialettico, per cui ci sono stati momenti di riflessione su
alcuni punti, però la nostra trasparenza ha sempre imposto
che le spese vadano rendicontate e la parte residuale venga
poi messa in un fondo che verrà destinato ad esigenze della
collettività". Carla Ruocco, deputata del M5S, archivia così
il caso "diaria" dentro i 5 stelle. Ma stamani in
Transatlantico in molti preferiscono non parlare della lunga
assemblea di ieri sera.

Allungano il passo il vicepresidente della Camera Luigi Di
Maio ma anche Alessandro Di Battista, l'"ortodosso", che
scuote la testa.

"La questione diaria è un argomento che non mi appassiona,
montato soprattutto dai media", spiega Alfonso Bonafede,
vicepresidente della commissione Giustizia che racconta: "Io
non ho visto dissidenti in assemblea, tutti d'accordo con la
mano alzata, a favore della rendicontazione".

Storce il naso il "ribelle" Tommaso Currò che invece il
malessere lo manifesta eccome verso quelle che chiama le
"imposizioni" di Beppe Grillo. Ma lui è già nel "mirino" per
le sue posizioni e più di tanto preferisce non sbottonarsi.
Non si sottrae alle domande Carla Ruocco che sottolinea
come "il M5S abbia rinunciato a 42 milioni di finanziamenti
pubblici, cosa che non hanno fatto - aggiunge - gli altri
partiti". Per la deputata cinque stelle in realtà "ci si è
concentrati su questa storia della diaria dimenticando che
noi dimezziamo già le indennità e abbiamo rinunciato a 42
milioni di euro". Tutti d'accordo in assemblea?

"Dissidenti non ne ho visti - afferma Ruocco - ci sono
stati forse alcuni distinguo su singole voci da poter
rendicontare, però alla fine passa il concetto che è quello
che conta: ossia che quello che si spende si rendiconta e si
restituisce quello che non si spende. E tutti i cittadini
possono vedere quanto ho speso e quanto ho restituito. Poi
ovviamente ci sarà chi spende di più e chi di meno. Ma il
problema non é chi spende di più o di meno ma la possibilità
di controlli per i cittadini. Questa è la portata
rivoluzionaria". (Public Policy)

FEG

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